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giovedì 19 settembre 2013

Sindrome della permeabilità intestinale, celiachia, sensibilità al glutine, spettro autistico, micotossine e tolleranza immunologica

(fonte: http://www.disinformazione.it/sindrome_della_permeabilita_intestinale.htm)

A cura del dottor Maurizio Proietti - www.maurizioproietti.it

Diverse patologie umane partono da un intestino poco efficiente. Ma cosa rende inefficiente l’intestino? Bisogna rivalutare i rapporti tra cibo e salute. Tre milioni di italiani e venti milioni di statunitensi soffrono di sensibilità al glutine, sindrome simile ma allo stesso tempo diversa dalla celiachia. Dalla sensibilità al glutine scaturiscono patologie diverse, in funzione del polimorfismo genetico dei soggetti e dell’ambiente in cui essi vivono. Aumentando le nostre conoscenze sulle interazioni tra cibo, abitudini alimentari, genomica e ambiente è possibile effettuare una prevenzione e/o terapia migliore. È iniziata l’era dell’epigenetica mentre il dogma del determinismo genetico si avvia al tramonto.

Permeabilità dell’intestino
Molti studi sulla permeabilità della barriera gastrico-intestinale (g.i.) indicano che essa è strettamente dipendente dal genoma dei batteri intestinali 1,2 3. L’intestino con flora batterica compromessa che a sua volta compromette la produzione di enzimi digestivi, perdendo le normali condizioni biochimiche, relative a pH, vitamine, peptidi e batteri, genera infiammazione minima submucosale secondaria, tale da alterare alcuni pattern enzimatici presenti sulle membrane cellulari, in particolare sui microvilli (un caso eclatante è quello della lattasi 1).

In condizioni normali i microvilli permettono la digestione fisiologica e l’assorbimento dei micronutrienti, mentre in condizioni anomale si determina il passaggio di macro-molecole oltre la barriera g.i, (Fig. 1) che per le loro dimensioni possono essere identificate come non self e risultando immunogene possono scatenare una risposta immunologica. L’epitelio g.i. è normalmente una barriera selettivamente permeabile e la sua funzione è determinata dalla formazione di complessi proteina-proteina: desmosomi (desmosome junctions), emidesmosomi (hemidesmosome junctions), giunzioni comunicanti (gap junctions), aderenti (adherens junctions) e giunzioni strette (tight junctions). Queste ultime collegano meccanicamente cellule adiacenti per sigillare lo spazio intercellulare.

Nel corso dell'ultimo decennio, c'è stata una crescente attenzione alle tight junction, in quanto la loro alterazione determina un’interruzione della funzione di barriera g.i. che contribuisce a favorire reazioni immunologiche (malattie autoimmuni ed infiammatorie) 1,4,5.

Evidenze sperimentali [6,8] suggeriscono che la disfunzione delle giunzioni strette sia concausa, ma forse la principale, per l’insorgenza di malattie infiammatorie immunologiche sistemiche, malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI), allergie alimentari e celiachia [22,23]. Ciò sembra inoltre partecipare all’evoluzione dell’Autismo 2,12,13,14,15,16. Complessivamente, i risultati di tutti questi studi mostrano o comunque sembrano suggerire che le malattie correlate con l’intestino permeabile possano scomparire e/o arrestarsi se la funzione di barriera intestinale del paziente viene ristabilita. Le prove a sostegno di tutto ciò sono ancora incomplete, ma sono abbastanza solide da incoraggiare i ricercatori a proseguirne il cammino intrapreso.

Le tight junction sono il target primario degli agenti esterni, che agendo come inquinanti chimici e/o biologici [9,10] interagiscono con la matrice proteica delle giunture, alterandone la conformazione e quindi aumentandone sempre di più la permeabilità agli agenti esterni. Le nostre osservazioni hanno individuato nell’ingestione inconsapevole di inquinanti biologici (micotossine) e conseguente disbiosi e sporificazione da Candida, i fattori determinanti della sindrome della permeabilità intestinale (leaky gut syndrome). Si stabilisce così un nuovo equilibrio del microbiota 24-29, che spesso può anche non determinare segni o sintomi clinici rilevanti 10,11 .

In ogni caso, bisognerebbe comunque verificare il tempo di non insorgenza dei sintomi tipici della sindrome, in relazione anche alle fasce d’età. È necessario capire perché in alcuni soggetti non c’è insorgenza e se si tratta di una situazione temporanea o duratura. Uno studio di questo genere potrebbe svelare altri meccanismi, probabilmente del sistema immunitario, ancora sconosciuti.

Tolleranza immunologica: celiachia e sensibilità al glutine (gluten sensitivity)
La grande peculiarità della celiachia è indubbiamente il fattore ambientale che la causa: la gliadina. Si tratta di un peptide immunogenico, resistente alla digestione enzimatica pancreatica e gastrica, che solo a causa delle modificazioni delle giunzioni strette riesce a trovare il passaggio per arrivare alla lamina propria (parte della mucosa intestinale), dove ha luogo la risposta immunitaria. Come dire: se non si apre la porta non si può passare. In ogni caso, è proprio qui, a livello di lamina propria, che la transglutaminasi tissutale (tipo II - tTG) catalizza legami covalenti tra glutammina e lisina. E i peptidi così deamminati creano epitopi (parti dell’antigene che si legano all’anticorpo specifico), con un aumentato potenziale immunostimolatore.

Con questa modifica viene ad aumentare l’affinità degli antigeni, presentati dalle APC (Antigen-presenting Cell) ai macrofagi, ai linfociti B e T CD4+ (linfociti helper), con il sistema HLA II (Human Leukocite Antigen II) e quindi con i due geni o molecole proteiche DQ2 e DQ8 da essi prodotti. Le lesioni della mucosa intestinale (atrofia dei villi e iperplasia delle cripte) riscontrabili con l’esame bioptico sono il risultato di questo processo immunologico dinamico e modulabile nel tempo. Sebbene sia nota la componente genetica della malattia celiaca, con numerose evidenze quali il rischio aumentato di malattia nei parenti di primo grado, la concordanza nei gemelli omozigoti superiore al 75% e la concordanza nei gemelli dizigoti del 13%, ci deve essere sempre un primum movens, che è l’apertura delle giunzioni strette (tight junction).

La Sensibilità al glutine (Gluten Sensitivity), invece, non è una forma attenuata della celiachia, ma una malattia a se stante. Essa, pur diversa dal punto di vista molecolare e immunitario, potrebbe presentare tuttavia la stessa causa scatenante, cioè l’apertura delle giunzioni strette (tight junction). Il fatto che nel mondo ci sono 3 milioni d’italiani e 20 milioni di statunitensi affetti da sensibilità al glutine, l’interesse verso questa condizione morbosa e soprattutto sulla sua possibile evoluzione verso la forma tipica è veramente notevole.

La Gluten Sensitivity (GS) non presenta alterazioni della permeabilità intestinale, manifesta solo la flogosi submucosale, che invece, come è noto, è significativamente maggiore nella celiachia. «Nella celiachia si attiva un meccanismo autoimmune condizionato da una risposta adattativa del sistema immunitario, nella GS invece, c’è un meccanismo genetico che coinvolge il sistema immunitario innato, senza interessamento della funzione della barriera intestinale, dove si riscontrano segni di infezione ma non di danno, come avviene nella celiachia»10.

Ad oggi non esistono test di laboratorio o istologici in grado di confermare questo tipo di "reattività", di conseguenza si tratta di una diagnosi cui si giunge per esclusione; la diagnosi sarà seguita da una dieta con eliminazione del glutine ed un open challenge (una reintroduzione sorvegliata di alimenti contenenti glutine), per valutare se si verifica un effettivo miglioramento dei sintomi alla riduzione o eliminazione del glutine dalla dieta ed una ricomparsa dei disturbi alla reintroduzione di questa proteina alimentare.

Possiamo dire che le due condizioni patologiche, la celiachia e la GS, hanno in comune, come fattore scatenante, il glutine. Ma è arrivato il momento di aggiungere un altro fattore esterno o ambientale: le micotossine. Possiamo cioè affermare che l’alimento diventa comune denominatore del danno, non solo per il contenuto di macronutrienti, qualitativo e quantitativo, ma anche per le diverse micotossine che sinergicamente possono contribuire alla sindrome della permeabilità intestinale (leaky gut syndrome) [17, 21]. Tra le principali micotossine che partecipano o favoriscono la sindrome (aflatossine, ocratossine, ecc.) la nostra attenzione si è focalizzata sul deossinivalenolo (DON).

Per la facilità di contaminazione degli alimenti più comuni come pasta e pane, le micotossine, tra cui il DON, il più studiato, hanno una particolare predilezione per le giunzioni strette. Ciò potrebbe essere correlato ad una innumerevole quantità di manifestazioni cliniche che insorgono apparentemente senza un motivo identificabile. È auspicabile che la ricerca futura intensifichi gli studi su un numero maggiore di micotossine e sulle loro reciproche interazioni.

Negli ultimi cento anni l’uomo ha favorito i riarrangiamenti genetici, producendo ibridi interspecifici nel genere Triticum (frumenti) e intergenerici, tra Triticum e Secale (Triticale) per migliorarne le rese per ettaro. Nessuno ha mai verificato, per quanto ci risulta, su basi strettamente scientifici, se questi cambiamenti genetici hanno favorito una risposta immunologica e quindi determinato un incremento o meno delle condizioni che conducono alla celiachia, GS, all’autismo ed eventualmente ad altre malattie negli ultimi 30 anni. L’INRA di Tolosa 31 ha studiato i meccanismi molecolari e la risposta immunitaria verso grani, farine e paste privi di micotossine, facendo particolare riferimento al DON. Forse nei risultati di questi studi c’è già una risposta, ma c’è bisogno di un approfondimento (elaborazione) o ulteriore sperimentazione prima di dare una soluzione definitiva alla questione, e cioè se i cambiamenti genetici indotti con gli incroci e mutazioni artificiali hanno una qualche relazione con la celiachia e l’autismo 14,16,17,18.

La ricerca sulle micotossine si complica quando entra in gioco un altro fattore: le lectine. La differenza genetica tra i frumenti è da ascrivere anche a proteine denominate lectine, che sono presenti non solo nei saprofiti e patogeni, ma anche negli alimenti e sulla mucosa del tratto digerente. Le lectine, di diversa composizione chimica, si correlano con gli antigeni A o B, presenti sulla membrana degli elementi figurati del sangue, in particolare dei globuli rossi. 

Quando ingeriamo un alimento contenente lectine incompatibili, col nostro codice di riconoscimento attiviamo una risposta minima immunologica (Minimal Flogosis). Quindi anche le lectine possono innescare un danno alle pareti dell’apparato digerente. Se contestualmente l’alimento contiene anche micotossine (in quantità biologiche significative), come il DON, allora diventa valida l’ipotesi della risposta di una sintomatologia clinicamente rilevante. 

In altre parole, le lectine darebbero il via alle micotossine (macromolecole). Le lectine sono quelle che aprono la porta? Per tali motivi e per valutare l’effettiva dipendenza dal glutine delle alterazioni cliniche e sintomatologiche evidenziate nei soggetti con Sensibilità al Glutine (GS), un gruppo di ricercatori che fanno capo al Consorzio Campo e la fondazione Dino Leone di Bari, hanno avviato un progetto di ricerca per studiare questa relazione tra natura o composizione degli alimenti, micotossine e sistema immune.

Il deossinivalenolo (DON o Vomitossina) Il deossinivalenolo (DON) è una micotossina, uno dei metaboliti di alcuni ceppi fungini (muffe), appartenenti al genere Fusarium (F. graminearum e F. culmorum, ecc.). Si tratta di “fattori tossici naturali e involontari”, cancerogeni, teratogeni e mutageni. Dallo stesso fungo si possono originare più tossine, come nel caso della candida (Candida albicans) e ci possono essere sinergie tra tossine diverse, come nel caso della ocratossina A (OTA) e la citrinina.

Su scala globale, il DON è la micotossina di gran lunga più frequente e quindi quella più temuta e per questo più studiata. Si contaminano particolarmente i cereali e loro derivati (farine, pane, ecc.). In considerazione della sua estrema stabilità (termostabile) durante i diversi trattamenti tecnologici e la quasi totale assenza di processi di decontaminazione, il DON lo si può trovare facilmente anche negli alimenti finiti.

È quindi importante caratterizzare gli effetti tossici del DON, in particolare su tutto l’intestino, stomaco compreso, primo organo che entra in contatto con gli alimenti. Questa micotossina riduce la funzione di barriera dell’intestino (riduzione della resistenza elettrica dell’epitelio, aumento della permeabilità cellulare alle molecole, aumento del passaggio di batteri). L’alterazione della funzione di barriera g.i è associata ad una riduzione della funzione proteica (claudins) in una particolare regione del tessuto intestinale: le cosi dette giunzioni strette (Fig. 2). Queste svolgono il ruolo di “cerniera” tra le cellule intestinali. Ciò è stato osservato sia in colture cellulari sia negli intestini dei maialini che avevano ingerito mangimi contaminati 31.

Fig. 2. Giunture strette e proteine coinvolte (cortesia di wikimedia Italia)7
Il fatto che il DON riduca la funzione di barriera intestinale causa un aumento del passaggio di batteri attraverso l’intestino. Viene alterata la permeabilità intestinale. Ciò ha conseguenze importanti in termini di suscettibilità alle infezioni (Salmonella, Escherichia, ecc.). Aumenta il passaggio di agenti inquinanti, come metalli pesanti, pesticidi, potenziandone gli effetti dannosi, che possono favorire reazioni immunologiche locali e sistemiche e condizionare la prognosi di malattie come la sensibilità al glutine (Gluten Sensibility) e l’autismo. Il danno indotto può offrire anche valutazioni indirette di grande interesse, in quanto le alterazioni della mucosa modificano, anche se di poco, la funzione biochimica cellulare.

Si assiste ad una carenza di vit. B12 per i motivi su esposti, quindi ad una diminuzione delle desaturasi e ciò spiegherebbe l’alterazione delle membrane in quanto povere di polinsaturi e ricche di saturi (fosfogliceridi).
A livello intestinale può essere penalizzato l’assorbimento della vitamina B12, che necessita del Fattore Intrinseco (F.I.) Intestinale (o Gastrico o di Castle). Una carenza di B12 può ostacolare la conversione fisiologica dell’omocisteina in metionina. A cio’, seguirà, secondo una variabile dipendente dalla predisposizione individuale, la comparsa delle spie cliniche.

Essendo il DON di facile presenza nelle mense scolastiche, asili nido ed elementari, dove arriva specialmente con il pane e più limitatamente con la pasta, l’industria di questi alimenti dovrebbe essere obbligata a lavorare il grano prestando maggiore attenzione alla contaminazione in campo e ad attuare processi fermentativi specifici in grado di abbattere la carica di micotossine.

Emergenza autismo
Dopo il lavoro di Reichelt [30], sono sempre di più gli autori che evidenziano nelle urine dei bambini affetti da autismo la presenza di alti livelli di peptidi “oppioidi” (casomorfina e glutomorfina). Ciò consente di ipotizzare che i bambini autistici durante i processi digestivi, per un’alterata digestione di queste proteine dovuta a meccanismi ancora non chiari, (ma che comunque implicano un coinvolgimento delle giunzioni strette), assorbano peptidi anomali che influenzano il meccanismo della neurotrasmissione (vedi inibizione della normale maturazione neuronale di Reichelt, 1986), in quanto riescono a superare la barriera emato encefalica.

Tali molecole per la loro affinità con i recettori m possono essere una concausa del comportamento di tali pazienti2. Per questo motivo, spesso, viene loro indicata una dieta priva di tali alimenti. Un periodo di astensione da glutine e caseina, che varia a seconda dei casi, permette di abbassare sensibilmente i livelli dei peptidi oppioidi. I risultati ottenuti sono molto incoraggianti, soprattutto se viene praticata in età non scolastica, ma nei primi anni di vita, quando le potenzialità evolutive e la neuro plasticità sono ancora molto attive.

Queste considerazioni diventano imperative in tutte le donne gravide con rischio di familiarità. Basti pensare che alcuni studi indicano che ci sono alti livelli di micotossine nel cordone ombelicale, più alti di quelli plasmatici. L’alterazione delle giunzioni strette segue la disbiosi3. È noto che a seguito del ripristino dell’equilibrio, (eubiosi), si riduce la permeabilità intestinale, contestualmente al miglioramento delle condizioni generali dei bambini.

Il lato positivo della dieta naturale senza glutine e caseina è espresso dal notevole miglioramento ottenuto dai bambini che seguono tale regime alimentare: maggiore attenzione, miglioramento delle capacità interattive, regressione dell’iperattività, delle stereotipie, dei comportamenti violenti, maggiore resistenza alle infezioni e miglioramento della qualità del sonno.

Conclusioni
I risultati delle numerose ricerche incoraggiano ad approfondire gli studi sugli effetti della contaminazione degli alimenti da micotossine, sia nella dieta dell’uomo che in quella degli animali, evitando così di inquinare tutta la catena alimentare. In questo modo si coglierebbe l’obiettivo di ridurre il problema della permeabilità intestinale, punto di partenza di diverse patologie.

Attualmente, uno degli obiettivi dei ricercatori è di comprendere i delicati equilibri immunologici legati probabilmente al consumo di alimenti ricchi di glutine “pesante” e valutare il consumo in relazione alla rapida diffusione delle malattie correlate al glutine. I grani dell’agricoltura industriale, che sono la maggior parte, sono iperconcimati, spesso coltivati in ambienti che favoriscono la contaminazione da funghi con conseguente sviluppo di micotossine.

Questi grani contengono una quota di glutine superiore del 12% rispetto a quelli non iperconcimati, e rendono difficile la vita non solo ai soggetti border line per la celiachia, ma in tutti i casi caratterizzati da manifestazioni immunologicamente correlate, “sindrome metabolica” compresa. Sembra quindi che la crescente sensibilità alle diverse patologie sia determinata dalla crescente diffusione dei grani moderni, con più glutine, a discapito dei grani antichi, con meno glutine e con i quali l’uomo si è evoluto. Per alcuni si tratta ancora di ipotesi, per altri di certezze. Per questo il compito della ricerca, svolta da gruppi di lavoro multidisciplinari, deve essere di eliminare, per quanto possibile, ogni zona d’ombra.

(1a) Lo studio è basato su dati della letteratura specializzata, reperibile attraverso Medline e diversi documenti ufficiali divulgati da varie istituzioni pubbliche e private.

Ringraziamenti
Si ringrazia il Presidente della Fondazione Cav. Dino Leone, Dottor Osvaldo Catucci.

Note
1. La lattasi è l’enzima prodotto nei microvilli intestinali e serve a digerire il lattosio, cioè a scinderlo in glucosio e galattosio. Cosa che avviene nei soggetti detti lattasi persistenti, cioè che anche da adulti tollerano il lattosio perché continuano a produrre la lattasi. In questi soggetti il gene LCT (cromosoma 2) che produce la lattasi non si spegne con lo svezzamento, come avviene in chi è intollerante al lattosio. Poiché la lattasi è prodotta a livello dei microvilli, eventuali problemi ai microvilli, come può essere la celiachia (intolleranza al glutine) possono comportare mancata produzione di lattasi e quindi una falsa intolleranza al lattosio.

2. I recettori per gli oppioidi sono dei recettori chiamati così in quanto sono attivi con la morfina (derivato dell' oppio). Fisiologicamente le molecole attive su questi recettori sono le encefaline, endorfine, dinorfine. Si conoscono 3 recettori: m, k e d. Il loro meccanismo è legato alla modificazione dell'elettrofisiologia del potassio e del calcio e più precisamente: Recettori mu e delta aumentano la conduttanza al potassio mentre i recettori K riducono la conduttanza al calcio. I 3 recettori hanno un'azione di tipo analgesico, ma a diversi livelli. m: Genera analgesia (livello sovraspinale), depressione respiratoria, diminuzione attività gastro intestinale, euforia, miosi; K: Genera analgesia (livello spinale), miosi, depressione respiratoria, disforia (a differenza dei recettori m); Delta: non genera analgesia, ma diminuiscono il transito intestinale e deprimono il sistema immunitario.

3. La disbiosi intestinale è causata da cattiva alimentazione ricca di cibi raffinati additivi e inquinanti, farmaci, stress, vita sregolata. I sintomi sono: pancia gonfia, cattiva digestione, colite, diverticolosi, allergie, intolleranze alimentari, stanchezza cronica e forme gravi di epatite

Bibliografia
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sabato 2 febbraio 2013

Il minestrone dei vaccini

Ecco un bell'articolo di Gabriele Milani, postato da Gianni Lannes, che parla di vaccini e dei danni che possono fare le sostanze in essi contenuti. 

Ricordo oltretutto che i vaccini anche se non avessero al loro interno tutte quelle sostanze tossiche sarebbero in ogni caso dannosi perché andrebbero a modificare radicalmente il funzionamento del sistema immunitario, causando uno squilibrio tra la funzionalità TH1 e quella TH2 difficilmente risolvibile nell'arco di una vita intera (ad ora i danni da vaccini al sistema immunitario sembrano permamenti, per esempio si potrebbe risolvere la sintomatologia di un'allergia causata da un vaccino, ma l'allergia in sé, come comportamento del sistema immunitario, rimane). Per un approfondimento su questo argomento si legga il post di Lorenzo Acerra I vaccini veterinari causano problemi ben documentabili.

In fondo a questo post è possibile vedere il video indicato nella parte sul mercurio. È impressionante vedere la velocità con cui le terminazioni nervose subiscono danni una volta esposte al mercurio. Mi chiedo come faccio ad essere ancora vivo e ad avere una seppur minima capacità intellettiva (e riesco pure a fare dell'autoironia!).

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(fonte: http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2013/02/il-minestrone-dei-vaccini.html)

di Gabriele Milani

Recentemente mi sono imbattuto in qualche articolo di qualche soggetto palesemente asservito a Big Pharma, simpatizzante di organizzazioni dedite alla risoluzione dei misteri dell’universo, che gridava al sacrilegio contro i genitori che si affidano all’omeopatia – in particolare GUNA AWARENESS - per curare i bambini autistici in quanto, in questo specifico composto, sono presenti sostanze come il veleno di un particolare serpente [Lachesis Muta - le cui proprietà curative sono note fin dall'antichità] oppure il veleno estratto dalle ghiandole di un particolare rospo [Bufo Bufo - le cui proprietà curative sono note fin dall'antichità] oppure neurotrofine derivate da biologia molecolare estratte dal cervello di scrofa [sus scrofa frontal lobe - sus scrofa temporal lobe].

Sicuramente, se fossimo seduti al tavolo di un ristorante e ci venisse servito un piatto del genere, non si può certo nascondere che un pò di disgusto lo proveremmo nel dover ingerire certa robaccia.
Eppure, sempre più spesso mi chiedo se gli stessi signori [pro vaccini e pro autismo contemporanei] provano il medesimo disgusto quando altrettanta robaccia [molto più pericolosa e letale] viene iniettata direttamente nel corpo di un neonato di 3 mesi all’insaputa dei suoi genitori [perchè il cosiddetto "consenso informato", tanto "informato" non lo è affatto].
C’è sempre giusta preoccupazione per quanto riguarda i vaccini somministrati ai bambini [ultimamente li somministrano anche scaduti] e dei possibili effetti collaterali di questo “atto medico” a tutti gli effetti. In particolare è ormai stato evidenziato il legame tra i vaccini della prima infanzia e l’autismo. Non ci sono più scusanti. La connessione all’autismo è stata ripetutamente confermata, scientificamente provata, e ci sono molte altre condizioni causate dai vaccini che sono in via di definizione.
Questo articolo vuole fornire a grandi linee un elenco degli ingredienti noti all’interno dei vaccini, i cui effetti collaterali sono ampiamente documentati da ricca letteratura scientifica, così [forse] la smetteremo di stupirci del perchè sempre più bambini si ammalano e manifestano problemi comportamentali.

Tessuti umani di feti abortiti e albumina umana
Vi siete mai chiesti dove certi feti abortiti vanno a finire?… soprattutto in quei paesi dove regnano legislazioni sanitarie compiacenti [per esempio laddove non esiste il vilipendio di cadavere e sono autorizzati i Cadaver Lab - attenzione immagini forti]. Ora lo sapete. Guardandola dalla prospettiva della salute, i tessuti ricevuti da un altro uomo (non solo da animali) sono tossici per il corpo e capaci di scatenare reazioni autoimmunitarie anche a livello cerebrale. In un sito pro-vaccini mi è capitato di leggere: “Le cellule riproducono sé stesse, quindi non non c’è alcuna necessità di abortire feti supplementari per sostenere la fornitura della coltura. I virus sono raccolti dalle colture di cellule diploidi e poi elaborati ulteriormente per produrre il vaccino stesso“. In realtà si può rimanere sorpresi nell’apprendere che alcune vaccinazioni sono derivate da tessuto fetale abortito. Vaccini per la varicella, l’epatite A, il morbillo, la parotite e la rosolia sono prodotti esclusivamente dal tessuto fetale abortito. Qualcuno cavalca l’onda della protesta morale, qualcun altro invece l’onda della promozione della salute perchè questi vaccini sono in grado di causare un flash point cerebrale causando encefalopatia su base autoimmune.

Formaldeide 
Questo composto cancerogeno è usato nei vaccini come fissante per i tessuti e conservante. La formaldeide viene ossidata per diventare acido formico. L’acido formico è l’ingrediente principale del veleno delle api e di certe formiche. Concentrato, è corrosivo e irritante. Assorbendo l’ossigeno del corpo, può portare a acidosi, lesioni nervose, danni al fegato e ai reni.
Secondo i principali Istituti di Ricerche sul Cancro, meno del 20%, ma forse più del 10% della popolazione mondiale può essere suscettibile di tossicità estrema alla formaldeide e può reagire all’esposizione a qualsiasi livello. La formaldeide è classificata come uno dei più pericolosi composti sugli ecosistemi e sulla salute umana, secondo la Environmental Defense Fund.

Mercurio
Questo composto è usato nei vaccini come conservante.
Vi consiglio di guardare questo video [nota di EpiNeo: il video è anche in fondo a questo post] che mostra l’effetto del mercurio sui neuroni del cervello. Questo esperimento e il video sono stati forniti dall’Università di Calgary. Penso sia una rivelazione piuttosto spaventosa. Sapevo che il mercurio causava gravi problemi al corpo, ma dovevo ancora vedere questa prova stupefacente. La tossicità del mercurio è stata ripetutamente ignorata dall’establishment medico e dalle agenzie di supervisione.
Il Mercurio è il secondo elemento più velenoso noto all’umanità [secondo solo all'uranio e suoi derivati]. Come mostrato nel video, i neuroni si disintegrano in presenza di mercurio. Il video mostra un effetto devastante sulle cellule cerebrali per un periodo di 30 minuti.
Gli Stati Uniti hanno conosciuto i potenziali problemi del Thimerosal per molti anni. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha espresso preoccupazioni fin dal 1990. Il mercurio è un veleno cumulativo, il che significa che una volta entrato nel corpo è difficile rimuoverlo, e quindi i livelli di esso possono crescere in modo significativo nel tempo. Enormi quantità di mercurio possono accumularsi nell’arco della vita. Durante una seduta tipica delle vaccinazioni di routine, i neonati ricevono a volte la stessa quantità di mercurio come il massimo assoluto impostato dall’OMS per 3 mesi di esposizione nell’adulto.

http://autismovaccini.com/2012/01/28/il-minestrone-dei-vaccini/

Ci siamo mai chiesti perchè dalla Svizzera si riesce a sapere ciò che qui in Italia è costantemente censurato?

1 - Ecco un'occasione per capire qualcosa di più sui vaccini, perché l'idea che proprio un vaccino antipolio sia stato la causa del trasferimento del virus da animale a uomo è davvero sconcertante! http://www.youtube.com/watch?v=BT-cv_SY0rk

2 - Una mossa per la vita, si parla del ritiro dell'Hexavac e dei danni cerebrali http://autismovaccini.com/2013/01/22/vaccinazioni-una-mossa-per-la-vita/

3 - Papilloma Virus http://www.youtube.com/watch?v=oX8u2OxzfnM
sono solo 3 esempi che fanno onore alla trasmissione Falò e ci fanno capire la dimensione della nostra Italia, purtroppo!

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martedì 25 settembre 2012

Thomas Mann, storia della medicina e catastrofiche isterectomie

Grazie a Lorenzo Acerra che ci ha deliziato con un altro bellissimo articolo, che riporto qui sotto, in cui si parla di isterectomia, Pasteur e la teoria dei virus, latte vaccino, amalgami, denti devitalizzati, focus dentali, farmaci e altro ancora.


Quando a Mariarosa Dalla Costa fu proposta l'isterectomia per una situazione che a suo avviso non la giustificava affatto, la docente dell'Università di Padova si mise alla ricerca affannosa d'informazioni. Le verifiche successive condotte con più medici e con numerose altre donne le fecero constatare "come questa proposta fosse divenuta da tempo una specie di rete, ovvero un approccio che, ora vedremo, prende in considerazione più l'età della paziente che la gravità della patologia, tesse oggettivamente attorno a una donna il rischio di essere isterectomizzata per il semplice avanzare degli anni ed avere una qualche affezione uterina." (Dalla Costa 1998, "Isterectomia, una questione aperta nel rapporto donne-medicine"
http://books.google.it/books?id=ENIl18XuDm0C&pg=PP1&lpg=PP1&dq=%22Mariarosa+Dalla+Costa%22+isterectomia&source=bl&ots=YgF5MB1ugf&sig=UkmokF-qLUxy5GYmtFsqeeBOnb8&hl=it&sa=X&ei=TwtcUNeJI43DswbMp4D4BA&sqi=2&ved=0CCUQ6AEwAQ#v=onepage&q=%22Mariarosa%20Dalla%20Costa%22%20isterectomia&f=false ).

Il fatto è che una donna su tre (di 60 anni o più) ha subito l'isterectomia negli USA e nel sud Australia; nel Regno Unito una donna su cinque tra quelle di età superiore a 65 anni. In Italia abbiamo uno studio nella regione Veneto: una donna su quattro nel corso della sua vita viene sottoposta ad isterectomia. Collenghi F. (1997) scrive: "L'isterectomia è diventata tanto comune che i ginecologi ormai vi fanno ricorso come riflesso immediato al primo manifestarsi dei disturbi che spesso precedono o accompagnano la menopausa."

Nel romanzo "La montagna incantata" Thomas Mann ci presenta un medico che si rende conto di essere l'ultimo impotente baluardo per i suoi pazienti di fronte ad un mondo della medicina che, visto globalmente, tende a negare opzioni più vantaggiose per l'individuo e ad allargarsi sempre nella direzione di massimo volume di affari. Quale siano le migliori soluzioni per il paziente oggi viene definito con grande attenzione dalla medicina accademica. E nonostante questo non possiamo negare che le preoccupazioni di Mann possano essere ancora reali. Per esempio eccoci di fronte al medico dispensatore d'isterectomie (600.000 all'anno negli Stati Uniti). L'ostacolo da superare sono i fibromi uterini, l'endometriosi, perdite ematiche, dolori. Quando una donna con sintomi ricorrenti, "inspiegabili" e "inguaribili", si trova di fronte ai risultati di una sonografia e il medico sventola insistentemente possibili pericoli che sembrano imminenti o inevitabili (ma vi avverto, senza basi scientifiche in questo caso), che cosa succede? La donna si convince allora che la sua situazione è particolarmente grave, cede alla richiesta di chirurgia senza sapere che è stata coinvolta in una guerra su ampia scala, assurda, del mondo della medicina contro l'utero. Per avere un'idea di come la comunicazione con il dispensatore di "isterectomie preventive" faccia nascere decisioni sbagliate, si può dare un'occhiata a testi di controinformazione come questi: Questione di Ormoni (M. Gluck 2010 http://www.macrolibrarsi.it/libri/__questione-di-ormoni.php), Do You Really Need Surgery? (M. Moore 2003, The Hysterectomy Hoax (S. West 1993), No more hysterectomies (V.G. Hufnagel 1989). Scelte drammatiche come la chirurgia vengono fatte dalle donne per terrore, per fiducia con l'interlocutore con il quale si è aperta una comunicazione, per mancanza di altre opzioni percorribili, per comunicazioni sbagliate e disinformatamente ambigue.

Che la medicina accademica vada in una certa direzione non significa che anche noi pazienti dobbiamo seguire. Però significa che dobbiamo essere noi infaticabilmente sul binario dell'informazione. Vedremo ora da cosa sono causati i fibromi e le sintomatologie inguaribili. Altrimenti, rimanendo sul versante in cui i fibromi sono delle entità incontrollabili e senza causa nota, l'isterectomia forse non è del tutto al di fuori del raggio della ragionevolezza. Comunque è ragionevole almeno quanto prendere come proprio interlocutore di riferimento chi "ignora", o peggio ancora chi è stato così pompato d'informazioni da non voler sentire nient'altro.

Thomas Mann era convinto che da un momento all'altro dovesse arrivare alla resa dei conti il conflitto tra il miglior interesse del paziente e un sistema medico-ospedaliero, in cui diventavano sempre più protagonisti aziende troppo interessate ai propri rientri economici. Ma ciò non accadde, perché quello che Mann non vide arrivare era l'illusione del controllo, nella forma di uno strumento estremamente costoso, che richiedeva che decine di migliaia di animali fossero sacrificati ogni volta che iniziava un nuovo tentativo di sviluppare un farmaco da brevettare. Ciò portava l'ars curandi quanto più possibile in un monopolio inefficiente e al di sopra delle regole del libero mercato. Di che personaggi aveva bisogno questo sistema per svilupparsi?

Si narra che il farmacista Pasteur (1822 –1895), allora un chimico e inserzionista pubblicitario, plagiò la ricerca di un serio ricercatore del tempo, il dottor Antoine Béchamp, sottoponendo all'Accademia Francese della Scienza una teoria della malattia nella forma in cui il mondo della medicina la voleva. In questa teoria spariva la responsabilità del calo di forza vitale, dunque gli stili di vita e gli eventi tossici subiti dal paziente. Rimanevano le malattie, entità a sé stanti, definite in base ai farmaci e a dei parametri biochimici riproducibili.

Il cortissimo necrologio uscito sul British Medical Journal sulla morte di Béchamp (1816 – 1908) fa accenno, senza chiarirle meglio, a delle teorie complesse e inutilizzabili per la medicina moderna su cui di questo ricercatore semi-sconosciuto. Cioè che bisognasse valorizzare la forza vitale: "il terreno biologico è tutto". Béchamp aveva scoperto nei suoi studi che la tossicità dei germi dipendeva dal bisogno che i germi avevano di trovare il loro habitat naturale, cioè i tessuti malati. Questa era la vera connessione tra malattia e germi: la malattia ha la sua origine in tessuti malati, intossicati, sovraccaricati da certi metaboliti e metabolismi; su di essi trova ospitalità il germe, che puntualmente finisce per essere accusato di originare la malattia, mentre invece "il terreno è tutto".

La verità è che la connessione tra un microrganismo e una malattia può essere assicurata solo se il terreno biologico è stato compromesso (tossicosi intestinale, acidificazione). Oppure se un germe ha trovato spazio e accoglienza per un tempo sufficientemente lungo in un'area circoscritta dell'organismo, creando un focus, che poi avvelenerà l'organismo a distanza con i tioli che vengono generati dal suo metabolismo o anche interferendo sui programmi di regolazione biologica, come fa un segnale radio che si sovrappone, disturbandolo, al programma principale che ci serviva. Più forte è la sovrapposizione, più abbiamo problemi a realizzare il nostro intento originario, cioè ascoltare il programma desiderato. Un campo di disturbo si comporta in modo simile.

Questa tesi è stata sposata nell'ultimo mezzo secolo da un approccio biologico chiamato "Medicina Funzionale", che fa risalire le sue origini a Pischinger e Voll. La prima domanda che si pone il terapeuta di "Medicina Funzionale" è questa: “Che cosa disturba la normale auto-regolazione biologica?”
Sembra proprio che i denti del giudizio e i denti devitalizzati siano implicati, i primi perché sono sistematicamente associati con la presenza di aree ossee con metabolismo alterato e i secondi con la preservazione chimica di tessuti putrefattibili e l'esistenza di livelli bassissimi o nulli di ossigenazione ( www.disinformazione.it/denti_causa_malattia.htm ).
Questo discorso di evitare di avere denti morti era stato noto da millenni, ma poi è andato sempre più sfumando, complici la dimenticanza sempre maggiore di medici impegnati in altre cose, cose serie dettate dalla nuova scienza, e appunto una medicina che sempre più chiudeva un occhio sulle vere cause delle malattie.

Il progressista sistema di legittimazione scientifica otteneva sempre più il risultato di far scomparire facilmente informazioni essenziali, per il fatto che nessuno fosse in grado di trarre il proprio sostentamento da esse. Otteneva il risultato d'ipnotizzare il medico, cosa interessante dal punto di vista affrontato nella "Montagna incantantata" da Mann. Stava diventando un ingranaggio così portentoso che riceveva la fiducia incondizionata del pubblico.
Molti di voi già sanno che il discorso della legittimazione scientifica non è un gran bello spettacolo a vedersi. In pratica è un business, una procedura costosa con dei datori di lavoro indiretti, pronta a dare soddisfazione ai facoltosi protagonisti del mercato. Storicamente i primi a vedere la necessità di far crescere il mondo della medicina come lo conosciamo oggi furono gli industriali: l'industria del latte in polvere, i Rockefeller, etc. Vediamo l'esempio del latte in polvere nell'alimentazione della prima infanzia. Il movimento tecnologico e 'scientifico' che diede la sua disponibilità a promuovere quell'industria, sapendo dove doveva andare a parare, si trovò in buona sintonia con la misurazione della salute del neonato in base all'aumento di peso che dava il latte in polvere e non il latte materno umano. Infatti il bambino nutrito con latte vaccino cresceva senz'altro più in fretta, ma questo veloce aumento era ottenuto tutto a scapito della resistenza, della consistenza, della qualità, della salute e della longevità di quell'individuo. L'effetto era di dilatare la consistenza di tutti gli organi (che si formano velocemente e male). Invece i medici pediatri di allora usarono questo parametro, una variazione mensile di 170 grammi in più sulla bilancia (che è data dal latte di mucca e non dal latte umano), come misura di salute del neonato. Il latte materno non era abbastanza buono se confrontato con quello di mucca proposto dal commercio. E molti ci credettero anche!

Chirurgia "profilattica" - Mariarosa Dalla Costa fa presente anche un altro discorso: "L'associazione dell'isterectomia con l'ovariectomia cosiddetta "profilattica" è un tema contraddittorio ed affrontato più su base empirica che scientifica. I testi di chirurgia per medici ne danno ampiamente indicazione giustificandola come strumento di prevenzione." Ma perché privare la donna di un organo sano e di un apporto ormonale importante sia prima che dopo la menopausa visto che oggi sono disponibilie mezzi di diagnosi precoce come l'ecografia ?

Dalla Costa: "[l'isterectomia] è diventata per i ginecologi il riflesso immediato al primo manifestarsi dei disturbi che spesso precedono o accompagnano la menopausa. "L'autrice dice anche che nella ricerca scientifica è mancato un impegno costante per individuare le cause che favoriscono l'insorgenza dei fibromi, oppure per capire se l'isterectomia migliorava la qualità della vita rispetto alle altre terapie possibili. Dalla Costa: "Lo scarso impegno nella ricerca di base può essere dovuto al fatto che si tratta di alterazioni benigne, che non sempre costituiscono "malattia" nel senso che abbiamo detto sopra, ma anche al fatto che, con una chirurgia così diffusamente applicata e silenziosamente subita dalle donne, spesso senza valutazione del rapporto con il beneficio che s'intendeva ottenere, si è in qualche modo by-passato il problema".

Le soluzioni - Qui in Germania è normale che persone ragionevoli vadano da un Heilpratiker prima di andare poi per una second-opinion da un medico della mutua per la medicina farmacologica convenzionale, e alcuni medici della mutua sono anche Heilpraktiker (come lo è stato per 20 anni il mio amico Dr. Thomas Herms, http://www.schiena-a-pezzi.it/area-problematica-denti.htm). C'era un tempo in cui nemmeno io conoscevo il tedesco e la questione dei focus dentali come fonte cronica d'interferenza sulla regolazione, di funghi e di metaboliti tossici. Il pericolo è che la buona volontà del paziente, alla ricerca di qualcosa con cui poter modificare il corso degli eventi, incontri l'ignoranza, in quel caso diventandone vittima e venendone sfiancata.

Mi riferisco alla non conoscenza in Italia di un problema centrale come quello dei denti morti infetti (vedi nella bibliografia gli scritti del Dr. Ernest Adler 1983, del Dr. Ralf Türk 1982, del Dr. Fritz Kramer 1980, del Dr. Joachim Thomsen 1985, del Dr. Alexander Rossaint 1991, del Dr. Manfred Nürnberg 1995, del Dr. Otto Bergsmann 1998, del Dr. Max Daunderer 1999, della d.ssa Rosemarie Mieg 1999, del Dr. Christian Kobau 2000, della d.ssa Montserrat Noguera 2002, del Dr. Dietrich Volkmer 2005, del Dr. Johann Lechner 2006, del Dr. Dietrich Klinghardt 2007, del Dr. Thomas Klein 2007, del Dr. Thomas Rau 2009, del Dr. Karl Heinz Graf 2010, del Dr. Wilhelm Schuler 2012).

I fibromi e i disturbi ormonali non sono quella cosa inguaribile e senza cause che è stata descritta. Vedo sempre più persone per niente alternative che, messe di fronte all'incredibile apporto di danni proposti di volta in volta come il male minore, non infrequentemente devono migrare in una qualche forma di ricerca personale in terapie complementari. Cos'altro si può dire in poche righe che poi diventa decisivo per tutte le persone di buona volontà?

Il latte animale consumato nell'età adulta: 250 volte più ormoni. Nessuno oggi, nemmeno un allevatore bio­logico, può permettersi di pagare vitto, allog­gio e manodopera per una mucca improduttiva per i dieci mesi della sua gravidanza; perciò la mucca deve essere ingravidata subito dopo il parto, così che potrà avere il prossimo parto e, con esso, di nuovo subito di nuovo latte, non appena l’attuale ciclo di allat­tamento giunge ad esaurimento. Però pensia­mo un attimo a questo: il suo latte contiene in questo caso 250 volte più ormoni di quelli che ci sarebbero stati se non fosse stata gravida; in­fatti contiene anche gli ormoni generati dalla placenta! Il consumo di latte pastorizzato de­termina effetti ormonali completamente nuovi e non voluti da madre-natura, soprattutto dopo che l’omogeneizzazione rimpicciolisce le dimensioni delle sue palline di grassi, provocan­do un passaggio in circolo nel sangue di ormo­ni che normalmente non sarebbero mai riusciti ad attraversare i pori della mucosa intestinale.”

Gli estrogeni: vi prego siate informati sulle consequenze nefaste di usare Premarin e la terapia sostitutiva convenzionale. I fibromi sono stimolati dall'estrogeno. Una possibile terapia naturale è l'uso di ormoni bioidentici prodotti dalla pianta dello Yam. Gli ormoni sintetici causano invece catastrofi. Fate riferimento ad internet per capire il discorso degli ormoni bioidentici e dei danni mostruosi invece delle terapie ormonali convenzionali con prodotti equini, sintetici e molecolarmente diversi da quelli naturali.

L'intolleranza al glutine: proteina modificata con radiazione e mediante selzioni per la glutinosità, che poi nella digestione finisce per creare frammenti poco digeribili e insidiosi (www.disinformazione.it/glutine.htm) Consultare il dossier completo qui: it.scribd.com/doc/101362660/Il-Mal-Di-Glutine-Lorenzo-Acerra-2005

Campo di regolazione bloccato da zavorre metaboliche: viene spiegato qui nel mio libro sul Magnesio (2005)
(http://books.google.it/books?id=wOrioj9oaHEC&pg=PA50&lpg=PA50&dq=magnesio+acerra+lorenzo+fibroma+maria+grazia&source=bl&ots=Sh0xyXkKI8&sig=DIfygNijd6q9aeM0N7vnzDss_dw&hl=it&sa=X&ei=P3BVUIavKcGh4gSrzoGQDA&ved=0CDUQ6AEwAA#v=onepage&q=magnesio%20acerra%20lorenzo%20fibroma%20maria%20grazia&f=false )

Detto in altre parole, esiste nel nostro organismo una RAM, una capacità vitale che fa si che 35 grammi di ATP vengano creati e metabolizzati 2.000 volte al giorno. Una produzione insufficiente di ATP porta all’interno di ogni cellula ad un diminuzione di tutte le funzioni cellulari. Questa e la causa di malattie che poi sono diverse in ciascun individuo e prendono nomi diversi.

Sono certo che solo il togliere l'amalgama dentale non è sufficiente. Sono certo che ognuno può trovare il suo percorso. Forse me n'è sfuggito qualcuno, ma sono certo che la strada diventa proibitivamente in salita senza valutare le presenze di granulomi, denti del giudizio impattati e denti devitalizzati marci (www.disinformazione.it/denti_causa_malattia.htm).
Come osservavano già nell'800 Rudolf Virchow e Antoine Béchamp, nei primi stadi d'infiammazione (formazione di pus), i batteri presenti sono gli streptococchi ma man mano che i tessuti si disintegrano ulteriormente, gli streptococchi si trasformano in stafilococchi-- cioè cambiano in una forma adeguata al nuovo ambiente dei tessuti morti.

Scrive il Dr. Johann Lechner (2006): - Quando si parla di campi di disturbo dentali, bisogna dire che l'effetto negativo della loro interferenza cronica può assumere qualsiasi forma sia dettata dalla suscettibilità del paziente e dalla distribuzione delle tossine solforate dei batteri anaerobici sui meridiani di agopuntura. Sappiamo questo grazie ai successi più svariati, come vediamo in questa testimonianza della signora D.M., 68 anni, mia paziente:

"Dopo l’estrazione di tutte le radici dei denti afflitti e i campi di disturbo infetti tre anni fa, ho registrato i seguenti cambiamenti permanenti:

- L'artrosi delle falangi su entrambe le mani e sul polso destro si è fermata e non provo più dolori.
- Le aritmie nervose sono diminuite notevolmente.
- La mia capacità produttiva in generale è aumentata notevolmente."

Per la medicina classica è incredibile che tramite un singolo provvedimento, il “risanamento dei focus dentali”, vengano guarite contemporaneamente tre aree malate completamente diverse: disturbi reumatici nell’area delle articolazioni, disturbi del ritmo cardiaco e al contempo la situazione di controllo vegetativo, nel senso di una migliorata efficienza generale. Ma quando si comprende che le malattie altro non sono che micro-carenze localizzate del sistema di regolazione che poi nel tempo diventano macro-carenze del sistema di regolazione, la clinica ti porta automaticamente su questa strada.

- Il risanamento odontoiatrico rimuove uno stimolo cronico.
- L’eliminazione dello stimolo cronico fa migliorare la regolazione e normalizzare il substrato immunologico
- All’interno delle cellule gli schemi di regolazione per l’auto-conservazione funzionano meglio.

I malanni della paziente svaniscono perché abbiamo ridotto la somma degli ostacoli alla autoguarigione.


Bibliografia
Adler, Ernest (in spagnolo): "Enfermedas generales causadas por campos de irritacion del sistema neuro-vegetativo producidas por problemas dentales" (1983) http://www.terapianeural.com/images/stories/pdf/ADLER_LIBRO.pdf
( ENG-Systemic illnesses caused by neuro-vegetative interference fields and focus of dental origin. )
Adler, Ernest (in tedesco): "Storfeld und Herd im Trigeminusbereich". ISBN- 9783000136788, Gesellschaft f. Ganzheitliche Medizin 1983
Bergsmann, Otto: "Chronische Belastungen - Unspezifische Basis klinischer Syndrome". ISBN- 3850764710, Facultas Universitätsverlag Wien, 1998-  (ITA-Zavorre croniche sul sistema di regolazione di base; ENG-Aspecific consequences caused by chronic biological burdens. )
Daunderer, Max: "Autoimmungifte, Psychogifte, Giftherde", http://toxcenter.de/atlas-der-giftherde  - Landsberg 1997.  (ITA-Veleni autoimmuni, veleni malattie fisiche e mentali a distanza; ENG- Poisons for the focal illnesses of the immune system, the brain and the body. )
Fudalla, Siegfried: "Die fokale Erkrankung des Körpers", Hippokrates Verlag 1954.  ( ITA- Malattia focale del corpo; ENG- The focal illness in the body.  )
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Hattyasy, Desider: "Wurzekbehandlung und Herderkrankung". Johann Barth Verlag Leipzig 1955.  ( ITA- Denti devitalizzati e malattie focali; ENG- Root canals and focal illnesses )
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Rossaint, Alexander: "Ganzheitliche Zahnheilkunde". ISBN- 9783778525517, Haug Verlag Heidelberg 1991. ( ITA-Odontoiatria olistica; ENG-Olistic dentistry. )
Schuler, Wilhelm: "Fäulnisgifte aus dem Zahn-, Kieferbereich - Die wahren Ursachen von psychischen Störungen, Immunkrankheiten, Krebs?" - Frankfurt 2012. ( ITA-Le vere cause di malattie mentali, immunitarie e tumorali? Le tossine anaerobiche prodotte nell'area denti. ENG- The chemistry of dead teeth as cause of mental, immunological and tumoral illnesses )
Thomsen, Joachim: "Odontogene Herde und Störfaktoren". Medizinisch Literarische Verlagsgesellschaft 1985.  ( ITA-Focus odontogeno e campi di disturbo; ENG-Odontones as a possible cause of focus and intereference fields. )
Türk, Ralf: "Herdgeschehen, Diagnostik und Therapie". ISBN- 9783932190308, Heidelberg Verlag für Medizin Fischer, 1982.  ( ITA-Teoria, diagnosi e terapia dei focus; ENG-Theory, diagnosis and therapy of focuses. )
Voegeli, Adolf: "Die rheumatischen Erkrankungen". ISBN- 3776003375, Karl Haug Verlag 1961. ( ITA-Sulle malattie reumatiche; ENG-The rheumatic pathology. )
Volkmer, Dietrich: "Herd, Focus, Störfeld". ISBN- 9783833426957, booksondemand 2005.  ( ITA-Irritazione, focus,campo di disturbo)



venerdì 3 febbraio 2012

Aggiornamento dopo la quarta seduta

(2/2/2012)

Puntate precedenti: 
  1. http://epineo.blogspot.com/2011/12/diario-operazione-denti.html
  2. http://epineo.blogspot.com/2011/12/seconda-seduta.html
  3. http://epineo.blogspot.com/2011/12/terza-seduta.html
  4. http://epineo.blogspot.com/2012/01/quarta-seduta.html

Faccio il punto della situazione dopo la quarta seduta, visto che passerà ancora un po' di tempo prima della quinta. In realtà ci saranno delle sedute intermedie che inizieranno a breve per effettuare un esperimento di cui renderò poi conto in questo diario.

Ci eravamo lasciati che avevo sostituito tutti gli amalgami e che l'orecchio sinistro continuava a spurgare il liquido verde e a tapparmi l'orecchio, con il solito fastidio di non sentirci bene.

Visto che la situazione stentava a migliorare definitivamente, ho deciso di effettuare qualche giorno di crudismo al cento per cento. In questo modo non ho assunto nemmeno una briciola di cereali in nessuna forma, ho bandito i cibi cotti e le patate, ho abbondato di frutta, facendo almeno un pasto di verdure crude al giorno. Il periodo è stato breve, circa 5 giorni, ma sufficiente affinché l'orecchio smettesse di spurgare e si stappasse.

Successivamente, uno sgarro del sabato sera non ha riproposto il liquido verde, anche se qualche decorazione di crosticine nel padiglione auricolare si è formata.
Ad oggi il liquido e/o croste non si stanno ripresentando, nonostante stia mangiando molta frutta dolce che nel mio intestino malconcio fermenta parecchio.

Prossimamente dovrò fare degli esami del sangue per monitorare qualche valore, e come già detto effettuerò un esperimento dal dentista che riporterò qui.

Intanto l'orecchio destro, che aveva smesso di spurgare il giorno in cui ho estratto il primo dente, quindi circa 2 mesi fa, una mattina di questa settimana ha deciso che era tempo di fare le pulizie, e mentre mi lavavo ha rilasciato un bel pezzetto a ciambella di materiale duro e compatto che, dalla forma, poteva rivestire le pareti del canale auricolare. Probabile sia un insieme di liquido verde ormai crosticizzato e di eventuale cerume. Interessanti queste pulizie invernali! :D

A presto, ciao! ;)

martedì 17 gennaio 2012

Quarta seduta

(9/1/2012)

Puntate precedenti:
  1. http://epineo.blogspot.com/2011/12/diario-operazione-denti.html
  2. http://epineo.blogspot.com/2011/12/seconda-seduta.html
  3. http://epineo.blogspot.com/2011/12/terza-seduta.html
Dopo la terza seduta accusai il solito gonfiore all'orecchio sinistro interno (e nel retro) e un dolore al tocco nei due giorni seguenti la seduta. Poi le condizioni nei giorni seguenti si sono sviluppate. È scomparso pian piano il dolore e l'orecchio ha iniziato a spurgare. I sintomi non erano troppo fastidiosi, niente capogiri e niente problemi di equilibrio fortunatamente, ma la sensazione dell'orecchio sott'acqua aumentava, stabilizzandosi per poi diminuire leggermente col passare dei giorni.

Solo che la quarta seduta incombeva vicino. Cosa fare quindi? Sostituire gli ultimi due amalgami o estrarre uno o più denti?
La voglia era quella di mettere fine agli amalgami, e di preservare le estrazioni per dopo, quando tra l'altro la gengiva della prima estrazione sarebbe stata ricostituita in toto sopra il nuovo osso.
Del resto i sintomi all'orecchio non erano drastici, così procedemmo con le sostituzioni amalgami.

Sostituzione amalgama del dente 24 (premolare alto a sinistra) e del 17 (molare alto in fondo a destra).
La prima con anestesia lieve, tanto lieve che iniziò a fare effetto dopo che Ronchi aveva finito la trapanazione e a metà della ricostruzione. E infatti il trapano un po' l'ho sentito.
Finita la prima sostituzione mi guarda e mi dice Se ti fidi io quest'ultima la farei senza anestesia. La volta prima mi disse che sarebbe stata un'esperienza. E facciamola 'st'esperienza!!

Qui il trapano l'ho sentito leggermente di più, ma veramente un nulla rispetto a quel giorno della mia infanzia in cui... 
...il mio caro dentista di allora alla seconda seduta di devitalizzazione di un dente si accorse che un pezzettino di nervo era rimasto lì. “E cosa facciamo l'anestesia per un nonnulla di pezzettino di nervo da togliere in qualche misero secondo?”. Certo che no. Fu così che gli angeli divennero demoni e gli uccellini che si vedono sopra la testa dei nostri eroi animati divennero pterodattili infuriati. E i secondi? Erano diventati minuti! Dolore acuto. Tanto dolore acuto.
Un'esperienza direbbe Ronchi... ma anche no!

L'orecchio ad oggi 17 gennaio è tappato un po' più rispetto a prima delle ultime sostituzioni, ma sta continuando a spurgare. Soprattutto di notte. Quando medito durante il rilassamento mi sembra proprio di sentire il liquido che inizia ad uscire nell'interno del canale auricolare. Se fossi rilassato tutto il giorno potrei giovarmi di una fase di disintossicazione più ampia, ma in questo momento, seppur tranquillo, non credo sia possibile. Va bene così.

Insomma adesso posso dichiararmi amalgama-free! Se fossi un pubblicitario potrei dire con un largo sorriso a 44 denti in fila per 6: Cosa aspetti?! Vieni anche tu nel club degli amalgama-free! ;)
Ovviamente questo non significa mercurio free. Per questo però ci vorrà un altro post.

E adesso non mi tocca che aspettare con ansia (si fa per dire!) febbraio per procedere con la prossima estrazione. 

Sembra quindi il caso di dire: Arrivederci alla prossima EpiNeo puntata!!! (anacronistico direi...)


giovedì 29 dicembre 2011

Terza seduta

(28/12/2011)

Puntate precedenti:
  1. http://epineo.blogspot.com/2011/12/diario-operazione-denti.html
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Arrivo da Ronchi in buone condizioni. Il buco lasciato dal molare estratto si sta ripristinando pian piano. L'orecchio destro, nonostante tutti i cereali anche raffinati mangiati durante queste festività (non ancora concluse tra l'altro), è pulito. Non mi sembra che sgorghi il famoso liquido verde, e croste o crosticine non ne trovo.

Diverso invece il discorso per l'orecchio sinistro, che ha sempre spurgato di più nella storia degli ultimi due anni, e che qualche moderata quantità di liquido verde continua a spurgare dall'ultima seduta del 2 dicembre, aumentando in questo periodo cerealizio.

La seduta è consistita nella sostituzione di due amalgami, i molari superiori a sinistra. Poca anestesia, nonostante Ronchi mi avesse consigliato di provare l'esperienza di non fare l'anestesia. Per questa volta ho declinato l'invito :-)

Oggi, ovvero the day after, l'orecchio sinistro presenta un leggero ma netto rigonfiamento interno che mi da poco fastidio, il canale auricolare è più chiuso del normale e stanotte l'attività di spurgo e generazione crosta è stata più consistente. Di conseguenza ci sento un po' meno. I colleghi se ne stanno accorgendo a forza di rispondere È? :-P

Diciamo comunque che, perlomeno rispetto alle due sedute precedenti, tutto procede nella norma. Magari nell'attesa di saperne di più su questo liquido verde, anche se non è che sia poi così curioso a riguardo. Da buon igienista direi. Ma mi piacerebbe collaborare con quei pochi medici che frequento che sembrano avere un approccio olistico, aperto e possibilista verso argomenti e fatti strani, curiosi, rari se non unici, ma soprattutto sconosciuti alla letteratura medica. E Ronchi è avanti sotto tutti questi punti di vista.

Questa è la scienza (con la esse minuscola) che mi piace. Una scienza umile pronta a scoprire quelle poche cose che noi umani possiamo comprendere, senza la pretesa di inventare nulla, e senza l'arroganza di dire “ciò che non conosco non esiste”.

Altrimenti ammettiamo pure che nessuno di noi esista ;-)


mercoledì 28 dicembre 2011

Seconda seduta

(2/12/2011)

La descrizione della prima seduta era finita così:
“Col passare dei giorni e delle settimane il liquido continua a spurgare e i problemi all'udito e all'equilibrio tendono a scomparire, ma lo spurgo rimane comunque presente fino al giorno della seconda seduta.”

Visto che col passare dei giorni i sintomi tendevano a scomparire, nella seconda seduta abbiamo deciso di sostituire l'amalgama vicino al dente “messo peggio” da estrarre e quindi, subito dopo, di estrarre proprio questo dente.

Peccato che io sono uno molto possessivo e faccio fatica a staccarmi dalle cose a cui sono affezionato, e quel molare in basso a sinistra proprio non glielo volevo mollare. È venuto via in un'ora e un quarto. Un'eternità rispetto ai denti del giudizio che estrassi anni prima, e per giunta è uscito a pezzi.

Ma durante l'estrazione è successo qualcosa di interessante. Il liquido verde ha iniziato ad uscire copioso dall'orecchio destro, col passare dei minuti sono dovuto intervenire almeno un paio di volte per asciugare la parte. Poi la fuoriuscita aumentò ancora, tanto che Ronchi decise che era più veloce e produttivo che ogni tanto aspirasse lui con l'aspiratore, quello che si usa per la saliva per intenderci. Il liquido usciva in quantità, non so dire quanto di preciso, ma abbastanza per lasciare stupito lo stesso Ronchi, il quale col senno di poi mi disse che “a saperlo” avremmo potuto prelevarne un bel campione per fargli fare l'analisi. Purtroppo siamo stati presi di sorpresa.

Ma non finisce qui, ho altre cose interessanti da appuntare.

Come per esempio il fatto che attaccata ad una delle due radici del molare c'era l'ascesso, o granulomino, o cistino non so come chiamarlo, bello compatto e fermo come una pallina che formava un tutt'uno con la punta della radice.

Intanto il liquido ha smesso di uscire con la fine dell'operazione di estrazione. E ad oggi che scrivo 27 dicembre, l'orecchio destro è lindo e pulito, e rimane pulito anche se mangio cereali, senza che debba pulirmelo tutte le mattine. In compenso il sinistro, dopo un po' di dolore durato qualche giorno quasi come se stesse per ingolfarsi come era capitato al destro, ha iniziato a spurgare. Ma con questo non ho avuto tutta la sintomatologia dell'orecchio destro perché ha sempre spurgato volentieri e senza problemi da quasi due anni a questa parte. E ad ora spurga ancora anche se modeste quantità.

Anche in questo caso ho provato un po' di dolore e sensibilità al dente trattato e ai denti intorno per qualche giorno. Poi tutto è rientrato nella norma.

Iniziando dal giorno dell'estrazione cospargo il magnesio che mi ha consigliato Lorenzo sulla gengiva “col buco”. La cosa strana è che non ho provato nessun dolore a mettere il sale di magnesio, al contrario di quanto mi diceva Lorenzo e le testimonianze riportate.

L'unico bruciore che ho provato era sulla guancia in quanto mi è comparsa un'escoriazione a fianco del buco; non penso onestamente di essermi morso mentre avevo l'anestesia, e comunque è poi passata nel giro di una o due settimane.

Ultima chicca: Ronchi già che c'era “si è divertito” (lo dico simpaticamente) a tagliarmi un pezzettino di gengiva del dente devitalizzato estratto. Me lo ha fatto vedere in controluce e all'interno si vedevano delle macchie scure che con tutta probabilità erano depositi di mercurio. L'amalgama in questo dente l'avevo sostituita qualche anno fa, ma oramai il mercurio si era depositato ed era ben visibile. Non penso sia una cosa bella quindi se intorno ai denti con amalgame le gengive si scuriscono.

Evito di mettere le foto dei reperti estratti dalla mia bocca (pezzi di dente e gengiva), se qualche sadico avesse la curiosità di vederli me li può chiedere in privato.


venerdì 23 dicembre 2011

Diario operazione denti

Ho deciso di tenere un diario sulla mia Operazione denti. Sia per essere utile agli altri e sia per non dimenticare troppi particolari e registrare un po' le impressioni di quanto sto facendo.
Per iniziare devo però fare una premessa raccontando qualcosa, non molto, della mia storia e del mio stato di salute attuale, affinché si capiscano meglio alcune cose che racconterò nel diario.
Subito dopo inizierò a raccontare l'Operazione denti che consisterà nel sostituire tutti gli amalgami con otturazioni in Diamond Crown, e nell'estrarre i denti devitalizzati.


Premessa

Da piccolo ho avuto parecchi problemi ai denti fin da subito, a causa di un regime alimentare che includeva quasi solo latte, caffè e biscotti. I denti mi si cariavano come fossero burro nonostante non facessi uso di dolci e caramelle; ebbene si, ero un bambino anomalo, a me i dolci non piacevano, a me piaceva solo il “buon” latte e caffè coi biscotti. Ne ero dipendente. Ne bevevo tantissimo e non mangiavo quasi nient'altro.

Dovetti subire un'operazione ai denti all'età di quattro anni perché avevo molti denti cariati, alcuni da estrarre e altri da otturare. Fu così che già da molto piccolo ho iniziato ad avere in bocca il “buon” mercurio. Mentre il primo dente devitalizzato penso risalga a quando avevo circa dieci anni.

Ho avuto anche un problema di decalcificazione durante la crescita a circa 15 anni, la parte della tibia subito sotto il ginocchio mi doleva, tanto che una volta mi è addirittura ceduta la gamba. La cosa si è poi risolta da sola fortunatamente.

La situazione che presentavo in età adulta, diciamo dopo i 20 anni, era di 9 amalgami e 4 denti devitalizzati.

Negli ultimi 3 o 4 anni ho rimosso 3 amalgami senza protezione per curare delle carie, quindi a prima dell'Operazione denti la situazione era di 6 amalgami e 4 denti devitalizzati.

Verso l'inizio del 2010, a seguito del cambiamento di stile di vita e di regime alimentare che mi ha portato a nutrirmi prevalentemente di cibi crudi e in ogni caso di origine vegetale, il corpo ha iniziato a disintossicarsi in modo particolare e direi anche originale. Ho iniziato a spurgare un liquido verdino dall'odore sgradevole da orecchie e testa, che diventa crosta nel giro di pochi minuti. Questo spurgo aumentava considerevolmente quando mangiavo cereali soprattutto se raffinati, o in modo più pacato se mangiavo cereali integrali o altri cibi amidacei come le patate.
In particolare l'orecchio sinistro è quello che ha sempre spurgato molto, mentre il destro era sempre quasi pulito, a meno di mangiate notevoli di cereali per qualche giorno consecutivo.

Se riprendevo il mio regime vegano tendenzialmente crudista senza cereali, nel giro di un po' di giorni il liquido dalle orecchie non usciva più, mentre dalla testa non ho mai potuto controllare bene perché i capelli rendevano più difficile l'analisi, e facevano formare una crosta abbastanza stabile e difficile da pulire. L'impressione era comunque quella che anche dalla testa ci fosse un aumento e una diminuzione di spurgo a seconda del cibo ingerito.

Inoltre a settembre 2011 scopro, grazie a un omotossicologo tedesco, di avere ben 3 ascessi sotto 3 denti devitalizzati, cosa che lui ha rilevato su una panoramica di ben 11 anni prima! Quando subito dopo eseguo una nuova ortopanoramica i 3 ascessi sono nettamenti visibili, e in più sembra che anche il quarto dente devitalizzato stia sviluppando un focus che non fa ben sperare.

I valori del sangue prima dell'Operazione denti erano tutti a posto tranne B12 leggermente bassa (138), Omocisteina molto alta (quasi 30) e Neutrofili sotto la soglia (oltretutto in decrescita da qualche anno). Quello che mi aspetto è che alla fine dell'operazione l'Omocisteina si riduca (leggere qui) e che i Neutrofili risalgano. Inoltre il mineralogramma del capello indica che sono molto pulito da quasi tutti i metalli, mercurio compreso, purtroppo però non esistono esami affidabili a riguardo. Però ho i rapporti tra minerali alterati, e questo dovrebbe indicare un'intossicazione da metalli pesanti (a maggior ragione visto che i livelli nel sangue risultano corretti).

 
Prima seduta (27/10/2011)

Nella prima seduta dal dentista ho sostituito un amalgama su un premolare destro dell'arcata superiore, con un'otturazione in Diamond Crown, una resina molto più biocompatibile rispetto alle otturazioni in amalgama. È pero corretto dire che la biocompatibilità al 100% non esiste (al di fuori del nostro dente naturale ovviamente!).

Già dal giorno dopo ho iniziato ad accusare sensibilità ai denti, soprattutto a quello trattato, e a provare un dolore poco forte che si dirigeva dal dente ai denti vicini, e salendo arrivava fino alla tempia e all'orecchio destro. Col passare dei giorni questi sintomi si riducono fino a scomparire.

Dopo circa una settimana dalla rimozione mi si gonfia l'orecchio destro tanto da farmi venire la febbre. Dopo un brevissimo digiuno la febbre scompare, l'orecchio si sblocca ed inizia a spurgare alla grande il liquido verdino (notare che questo orecchio, il destro, era quello tendenzialmente sempre pulito). Il liquido è talmente copioso che molto probabilmente si incrosta all'interno, tappandomi l'orecchio come se fossi sempre sott'acqua, con parecchi fastidi sia all'udito, per il semplice fatto che sentivo poco e male, sia all'equilibrio, che mi dava problemi a volte a stare in piedi. Devo ricorrere spesso durante la giornata alla pulizia esterna e interna dell'orecchio con un pezzettino di carta igienica, in modo da assorbire il liquido e portarlo fuori per quanto possibile.

Sentiti Lorenzo Acerra e il dentista Federico Ronchi, decidiamo di fermarci con la sostituzione amalgami e di procedere con l'estrazione di un dente con sotto l'ascesso. Questa procedura, in linea con il protocollo che utilizzava il dottor Daunderer, l'abbiamo attuata in quanto vi era bisogno di sbloccare il sistema immunitario, di dargli tregua. Del resto un dente devitalizzato con sotto un ascesso richiede una mole di lavoro giornaliera da parte del sistema di regolazione corporeo per essere mantenuto sotto controllo, e il mio sistema era ormai giunto al limite, stava collassando. Quindi, nonostante solitamente per evitare il più possibile intossicazioni acute da mercurio prima si sostituiscono gli amalgami e poi si estraggono i denti devitalizzati, in questo caso abbiamo deciso di estrarre un dente prima della sostituzione totale degli amalgami. È una valutazione che va fatta caso per caso.

Col passare dei giorni e delle settimane il liquido continua a spurgare e i problemi all'udito e all'equilibrio tendono a scomparire, ma lo spurgo rimane comunque presente fino al giorno della seconda seduta.

sabato 19 novembre 2011

Amalgami, denti devitalizzati e disintossicazione

Dopo aver trattato l'argomento amalgami e denti devitalizzati in alcuni post, vorrei dare le mie impressioni su quanto si può fare per disintossicarsi in maniera corretta.
Ci tengo a dire che quanto scrivo ora potrebbe essere soggetto a rianalisi, in quanto ancora non ho un'esperienza completa a riguardo. Ho deciso comunque di mettere per iscritto quel poco che ho appreso finora da chi ne sa molto più di me e dalla mia (poca ma comunque biennale) esperienza diretta.

Innanzitutto gli amalgami e i denti devitalizzati producono due tipi di intossicazione diversa: la prima è relativa al mercurio contenuto nell'otturazione che viene assorbito dall'organismo attraverso i polmoni, la mucosa della bocca e i canali dentali; la seconda è relativa alla presenza di batteri particolarmente nocivi che prolificano grazie al dente (e in un secondo momento se si trascura la situazione anche all'osso) che tende ad andare in cancrena non essendo più “vivo”, ovvero non essendo rifornito di sostanze nutrienti mediante il sangue, ne tanto meno ripulito dalle tossine.

A meno di situazioni veramente molto trascurate e che devono essere valutate da un esperto, la disintossicazione dovrebbe avvenire nel seguente modo:
  1. rimozione amalgami;
  2. rimozione denti devitalizzati compromessi;
  3. chelazione (disintossicazione) da metalli pesanti.
Effettuare una disintossicazione potente, come un digiuno per esempio, prima di aver rimosso delle fonti di tossicità presenti all'interno dell'organismo può, a mio avviso, debilitare l'organismo senza produrre grandi miglioramenti costanti, in quanto la fonte continuerà a produrre tossine fintanto che non sarà esaurita, e questo potrebbe anche non avvenire nell'arco di una vita intera.

Per fare un paragone sarebbe come fare le pulizie di casa mentre qualcun altro continua a portare sacchetti della spazzatura in casa! Ovviamente prima dobbiamo fermare il buontempone (l'amalgama) che ci porta in casa la spazzatura (il mercurio), e poi pensare ad andare avanti a pulire la casa (il nostro corpo) dalla ulteriore spazzatura (ancora mercurio + altre tossine).

Per quanto riguarda la chelazione da metalli effettuata tramite chelanti chimici (medicinali), io sono sfavorevole a meno di situazioni molto particolari. Ritengo che il corpo abbia le capacità quasi sempre di rimettere a posto le cose se fornito degli strumenti adatti per operare, come una buona alimentazione crudista.
Prossimamente a proposito di questo tradurrò un articolo interessante sulla chelazione naturale.

In ogni caso le azioni disintossicanti da intraprendere da subito dovrebbero essere quelle eliminare tutti i prodotti di origine animale e mangiare più crudo possibile. Solo così infatti abbiamo la garanzia che la digestione gravi sull'organismo il meno possibile, portando via poca energia e poche risorse utili invece all'azione disintossicante.


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