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mercoledì 9 gennaio 2013

Farigiolata e Fragù

Capita di sbagliare, ma visto che nulla succede per caso, in questa dimensione spazio-temporale la morte di qualcosa comporta la nascita di qualcos'altro. Ed ecco quindi che la morte dei falafel ha portato alla nascita della Farigiolata, proposta come terzo piatto del pranzo di Natale 2012.

È successo che stavo facendo dei falafel, rivisitando la ricetta della Ravanella, a base di fagioli cannellini (un po' troppo poco saporiti forse per fare dei falafel?) ma i miei due attrezzi elettrici da cucina per sminuzzare e frullare non mi hanno aiutato molto: uno troppo vecchio e stanco per frullare bene tutto, l'altro invece molto potente ma predilige qualcosa di un po' più liquido per riuscire a frullare. Ho dovuto accontentarlo ma ho anche dovuto cambiare ricetta perché con quel composto, essendo troppo liquido, non potevo farne delle polpette. Fu così che ho steso il composto in una teglia da forno ricoperta con la carta da forno e ho infornato per qualche decina di minuti, credo tra i 30 e i 40 minuti. Ecco come è nata la Farigiolata!


Ingredienti per una teglia da forno:
  • 500 gr. di fagioli cannellini bio (ma se sono borlotti anche meglio), ammollati per 12-24 ore
  • 1 cipolla piccola o l'equivalente in porro
  • olio evo
  • aglio 1 o 2 spicchi
  • prezzemolo
  • acqua qb 

Frullare tutto nel super frullatore famigliare aggiustando di acqua a seconda della densità voluta o, come nel mio caso, dovuta! (E meno male che è un frullatore super moderno).

Quindi, come descritto sopra nel procedimento TOP-DOWN, versare il composto nella teglia da forno ricoperta con carta da forno e infornare per N minuti dove (N > 0) e (N << TempoDiBruciaturaTaleDaChiamareIPompieriCheTuttiIViciniSiSpaventanoMaNessunoTiSoccorre).


La reazione dopo l'assaggio non è stata straordinaria, forse non era cotta abbastanza o forse c'era troppo aglio. E complice anche il fatto che la pancia ormai era piena, ne è avanzata parecchia..... così..... da morte nasce vita... e di nuovo nei secoli dei secoli la trasformazione ebbe atto... The Day After!!!

Da Falafel a Farigiolata e da Farigiolata a Fragù
Il giorno dopo dovevamo far fuori, spazzare via, trangugiare o spararci nel gargarozzo gli avanzi del giorno prima. Non molti per la verità, ma quella Farigiolata da mangiare così proprio non ci andava, anche se un altro po' di cottura l'avrebbe forse aggiustata. Invece no! La famiglia EpiNea presa da un momento di creatività divina VOLLE sperimentare..... La Vita. SI...... PUÒ..... FAARE!


(fonte: youtube.com/user/brandos78)

  1. Padella.
  2. Passata di pomodoro + olio evo + aglio + spezie a piacere.
  3. Un po' di tempo di cottura.
  4. Farigiolata tagliata in piccoli pezzi.
  5. Girare il tutto.
  6. Quando il pomodoro sarà stato assorbito bene dai pezzi di Farigiolata ormai quasi sbriciolati togliere dal fuoco e servire.

Sembrano polpette!!! E non piovono dal cielo!!
Sembra ragù di fagioli, non dico come il ragù di borlotti di Annalisa segnalatomi dalla Ravanella, però molto buono, davvero un buon surrogato. Fu così che nacque il Fragù!

Purtroppo di questa variante del The Day After non ho testimonianze, niente foto, niente di niente. Chissà se è accaduto veramente. Partecipo comunque al contest di Rava con il primo pezzo di questa ricetta, la Farigiolata, nella categoria Ricette Più Mal Riuscite Della Storia (e qui non vi racconto nemmeno dei miei spaghetti alla marmellata...).


Con questa ricetta SALATA partecipo al contest Felici e Curiosi di Ravanello Curioso e Le delizie di Feli.



MezzeManiche caponate

Ed eccoci al secondo piatto del pranzo di Natale 2012: le mezzemaniche ripiene di caponata. L'idea è stata partorita in famiglia, da me e mio padre e poi eseguita da lui. Perché complicarsi la vita a riempire le mezzemaniche? Semplicemente perché all'ultimo momento non abbiamo trovato dei cannelloni, inoltre queste mezzemaniche erano anche integrali.

Parto prima a descrivere il procedimento ad alto livello, con un sistema TOP-DOWN (e qui viene fuori l'animo di analista tecnico).
  1. preparare la caponata
  2. cuocere le mezzemaniche scottandole 5 minuti o poco più
  3. fare raffredare un po' la caponata e le mezzemaniche
  4. riempire le mezzemaniche con la caponata e disporle in una teglia da forno
  5. ricoprire le mezzemaniche con della passata di pomodoro
  6. cuocere in forno qb  
Il punto saliente è uno: cuocere le mezzemaniche al punto giusto perché alla fine della preparazione siano cotte, non troppo al dente e non troppo scotte. Facendole cuocere 5 minuti sono rimaste forse leggermente troppo al dente, soprattutto perché erano integrali. Dipende anche dalla qualità e dal tipo di pasta. Eventualmente provate a lasciarle 1 o 2 minuti in più.

Passiamo agli ingredienti:
  • caponata (melanzane, peperoni, zucchine, pomodori, patata) cotta in padella con olio evo, capperi, olive taggiasche snocciolate, aglio e qualche spezia per insaporire; personalizzatela a piacere non fate i timidi ;)
  • 1/2 kg. di mezzemaniche di grano duro integrale
  • passata di pomodoro qb

Perché la patata? Ma perché è bbbuona no! :P
A parte questo compattizza un po' la caponata permettendole di stare meglio alloggiata all'interno delle mezzemaniche.



Bello scrivere una ricetta in TOP-DOWN, praticamente è come farla al contrario. Ed è anche come mangiarla: finisce subito! :D

Con questa ricetta SALATA partecipo al contest Felici e Curiosi di Ravanello Curioso e Le delizie di Feli.



Vellutata densa di zucca e patate

Sempre per il pranzo di Natale 2012 come primo piatto ho preparato una vellutata densa, bella corposa, di zucca e patate di cui avevo già parlato a Ravanello.

Questa volta però ho fatto le foto, guardate com'è densa! Fichissima! Tipo stucco fresco nello stomaco, poi non vi alzate più dalla sedia :D

Gli ingredienti sono talmente pigro che li copio dal commento che avevo scritto a Rava, e per 4 persone dovrebbero essere circa così:
  • 1 zucca di circa 20 cm di diametro o qualcosa meno
  • 3 patate medie
  • olio evo
  • rosmarino 2 o 3 rametti
  • alloro qualche foglia
  • pepe qb
  • curcuma qb
  • acqua qb

Attenzione al procedimento super equo solidale salutistico e risparmioso.

Tagliate a cubetti di qualche cm di lato la zucca. Mettete le patate a lessare in una pentola e sopra ad essa mettete un cestello per cucinare al vapore la zucca.
Chi possiede una vaporiera può anche cucinare tutto al vapore, il mio è semplicemente un modo per utilizzare un fuoco solo della cucina a gas e risparmiare un po'.

Una volta che zucca e patate sono cotte sbucciatele (la zucca è molto più semplice sbucciarla cotta), tagliatele e mettetele in una pentola schiacciandole un po'. Accendete il gas, condite con un po' d'olio evo e aggiustate con l'acqua la corposità. Io la tengo bella densa.

Con un minipiner o similare frullate tutto mentre ricuoce. Utilizzate una velocità medio-bassa se non volete ritinteggiare la cucina :)

Una volta che ottenete un bel composto omogeneo potete condire con il rosmarino, l'alloro, il pepe e la curcuma. Lasciate ancora nella pentola la vellutata qualche minuto per farla profumare con le spezie, poi spegnete, servite, assaggiate e..... aaahhhh!!! Scotta!!! Aspettate un attimo prima di mangiare ;)

Guardate che bella corposità, dove togliete il cucchiaio rimane il buco, come negli omogeneizzati per bambini! :D




Con questa ricetta SALATA partecipo al contest Felici e Curiosi di Ravanello Curioso e Le delizie di Feli.



Linguine di zucchine crudiste

Per il pranzo di Natale 2012 come piatto di entrata ho proposto delle succulenti linguine crudiste. Le ho ottenute con un attrezzo particolare simile ad un pelapatate ma che ricava tante striscette di verdura abbastanza sottili. Per la loro conformazione ho deciso di chiamarle linguine e non tagliatelle. Poi cosa siano in definitiva non saprei.

Ma poco importa! Andiamo con gli ingredienti per 4 persone:
  • 4 zucchine bio
  • 60 gr. di funghi porcini essiccati messi a mollo per qualche decina di minuti
  • 2 bustine di zafferano OPPURE 1 bustina di zafferano + un po' di curcuma
  • limone di Sicilia (e che sia solo di Sicilia vi raccomando!)
  • olio evo qb (e se non è qb non si può fare! :D)
  • una manciata di noci dell'Amazzonia (raccolte personalmente) e di mandorle

Dovrete ottenere delle linguine dalle zucchine con un attrezzo tipo un pelapatate o similare oppure con un simil Spiromat oppure ancora facendole a mano (non vi passa più!). Delle 4 zucchine 3 le ho sbucciate e una no. Fate voi come più vi aggrada.
Mettete le linguine di zucchine a marinare con il succo di limone di Sicilia per qualche decina di minuti. Se siete di fretta queste decine di minuti possono essere accorciate.

Scolate e tagliate i funghi.
Macinate le noci dell'Amazzonia e le mandorle.

Finita la marinatura condite le linguine di zucchine con i funghi, lo zafferano (ed eventualmente la curcuma), l'olio evo e le noci e mandorle macinate.

A questo punto potete servire. Se volete per ottenere un effetto formaggio potete rispolverare direttamente sulle linguine nei piatti un po' di noci e mandorle macinate.




Con questa ricetta SALATA partecipo al contest Felici e Curiosi di Ravanello Curioso e Le delizie di Feli.



venerdì 4 gennaio 2013

Birra d'arancia e ananas

Già mi faccio quattro risate a pensare a tutti quelli (quattro gatti) che arriveranno qui pensando di trovare qualcosa che parli di birra. Sbagliato! :D

È solo l'impressione che questo estratto (con il solito e mitico Impavido Hurom HU100) di arancia e ananas può dare a prima vista. Non certo una chiara Lager, magari somiglia di più ad una chiara Weiss ad alta fermentazione.


 
Il bicchiere bhé, è tipico da birretta no?! :)

E adesso ditemi se questa non è una super sRicetta!


mercoledì 2 gennaio 2013

Insalata innevata

Ecco qua una super sRicetta, ed essendo tale sarà anche super veloce.

Ingredienti
  • sedano rapa oppure cavolfiore oppure entrambi
  • insalata radicchio
  • cipolla
  • olio evo
  • limone di Sicilia
  • pepe nero macinato
  • curcuma

Le dosi non le inserisco perché sono molto personali. Dico solo di stare attenti alla cipolla perché una volta triturata sarà una bomba sia per voi che per gli altri :D
 
Procedimento difficilissimo
(Se fosse troppo difficile sgranocchiate le verdure così come sono sparandovi i condimenti direttamente in bocca, ottima soluzione! Ma non strizzate gli occhi però!)

Prendere un mixer o tritatutto e infilarci il sedano rapa e/o il cavolfiore, e la cipolla. Tutto tagliato a pezzi per facilitare il lavoro del robot, che sebbene sia tale non vorrei chiamasse i sindacati per sfruttamento... fidarsi è bene non fidarsi è molto meglio ;)

Nella terrina o marmitta o grosso piatto da insalata tagliate il radicchio e svalangatelo con la neve bianca ottenuta dall'androide (e anche loro si evolvono che ci volete fare?!).
Condite con l'olio evo, il succo del limone di Sicilia (ribadisco che se non fosse siculo la ricetta sarebbe assolutamente infattibile), il pepe nero e una spolverata di curcuma.

Girate, girate, girate e mangiate! Ma attenzione alla cipolla... io vi ho avvertiti :)



Con questa ricetta SALATA partecipo al contest Felici e Curiosi di Ravanello Curioso e Le delizie di Feli.




lunedì 24 dicembre 2012

Stonehenge di pomodori

(come ascolto di fondo per questo post si consiglia la Also Sprach Zarathustra di Richard Strauss, meglio conosciuta come la colonna sonora di 2001: Odissea nello Spazio)


Qualche sera fa un paio di inamovibili megaliti di pomodori sono arrivati sulla mia tavola. Altro che cerchi nel grano! Questo era veramente un evento da capire e analizzare. E ho voluto condividerlo con voi perché credo sia interesse di tutti avere prove o almeno indizi che ci aiutino a rispondere alla Domanda: "Da dove veniamo?".

Un attento e accurato test mi ha dato risposte qualitative e quantitative sulla fattezza di queste sculture.

  • 4 pomodori medi tondi
  • 1 avocado
  • 15 olive di gaeta snocciolate
  • 1 C di capperi sciacquati
  • 1/2 cipolla
  • 1 c di peperoncino in polvere
  • 1/2 limone
  • 1 filo di olio evo
  • qb di semi di papavero per guarnire
  • qb di semi di zucca per guarnire

Un secondo test mi ha consentito di fare ipotesi sul lavoro di composizione che una civiltà immensamente superiore alla nostra ha utilizzato per creare quest'opera spettacolare. Chiameremo questa civiltà Civiltà EpiNea.
Molto probabilmente gli EpiNei hanno svuotato i 4 pomodori rotondi con un attrezzo simile ad un cucchiaio dei nostri giorni, tagliando prima la parte alta con un coltello e degustando la parte tagliata (questo è iscritto con geroglifici ve lo garantisco, dalla foto non si vede), e poi scavando col coltello tutto l'interno riponendo gli scavi in un mixer tritatutto tipo un robot da cucina. Che evoluti questi EpiNei!! Hanno pure i robot da cucina! 

Insieme all'interno dei pomodori avranno messo nel mixer anche l'avocado privato della buccia e del super nocciolo, le olive snocciolate (chissà se gli EpiNei usano snocciolatori automatici o manuali, non oso fare ipotesi su questa scoperta) e tutto il resto tranne i semi di papavero e di zucca.

 
Al comando di un erudito EpiNeo il robot da cucina avrà sminuzzato e frullato tutti gli ingredienti ottenendo così una sostanza più o meno omogenea la cui somma degli ingredienti era molto di più della semplice somma degli ingredienti. Era il Tutto, il nettare di Vita!



Il Tutto è stato così utilizzato come ripieno per i pomodori, scavati della loro essenza primordiale ma ora arricchiti di un'anima verde e consapevole. E che più felici siano!

Riposti su un piatto e guarniti con grandinate di semi di zucca e papavero, Essi erano là, anzi no, ESSI SONO e basta.

In verità Vi dico: onorate questi Stonehenge di pomodori ogni qual volta ne avrete la voglia e il bisogno e accompagnateli come meglio credete. Fatevi guidare dal Cuore e gli EpiNei vi forniranno tutte le risposte.


Dimenticavo: sparateveli nel gargarozzzzzooooooooooo!!! :D


Con questa ricetta SALATA partecipo al contest Felici e Curiosi di Ravanello Curioso e Le delizie di Feli.


venerdì 21 dicembre 2012

Fruotolo 2: la vendetta

Ebbene si.

È tornato!!!!!!!
Tadaaaaaaaaaa!!!!!!


Visto che per partecipare al contest Felici e Curiosi di Ravanello Curioso e Le delizie di Feli ho riciclato la ricetta di luglio, ho voluto rifare e rivisitare la ricetta del Fruotolo.

Devo dire molto onestamente una cosa: la regola per i film di una serie per la quale il secondo è peggio del primo, vale anche per il Fruotolo. Del resto è risaputo che il primo Fruotolo non si scorda mai. Ma non spargete lacrime sul pavimento, perché il momento è comunque solenne.

 

Intanto c'è una novità. La pasta di banana questa volta l'ho fatta con 5 banane non proprio mature, frullandole per un po' (2-3 minuti?) e mettendoci anche dello zenzero in polvere. Non so quale di queste novità ha prodotto un risultato apparentemente migliore di quello standard, una pasta di banana essiccata chiara. Come se non fosse ossidata con l'aria. Fico!



Molto bella e maneggevole questa pasta con cui si può fare tranquillamente un cannolo gigante. Se ci mettete dentro erbe e spezie non è affar mio, io l'ho riempito principalmente con frutta. 


Gli ingredienti per il ripieno sono:
  • la polpa di 8 mele rosse di media grandezza e un po' del succo (estratto con l'Impavido, HU100)
  • 10 datteri mazafati, privati della buccia
  • 2 tazze di mandorle sgusciate non tostate, non salate e macinate
  • cannella in polvere q.b.
  • succo di mezzo limone di Sicilia o anche meno
  • 1 stecca da 100 gr. di cioccolato fondente min. 70%
  • succo d'agave o malto di riso o d'orzo (facoltativo)

Estratto il succo delle mele con un estrattore o centrifugatore si prende l'avanzo, che è quello che ci serve, e lo si mette in una terrina. A seconda dell'attrezzo con cui si è estratto il succo e a seconda della varietà di mela si ottiene una polpa più asciutta o più bagnata. Aggiustate eventualmente l'impasto con il succo avanzato se dovesse risultare troppo secca. Nella stessa terrina metteteci i datteri sbucciati e iniziate ad impastare il tutto con una forchetta. Volendo potete usare il frullatore, io questa volta non ho voluto perché ho eseguito l'operazione intorno alle 2 di notte. E adesso non dirmi che vuoi sapere perché mi metto a fare certe cose alle 2 di notte. Ognuno ha i suoi problemi. E poi non ci credo che nessuno abbia mai fatto un Fruotolo a notte fonda, è sicuramente una pratica diffusa e da diffondere ancora di più.

Ma torniamo a noi.

Una volta che l'impasto ha raggiunto una consistenza omogenea aggiungete le mandorle macinate. In questo caso il macinino l'ho utilizzato. Ho pensato che usare un macinino sarebbe stato comunque meglio che frantumare le mandorle in un mortaio per giunta in ottone. I vicini ringraziano mio padre e mia madre per avermi fornito almeno un neurone funzionante che sarà anche poco, ma è sempre meglio di niente!


Aggiungete anche la cannella e aggiustate col succo di mela se necessario. Se scegliete di utilizzare un dolcificante, malto o succo d'agave, mettetelo a questo punto. Si può anche pensare eventualmente di sostituire il dolcificante con delle scaglie (o farina) di cocco. Oppure fate come me, non mettete il dolcificante e scoprite un sapore meno accattivante ma più semplice.
Spremeteci dentro anche il limone, ovviamente solo se è di Sicilia, altrimenti la ricetta non si può fare.

Mischiate, sempre con la forchetta, fino ad ottenere un impasto omogeneo.

A questo punto entra in gioco la pasta di banana, bella stesa sulla schiena. A lei piace molto essere spalmata con il composto che avete appena creato nella terrina. Ma noi siamo cattivelli e non le diamo questa soddisfazione.

Prendere la stecca di cioccolato e con un coltello fare finta di tagliare delle listarelle in modo che si sbricioli tutto sulla pasta di banana. Lasciate un lato della pasta libero perché sarà necessario arrotolare il tutto. Sopra i pezzi di cioccolato sistemare il ripieno in modo omogeneo.

[Nota Degli Assaggiatori: le briciole di cioccolato sarebbero state meglio all'interno del ripieno]. Fate voi, credo sia una questione di gusti.



Prendere il lato corto della pasta che avete spalmato fino alla fine e iniziare ad arrotolare fino a creare un rotolo. Ma non un rotolo qualunque. Il Fruotolo!

E questa volta è pure albino. :)


Mettetelo in frigorifero fino a quando dovete consumarlo o poco prima. Poi rimane l'ultima cosa da fare: tagliarlo e spararvelo nel gargarozzo! ;)


Con questa ricetta DOLCE partecipo al contest Felici e Curiosi di Ravanello Curioso e Le delizie di Feli.





giovedì 6 dicembre 2012

Fruotolo e Bannoli felici e curiosi

Ripropongo queste due ricette DOLCI con cui partecipo al contest Felici e Curiosi di Ravanello Curioso e Le delizie di Feli.

Riposto qua sotto tutto il post originale senza modifiche e integrazioni, mi scuso per la pigrizia.

A dire il vero gli ingredienti per partecipare al contest ci sono al pelo, però ci sono: noci, cacao e cioccolato. Il malto non c'è ma ho utilizzato il succo d'agave (che secondo me è anche meglio).

Buon divertimento con la pasta di banana! ;)
 
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Signore e signori, bambine e bambini, giovanotte e giovanotti, questo non è un dolce crudista di ripiego. Questo è un dolce a tutti gli effetti che può competere e anche vincere (dipende sempre dai gusti poi) con i dolci tradizionali. Non l'avrei mai detto, non era questa l'intenzione né l'ambizione quando ho partorito Fruotolo, pensavo di fare qualcosa di mangiabile, abbastanza gustoso per poterlo portare da amici se invitato. E infatti è nato proprio così, dopo un veloce test di una versione prototipo non troppo convincente (si stava nascondendo il furbone per non svelare le sue vere potenzialità!), il giorno stesso che sono stato invitato da amici ho dato vita a questa creatura. E a tavola poi, anche se le nostre pance erano già belle piene, siamo rimasti folgorati da Lui.

Dopo aver detto tutte queste cavolate per suonarmela e cantarmela (anche se il merito della bontà del Fruotolo è del Fruotolo stesso, è giusto ricordarlo!)... rimando ad altro post la descrizione della sua implementazione... scherzo! :D
Non potrei farvi uno sgarro del genere. Ve lo presento punto e basta.

Cari tutti..... ecco a voi..... Fruotolo!


La base di questo dolce è la pasta di banana che ho implementato (scusate la parola molto informatica) proprio per fare un dolce. Poi il destino ha voluto che automodellandosi a sua stessa immagine e somiglianza (anche se non esisteva ancora) si è plasmato come un rotolo di frutta. Da cui Fruotolo.

La forma della pasta di banana era un rettangolo di circa 20 cm x 15 cm di lati, forse qualcosa di più ma non ci giurerei.

Quindi una volta pronta la pasta di banana è necessario fare il ripieno, i cui ingredienti sono:
  • polpa di mela
  • succo di mela e anche un po' di succo di ananas
  • uvetta ammollata in acqua una decina di minuti o più 
  • 3 datteri senza pelle (facoltativi)
  • succo d'agave
  • qualche noce a pezzettini
  • cannella
  • cacao in polvere

La polpa di mela, il succo di mela e il succo d'ananas derivano dalla estrazione con il mitico Impavido (HU100 della Hurom) dei rispettivi frutti. Alla mela conviene togliere la buccia (prima dell'estrazione del succo ovviamente). Quindi possiamo mischiare tutti gli ingredienti in una terrina, tranne i succhi e il cacao, con una forchetta o un cucchiaio. Aggiungere quindi i succhi solo nelle quantità opportune per far rinvenire un po' la polpa di mela se dovesse essere troppo asciutta.
Assaggiate questo impasto aggiustandolo ancora di cannella, succo d'agave o datteri se è povero di sapore o di dolcezza.

Stendere quindi la pasta di banana e metterci sopra uno strato di circa mezzo centimetro o qualcosa più dell'impasto. Da un lato non arrivate proprio alla fine con l'impasto, fermatevi 1 o 2 centimetri prima. Prendete quindi l'altro lato della pasta di banana, quella con l'impasto fino alla fine, e iniziate ad arrotolare su se stesso. Una volta arrotolato tutto spolveratelo con il cacao in polvere da cima a fondo e bon appétit! Magari lasciarlo prima un po' in frigorifero se desiderate.

Cheddire, il sapore di questo semplice rotolo fruttariano è stato una sorpresa sia per me che per i miei amici, ce lo siamo strafugati nel gargarozzo! Veramente ottimo!

Si possono ovviamente fare tutte le modifiche che si vogliono. Con questi ingredienti assomiglia al sapore dello Strudel, ma si può provare per esempio anche con un ripieno di vegrino (grazie Rava!), poco o per niente salato in questo caso, e pezzi di cioccolato. Cosa che ho sperimentato in un'altra occasione cercando di simulare i cannoli siciliani, soprannominati Bannoli, per via della pasta di banana. Di seguito il risultato.





Durante la preparazione della pasta di banana per i 4 Bannoli.....




e durante la preparazione del ripieno di vegrino (grazie ancora a Rava!).








Et voilà!



E anche questi si sono auto sparati nel gargarozzo, stupendi!

Sperimentate gente, sperimentate anche voi con la pasta di banana! ;)




martedì 4 dicembre 2012

Polpette di cavolfiore crudo

Torno a scrivere di ricette e sRicette con queste polpette di cavolfiore crudo. Ultimamente questa Brassica oleracea botrytis la mangio molto spesso, oserei dire quasi tutti i giorni, principalmente cruda in insalata sminuzzata con carote, pomodori secchi sott'olio, insalata verde, limone o altre verdure.
Una ricetta particolarmente buona che si può fare con il cavolfiore crudo sminuzzato fine è il cous cous crudista, col quale ci si può sbizzarrire inventando nuove composizioni ogni giorno. Un'altra ricetta che vorrei provare è il cous cous di cavolfiore crudo con verdure cotte in padella tipo caponata. Trovo che l'abbinamento curdo e cotto nei cibi sia particolarmente sfizioso.

Ma bando alle ciance! Gli ingredienti per queste polpette sono:
  • cavolfiore (3-4 fiori di media grandezza)
  • noci dell'amazzonia (una decina)
  • mandorle (una ventina)
  • aglio (dipende da quanto piace)
  • pepe nero in polvere
  • peperoncino in polvere
  • curry

Con un mixer sminuzzare il cavolfiore fino a renderlo abbastanza fine (tipo cous cous appunto) e metterlo in una marmitta da insalata. Con un macinino da caffé macinare le noci e le mandorle e mettere il composto ottenuto nella marmitta insieme al cous cous di cavolfiore. Tritare uno o due spicchi d'aglio nella marmitta e mescolare il tutto.

A questo punto il composto è pronto (un altro giorno investirò un po' più di tempo e proverò a essiccarlo un po'). Per regolarne la pastosità tenere conto che:
  • il cavolfiore più è sminuzzato fine, e più lega
  • le noci sono grasse e non mi sembra che riescano a legare benissimo col cavolfiore
  • le mandorle sono più secche e la farina che ne risulta può aiutare a legare gli altri due ingredienti


Ora si può condire come meglio si crede il composto e farne delle polpette. Io ho usato del pepe nero in polvere per una polpetta, del peperoncino per un'altra e del curry per l'ultima. Ne è risultato questo splendido piatto da nouvelle cuisine da far impallidire chiunque abbia un minimo di fame, e che giustamente potrebbe esclamare "echemmenefacciodi3polpettine?!".
Ragazzi tranquilli, l'experimento è un experimento e come tale non voleva testare la quantità ma la qualità (nemmeno questa in realtà....).


Di fatto poi preso dalla fame serale il restante composto l'ho condito e mangiato così com'era nella ciotola perché non avrei potuto aspettare che il sottoscritto finisse di fare le polpette per il sottoscritto. A tutto c'è un limite!


Ma non finisce qui!
È assolutamente necessario che Qualcuno intervenga a mettere mani a questa ricetta e a farne qualcosa di molto più professionale. Mi vengono giusto in mente un paio di nomi, vediamo quali orecchie fischieranno ;)

Altre ricette a base di cavolfiore qui.

Ok ok... mi sono fatto convincere dalla Rava a partecipare ad un contest di cucina, quindi recito la formula:

Con questa ricetta SALATA partecipo al contest Felici e Curiosi di Ravanello Curioso e Le delizie di Feli.



giovedì 5 luglio 2012

Fruotolo e Bannoli

Signore e signori, bambine e bambini, giovanotte e giovanotti, questo non è un dolce crudista di ripiego. Questo è un dolce a tutti gli effetti che può competere e anche vincere (dipende sempre dai gusti poi) con i dolci tradizionali. Non l'avrei mai detto, non era questa l'intenzione né l'ambizione quando ho partorito Fruotolo, pensavo di fare qualcosa di mangiabile, abbastanza gustoso per poterlo portare da amici se invitato. E infatti è nato proprio così, dopo un veloce test di una versione prototipo non troppo convincente (si stava nascondendo il furbone per non svelare le sue vere potenzialità!), il giorno stesso che sono stato invitato da amici ho dato vita a questa creatura. E a tavola poi, anche se le nostre pance erano già belle piene, siamo rimasti folgorati da Lui.

Dopo aver detto tutte queste cavolate per suonarmela e cantarmela (anche se il merito della bontà del Fruotolo è del Fruotolo stesso, è giusto ricordarlo!)... rimando ad altro post la descrizione della sua implementazione... scherzo! :D
Non potrei farvi uno sgarro del genere. Ve lo presento punto e basta.

Cari tutti..... ecco a voi..... Fruotolo!


La base di questo dolce è la pasta di banana che ho implementato (scusate la parola molto informatica) proprio per fare un dolce. Poi il destino ha voluto che automodellandosi a sua stessa immagine e somiglianza (anche se non esisteva ancora) si è plasmato come un rotolo di frutta. Da cui Fruotolo.

La forma della pasta di banana era un rettangolo di circa 20 cm x 15 cm di lati, forse qualcosa di più ma non ci giurerei.

Quindi una volta pronta la pasta di banana è necessario fare il ripieno, i cui ingredienti sono:
  • polpa di mela
  • succo di mela e anche un po' di succo di ananas
  • uvetta ammollata in acqua una decina di minuti o più 
  • 3 datteri senza pelle (facoltativi)
  • succo d'agave
  • qualche noce a pezzettini
  • cannella
  • cacao in polvere

La polpa di mela, il succo di mela e il succo d'ananas derivano dalla estrazione con il mitico Impavido (HU100 della Hurom) dei rispettivi frutti. Alla mela conviene togliere la buccia (prima dell'estrazione del succo ovviamente). Quindi possiamo mischiare tutti gli ingredienti in una terrina, tranne i succhi e il cacao, con una forchetta o un cucchiaio. Aggiungere quindi i succhi solo nelle quantità opportune per far rinvenire un po' la polpa di mela se dovesse essere troppo asciutta.
Assaggiate questo impasto aggiustandolo ancora di cannella, succo d'agave o datteri se è povero di sapore o di dolcezza.

Stendere quindi la pasta di banana e metterci sopra uno strato di circa mezzo centimetro o qualcosa più dell'impasto. Da un lato non arrivate proprio alla fine con l'impasto, fermatevi 1 o 2 centimetri prima. Prendete quindi l'altro lato della pasta di banana, quella con l'impasto fino alla fine, e iniziate ad arrotolare su se stesso. Una volta arrotolato tutto spolveratelo con il cacao in polvere da cima a fondo e bon appétit! Magari lasciarlo prima un po' in frigorifero se desiderate.

Cheddire, il sapore di questo semplice rotolo fruttariano è stato una sorpresa sia per me che per i miei amici, ce lo siamo strafugati nel gargarozzo! Veramente ottimo!

Si possono ovviamente fare tutte le modifiche che si vogliono. Con questi ingredienti assomiglia al sapore dello Strudel, ma si può provare per esempio anche con un ripieno di vegrino (grazie Rava!), poco o per niente salato in questo caso, e pezzi di cioccolato. Cosa che ho sperimentato in un'altra occasione cercando di simulare i cannoli siciliani, soprannominati Bannoli, per via della pasta di banana. Di seguito il risultato.





Durante la preparazione della pasta di banana per i 4 Bannoli.....




e durante la preparazione del ripieno di vegrino (grazie ancora a Rava!).








Et voilà!



E anche questi si sono auto sparati nel gargarozzo, stupendi!

Sperimentate gente, sperimentate anche voi con la pasta di banana! ;)




lunedì 30 aprile 2012

Pasta di banana

Un paio di settimane fa mi è venuto un lampo di genio: la pasta di banana! Molti vegan crudisti si metteranno a ridere e diranno che ho scoperto l'acqua calda. In ogni caso me la canto e me la suono perché sono orgoglioso di questa scoperta. Se non si vogliono utilizzare farine, latte e uova per fare delle crepés o semplicemente una pasta che possa servire a racchiudere dei succulenti ripieni, si può utilizzare la pasta di banana. Ovviamente è indicata per fare dolci, sia crudisti che non, mentre vedo un po' più difficile utilizzarla per piatti salati.



Requisito
Per utilizzarla in un piatto crudista è necessario avere un essiccatore (acceso a meno di 45 gradi per preservare tutti i nutrienti). Altrimenti si può utilizzare un forno tradizionale, a bassa temperatura o eventualmente aperto.


Come si prepara
Si prendono delle banane, anche non eccessivamente mature vanno bene in quanto si devono spappolare a mano. 4 banane medie bastano per fare una sfoglia di pasta di circa 20 cm per 15 o qualcosa di più. Una volta sbucciate si schiacciano le banane con una forchetta all'interno di un piatto, magari fatelo con 2 banane alla volta per semplicità. Schiacciate e schiacciate fino ad ottenere una crema di banana fluida e senza grumi o quasi. Ci vuole poco tempo comunque, non è un'operazione lunga.



(esempio per fare 4 sfoglie quadrate)
Una volta che questa crema è pronta, si fodera un piano dell'essiccatore con la carta da forno (o una teglia per il forno se si adotta questa soluzione) e si spalma tutta la crema di banana donandogli la forma che vogliamo, per esempio a rettangolo o quadrato. Lo strato lo si lascia alto circa mezzo centimetro o poco meno. Quindi si mette nell'essiccatore e si accende a 40 gradi o poco più. 
L'essiccazione dura 10-12 ore. Ho provato a fermarla anche a 9 ore, la pasta rimane più appiccicosa e più difficile da staccare ma è buona lo stesso. Dipende anche per cosa dobbiamo utilizzarla.



(esempio di 1 sfoglia rettangolare grossa)
In ogni caso una volta che l'essiccazione è terminata, per riuscire a staccare bene la pasta ottenuta, è consigliabile lasciarla raffreddare a temperatura ambiente, oppure provare a metterla in frigorifero con tutta la carta da forno se avete fretta.
Staccare quindi la pasta delicatamente per non romperla, eventualmente aiutandosi con una paletta spalma marmellata.

Et voilà! La pasta è pronta! Ora bisogna solo utilizzarla, la parte più difficile è fatta ;)

Questa è la versione base. Come avete potuto notare è molto semplice, l'unico ingrediente è la banana. Ci si può eventualmente sbizzarrire mischiando nella crema altre cose, spezie o altri frutti spappolati. Io per ora preferisco farla semplice perché è già molto dolce e tutto il resto lo inserisco come condimento.


Seguiranno ricette che ne fanno uso, e vi assicuro che non sono per niente un ripiego rispetto alla pasticceria tradizionale. Sono rimasto stupito pure me! :)


mercoledì 25 gennaio 2012

Centrifugato di arance


Ed eccoci qui pronti per sfornare (si fa per dire) un'altra stupendissima sricetta!
 
Qui sto per sfiorare il ridicolo, me ne rendo conto, ma anche nelle cose più semplici si può nascondere qualche tranello, e poi comunque la bontà di questo centrifugato mi costringe a parlarne.

Innanzitutto occorre dire che è necessario avere una centrifuga. Non mi soffermerò a parlare delle qualità delle varie centrifughe, io ne ho una molto commerciale che per ora è quello che posso permettermi. Sul mercato vi sono estrattori di succhi che lavorano a velocità bassissime, senza ossidare gli alimenti, e fornendo molto più prodotto e nutrienti. Inutile dire che il prezzo di questi estrattori è molto alto, arriva ad essere addirittura pari a uno o due stipendi, che, per quanto uno stipendio possa essere basso, è comunque tanto. Ma un giorno ne comprerò una.....

La quantità di arance da usare varia in base alla taglia e alla sugosità. Diciamo che in media un paio di arance forniscono un centrifugato di circa un bicchiere e mezzo.

Preparazione
Non sbucciare le arance!! Molto meglio pelarle come faresti con una mela. In questo modo rimane attaccato all'endocarpo molto più albedo (ma come cavolo parlo?!?!), ovvero rimane attaccato al corpo interno del frutto molta più pellicina bianca (e dire pellicina bianca no?!!!).
Proprietà dell'albedo? Varie, vitamina P che aiuta l'assorbimento della C, che a sua volta aiuta la fissazione di Calcio nelle ossa, che bla bla bla... 
 
 
 
Più semplicemente due cose: 1) più si mangia un cibo in modo integrale meglio è, sempre che sia possibile ovviamente, e sempre che non ci siano veleni particolarmente dannosi in qualche sua parte; 2) il centrifugato viene molto più schiumoso e buono! E direi che questa è la motivazione principale che mi spinge ad usare più albedo.
 
Per chi volesse provare ad utilizzare anche l'epicarpo con cui sono imparentato per ovvie ragioni (dinne un'altra e ti banno il blog!), ovvero la parte esterna del frutto, può farlo a suo rischio e pericolo. Oggi sono schematico: 1) perché potrebbe essere la parte più contaminata dagli agenti chimici della coltivazione industriale, quindi non fatelo assolutamente se le arance sono spagnole (perché usano prodotti vietati in Italia ma che noi da furboni importiamo) e nemmeno se non sono almeno biologiche; 2) il centrifugato viene più aspro, quel tipo di aspro che ti fa allargare la bocca digrignando i denti e chiudere gli occhi contemporaneamente in modo che Freddy Krueger al tuo confronto sembri Topolino. Ho esagerato un po' per rendere l'idea. :)
 
Centrifuga!
Una volta che hai pelato le arance chiudi la tapparella della stanza in cui stai per fare il centrifugato in modo che entri poca o niente luce solare. Accendi eventualmente la luce artificiale se proprio non ci vedi. Dovrai utilizzare il coltello quindi è meglio che tu ci veda. 
 
Poi:
  • taglia ogni arancia in 3 o 4 pezzi e mettile nella centrifuga
  • centrifuga ricordandoti di mettere il bicchiere per raccogliere il succo sotto il beccuccio di uscita
  • alla fine scuoti un po' il macchinario alzandolo in avanti per fare cadere proprio tutto il succo
  • versalo in un bicchiere
  • degustalo sciaquandoti un po' la bocca col succo, pasteggiandolo in modo da farlo interagire con la tua saliva
  • ingoia
  • ripeti la procedura di degustazione fino a finirlo
  • lava tutti gli arnesi, la parte più pallosa la lascio fare a voi..... :P
 
Curiosità
In un post che parla di una sricetta non si può pretendere di raccontare la scienza infusa, quindi sii tollerante e lasciami pure dire qualche pignoleria, altrimenti il post si sarebbe concluso col titolo! :D
 
La curiosità sta nella chiusura della tapparella. La luce solare, più potente di quella artificiale, rende meno disponibile la vitamina C, uccidendola per così dire. L'ossigeno comunque ossida il succo, quindi in qualche modo stiamo bevendo qualcosa che non sarà così tanto nutriente come se mangiassimo l'arancia direttamente. 
 
Però: 1) mangiando l'arancia direttamente difficilmente se ne mangerà una quantità uguale a quella che si utilizza per un centrifugato (io lo faccio ma sono un caso anomalo), quindi la quantità di nutrienti sarà verosimilmente più alta nel centrifugato; 2) il centrifugato dovrebbe essere più digeribile ed è probabile che la biodisponibilità dei nutrienti sia maggiore; 3) chissene! A me piace il centrifugato e lo faccio a prescindere, anche col sole che mi sbatte in faccia, perché è buono e le mie super cellule esultano per questo!

Non imparerò mai a fare le foto ma chissene anche di questo, dovrebbero rendere l'idea e questo è l'importante.

Concludo con un chissene!

ps: io il terremoto non l'ho sentito, ero in treno.

giovedì 19 gennaio 2012

Zucca cruda

Con questo inizio una serie di post che tratterà ricette difficilissime, veramente impegnative. Così impegnative che potremmo chiamare sricette.

Formalmente mi riferirò ad una sricetta come a una ricetta semplice, ma talmente semplice, che per farla non devi fare niente o quasi. Per intenderci prendere una mela e mangiarla è una sricetta.

In realtà una prima sricetta l'ho già postata tempo fa, quella delle lenticchie decorticate crude. Adesso è ora di un'altra sricetta: la zucca cruda!

La mia amica Elisa ha mangiato zucca cruda per mesi durante un periodo di intenso crudismo, le piace un sacco, e quindi ho pensato di provare pure io ad utilizzare questo peponide figlio di una Cucurbitaceae (non è un insulto ci tengo a dirlo :D) crudo!

Procedimento
Il tipo di zucca è quella classica stile Halloween per intenderci.
Il procedimento per prepararla è il seguente (mi raccomando fai molta attenzione perché è facile sbagliare!):

  • prendere una zucca
  • tagliarla a metà o in fette
  • eliminare o mettere da parte i semi (si possono essiccare se si vuole)
  • ricavarne la polpa in qualche modo
  • metterla dentro un frullatore o sminuzzatore
  • sminuzzare
  • mettere la zucca sminuzzata in un piatto et... voilà!
  • Le jeux son fait!

So che ti sarai perso leggendo questa complicatissima ricetta, rileggila pure una decina di volte per capirne bene a fondo il significato tecnico, filosofico e spirituale. Respira profondamente, non è difficile come sembra, CE, LA PUOI, FAARE!!! (detto come il Tu, non puoi, passare! di Gandalf nello scontro con il Balrog).

La zucca poi si può condire come si vuole: limone, olio e limone, curry, peperoncino, pepe o qualsiasi altra cosa che possa gradire il tuo palato (o meglio lingua), oppure anche così com'è, vergine vergine.

Sbucciare o spolpare?
La parte più difficoltosa è l'eliminazione della buccia. Io ho deciso che al posto di eliminare la buccia fosse meglio scavarne la polpa. Così con un cucchiaio mi sono messo a scavare la polpa in metà zucca alla volta. Ovviamente ne rimane parecchia attaccata alla buccia, allora metto le due metà zucche scavate nel frigorifero e aspetto di accendere il forno per qualche altro motivo (patate al forno o altro) in modo da sfruttarlo economicamente e ecologicamente. A questo punto taglio la zucca in fette anche grosse e le metto in forno. Quando la buccia si è ammorbidita si può tirare fuori dal forno e gustare. Anche fredda il giorno dopo è buona lo stesso.

Zucca colorata
Il bello di questa zucca è che è molto colorata, la foto seguente rende un po' più l'idea, ma non ancora quanto la realtà. Imparerò anche a far le foto prima o poi. Forse. :)



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