Ultimi post

vuoto


Cerca nel blog

Visualizzazione post con etichetta ecologia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ecologia. Mostra tutti i post

mercoledì 30 ottobre 2013

L’oceano Pacifico è morto. Il resoconto di una traversata fa il giro del mondo



L’oceano Pacifico è morto, è svuotato di ogni vita. Ci sono solo rifiuti e barche per la pesca industriale intente a saccheggiare accuratamente quel poco che è ancora rimasto.

Sta facendo il giro del mondo, sui media di lingua inglese, il racconto struggente, tragico e a suo modo poetico di un marinaio, Ivan Macfadyen (foto), che ha ripetuto la traversata del Pacifico effettuata dieci anni fa. Allora fra l’Australia e il Giappone bastava buttare la lenza per procurare pranzo e cena succulenti. Stavolta in tutto due sole prede. Dal Giappone alla California, poi, l’oceano è diventato un deserto assoluto formato da acqua e rottami.

Nessun animale. Non un solo richiamo di uccelli marini. Solo il rumore del vento, delle onde e deigrossi detriti che sbattono contro la chiglia.

Il racconto di Ivan Macfadyen, vecchio marinaio col cuore spezzato dopo 28 giorni di desolata navigazione nel Pacifico, è stato raccolto dall’australiano The Newcastle Herald ed è stato variamente ripreso da decine e decine di testate, tutte in inglese.
Macfadyen ha navigato con il suo equipaggio a bordo del Funnel Web sulla rotta Melbourne - Osaka – San Francisco. Dice di aver percorso in lungo e in largo gli oceani per moltissimi anni, dice di aver sempre visto uccelli marini che pescavano o che si posavano sulla nave per riposarsi e farsi trasportare. E poi delfini, squali, pesci, tartarughe… Stavolta nulla di tutto ciò: nulla di vivo per oltre 3.000 miglia nautiche.
Unica apparizione, poco a Nord della Nuova Guinea, quella di una flotta per la pesca industriale accanto ad una barriera corallina. Volevano solo il tonno, tiravano e ributtavano in mare – morta – ogni altra creatura marina.

E poi la parte più allucinante del viaggio, quella dal Giappone alla California, costantemente accompagnata dalla gran quantità di rottami trascinati in mare dallo tsunami del 2011, quello che ha innescato la crisi di Fukushima.

Rottami, rottami grandi e piccoli ovunque: impossibile perfino accendere il motore. Rottami non solo in superficie ma anche sui fondali, come si vedeva chiaramente nelle acque cristalline delle Hawaii. E poi plastica, rifiuti di plastica dappertutto. 

Nel racconto di Ivan Macfadyen un solo elemento è direttamente riconducibile ai tre reattori nucleari in meltdown sulla costa giapponese: dice di aver raccolto campioni destinati ad essere esaminati per la radioattività e di aver compilato durante il viaggio questionari periodici in seguito a richieste provenienti dal mondo accademico statunitense.
Però non si può non pensare a Fukushima quando Macfadyen afferma che nelle acque del Giappone il Funnel Web ha perso il suo colore giallo brillante e quando dice che uno dei pochissimi esseri viventi incontrati dal Giappone alla California era una balena che sembrava in fin di vita per un grosso tumore sul capo.
Sui social e nei commenti sul web si fa un gran parlare della relazione fra Fukishima e l’assenza di esseri viventi fra Giappone e California.

Io sottolineo tre elementi: primo, la sorgente di radioattività di Fukushima, sebbene molto intensa, paragonata alla vastità dell’oceano diventa come uno sputo in un fiume; secondo, nei dintorni di Fukushima e prima di diluirsi nella vastità dell’oceano la radioattività effettivamente si accumula nella catena alimentare e vi resterà per molti decenni; terzo, una desolazione vasta e assoluta come quella raccontata da Macfadyen si sposa benissimo con gli effetti della pesca industriale dissennata, senza bisogno alcuno di scomodare la radioattività i cui effetti sensibili – stando alle informazioni note – si limitano al tratto di mare davanti ad una parte delle coste giapponesi.

Il Pacifico è morto – si è rotto, per usare l’espressione di Macfadyen – e l’ha ucciso il genere umano, che sta al pianeta come una nuvola di cavallette sta ad un campo di grano. Macfadyen, racconta il The Newcastle Herald nel seguito della storia, non ha voluto rilasciare altre interviste dopo quella che ha fatto così tanto rumore. Desidera però che il mondo sia consapevole di quanto egli ha visto. Accontentiamolo.

Condividi!

venerdì 26 aprile 2013

Come nasce un orto sinergico


L'Orto Sinergico è un metodo elaborato dall'agricoltrice spagnola Emilia Hazelip, riconducibile agli ideali della Permacultura, cultura che sostiene la coltura permanente ed eterna, in quanto auto-rigenerativa e quindi inesauribile.

L’agricoltura tradizionale utilizza perlopiù metodi di coltivazione che tendono a isolare le piante artificialmente e a disporle in filari che sfruttano lo spazio al massimo, coltivando intensivamente un’unica coltura; si scava e si modifica il terreno, si utilizzano fertilizzanti sulle piante per incrementare la crescita, diserbanti sulle piante indesiderate, pesticidi contro insetti e parassiti ritenuti potenzialmente dannosi.

Le piante crescendo e vivendo nel suolo creano spontaneamente un suolo più fertile grazie a residui organici ed attività chimica, inoltre la terra, oltre che dalle piante, è resa fertile anche da vari microrganismi, batteri, lombrichi, funghi.

L’agricoltura sinergica promuove meccanismi di auto fertilità del terreno, senza arature né concimi, ma facendo attenzione ad associare le piante secondo alcuni semplici accorgimenti.
Nell’orto sinergico le piante perenni convivono con le piante stagionali, la stessa pianta è presente contemporaneamente in diversi stadi, anche decomposta a nutrire altri esemplari in fiore.

La copertura dell’orto sinergico (pacciamatura) è naturale, composta da paglia, foglie secche, canne, carta, segatura e simili, e serve a stimolare processi di auto aerazione e auto fertilizzazione; gli organismi naturalmente presenti nel terreno vengono considerati come importanti spie dello stato del suolo e integrati nella coltivazione per ottenere il massimo sviluppo agricolo secondo il principio della sinergia.

I principi dell'agricoltura sinergica sono: 
► non arare né zappare;
► non compattare il suolo;
► non concimare;
► piantare e seminare insieme almeno tre specie diverse di piante.
Per avere la sinergia ottimale di solito si seminano insieme: 
☼ almeno una LEGUMINOSA come i ceci, le lenticchie, i fagioli, i piselli. Le leguminose, tramite un batterio che cresce nelle loro radici, hanno la capacità di fissare l’azoto atmosferico nel suolo, principale nutrimento di tutte le piante;

☼ almeno una LILIACEA come l'aglio, la cipolla, il porro, lo scalogno, che per le loro caratteristiche chimico-biologiche hanno la facoltà di tenere lontani i batteri;

☼ almeno una verdura comune al centro della zona seminata, mantenendo una giusta distanza minima tra le piante affinché non si ''soffochino'' reciprocamente.
Sarebbe opportuno coltivare anche dei fiori nella stessa zona seminata: la Calendula ha una potente attività antibatterica, il Piretro ed il Nasturzio tengono invece lontane le formiche.

Le Erbe Spontanee (classicamente chiamate ''erbacce'') possono aiutare a trattenere umidità nel suolo con le loro radici e sono da rimuovere (a mano e generalmente senza sradicare completamente) e sfoltire solo quando la loro presenza rischia di soffocare le piantine in fiore o di metterle in ombra.


Video (realizzazione di un orto sinergico in time-laps)


fonte video: youtube.com/user/ThePieroVideo


giovedì 4 aprile 2013

Varie su scie chimiche, geoingegneria e politica

Segnalo tre articoli interessanti riguardanti le scie chimiche, la geoingegneria e la situazioni politica attuale.

Gianni Lannes rende noto come la pioggia artificiale sia un dato di fatto in Canada. Diventa sempre più difficile per CICAP e soci dimostrare l'inesistenza delle scie chimiche.

CANADA: LEGALIZZAZIONE DELLA PIOGGIA CHIMICA


Corrado Penna invece ci segnala che il Parlamento Europeo ospiterà nei giorni 8 e 9 Aprile una conferenza intitolata: “Oltre le teorie di modificazione climatica - la società civile contro la geoingegneria”. Stiamo facendo dei passi avanti o saranno solo buchi nell'acqua come i precedenti? Stiamo a guardare, i tempi però sembra proprio stiano cambiando (non solo quelli atmosferici!).


Inoltre SoleAttivo pubblicizza questo appuntamento milanese di sabato 6 aprile contro il sistema attuale, una MANIFESTAZIONE NAZIONALE per DIRE NO ALLA CRISI VOLUTA DALLE MAFIE CHE CI GOVERNANO.
Durante la manifestazione ci sarà un collegamento con la manifestazione ANTI GEO ENGENEERING/PRO HUMANITY WORLD PEACE PROTEST, che si terrà in contemporanea a Londra, contro la Geoingegneria, le scie chimiche e per la pace nel mondo.

venerdì 8 marzo 2013

Niscemi: caricate le mamme del comitato NoMuos


Tra il 5 ed il 6 Marzo due eventi hanno riaffermato le subdole e infami operazioni dei militari statunitensi alla base di contrada Ulmo a Niscemi.

Dopo le poco credibili rassicurazioni pronunciate il 15 Febbraio dal console USA di Napoli circa la sospensione dei lavori e dell’ingresso di materiali e operai nel cantiere, quanto accaduto negli ultimi due giorni ha svelato le reali intenzioni yankee.

Il 5 mattina, infatti, i presidianti l’accesso alla base militare hanno trovato nascosti nei mezzi militari, camuffati da soldati americani, degli operai ai quali hanno impedito l’accesso al cantiere Muos. È così diventata innegabile questa viscida pratica che più volte era stata denunciata dai NoMuos ma sempre smentita da chi a diverso titolo, dalla questura di Caltanissetta al consolato americano, difende la base militare. Quanti e quante, da mesi hanno invece deciso di difendere con i propri corpi il territorio nel quale vivono, sono riusciti però ad evitare che i piani del Muos andassero avanti senza intoppi.

Così stamane i NoMuos hanno deciso di reintensificare i blocchi all’ingresso dell’area militare determinati a non permettere il cambio della guardia ai soldati dentro la base. A mezzogiorno circa, però, la tensione è salita e ha evidenziato, ancora una volta, la non estraneità dei questurini agli interessi della base americana.

Agenti della Digos e del reparto mobile hanno infatti caricato le donne del comitato mamme NoMuos per permettere ai mezzi americani di entrare nella base U.S. Navy. Le mamme non hanno ceduto alle pressioni della questura e hanno opposto la loro determinazione al passaggio dei mezzi, ma la brutalità poliziesca non ha avuto alcuna timidezza e le ha allontanate con forza dalla strada col risultato che, tutt’ora, quattro donne sono in ospedale per le lesioni riportate.

Se è sempre stato chiaro che la revoca delle autorizzazioni non era che un piccolo risultato intermedio in una partita ancora tutta da giocare, questi ultimi due giorni di lotta hanno confermato che né l’esercito americano né i suoi lacchè sono disponibili ad accettare rallentamenti nella costruzione del Muos. I NoMuos dal canto loro hanno ribadito la loro determinazione a bloccare i lavori e a costruirsi un ambiente salubre e libero da inquinamenti elettromagnetici a prescindere dalle promesse di sospensione sempre più vuote di significato e nel frattempo si fa sempre più vicina la manifestazione nazionale convocata per il 30 Marzo.



articolo tratto da:


http://www.mentereale.com/


giovedì 7 marzo 2013

The Real Matrix: pianeta Terra

Riuscire a capire quanto e di cosa siamo consapevoli nella nostra vita risulta sempre più difficile. Come facciamo ad essere sicuri di avere effettuato una libera scelta? Penso che, come nell'esperimento delle scimmie, la libera scelta non esista. Qualunque cosa pensiamo e facciamo in questa vita ha un condizionamento profondo risultante da una miriade di variabili. Quello che pensiamo, il modo in cui mangiamo, le nostre preferenze, le nostre debolezze, le nostre malattie, l'utilizzo di farmaci e vaccini, il nostro livello culturale, come e quando dobbiamo morire..... tutto deciso a tavolino.

Nel video che segue Alan Watt ci aiuta a capire anche quanto questo condizionamento non sia casuale ma sia voluto da qualcuno. Qualcuno che ci vuole così, proprio come siamo ora, per servire i suoi scopi. E noi che pensavamo di esserci evoluti e di aver fatto un grande lavoro interiore per diventare esseri migliori! Ritorna ancora una volta il concetto di anomalia gestita dal sistema. Anzi a ben vedere l'anomalia è tale solo per chi non conosce il sistema. Per chi lo dirige l'anomalia è una parte programmata, fondamentale e integrante del sistema stesso, esattamente come tutte le altre parti.

L'unico modo di fuggire rimane realmente cercare dentro di sé? La ricerca dell'IO primordiale può darci la possibilità di capire realmente chi siamo? O siamo destinati come robot mutanti a osservarci nel cambiamento come navi alla deriva senza sapere realmente chi siamo e dove stiamo andando?

Ci insegnano che tutto questo sia un grande gioco. Forse. O forse è l'unico modo per trovare la serenità.



fonte: canale Italia dei Dolori


giovedì 31 gennaio 2013

MUOS, non è una semplice antenna

Un articolo di oggi su Repubblica riguardo al MUOS racconta dell'ostruzionismo che il Movimento 5 Stelle sta facendo per la costruzione dell'apparato. Onorevole. Da quella pagina si arriva ad altri servizi, foto e video da cui si evince che questa mega antenna sembra essere dannosa, ma non si sa ancora quanto, e che sarebbe meglio non farla in un'area così vicina alla popolazione.
Detto così sembra quasi una banalità. E questo vociare e parlare in continuazione in questo modo della mega antenna fa in modo che il popolo, ovvero noi, si abitui a percepire il MUOS come una normale antenna un po' più potente delle altre. È così che funziona la storiella della rana bollita, poco a poco alzi la fiamma e la rana non si accorge nemmeno di morire cotta in padella. Poco a poco parli di questa antenna che altro non è che una banale antenna un po' più potente, come potrebbe essere quella di Radio Maria, e la popolazione si convince di questo. A questo punto la popolazione è cotta a puntino.
  
Il MUOS è ben altro oltre la definizione di facciata. È un'antenna simile al sistema HAARP che serve non solo per gli scopi militari di cui si racconta, ovvero "per trasmettere velocemente la voce, i dati e le comunicazioni video" (sempre che sia vero), ma anche e soprattutto per manovrare i droni, ovvero aerei senza pilota che hanno come base aerea e militare Sigonella in provincia di Siracusa. Inoltre potrebbe avere le stesse funzionalità di HAARP ed essere utilizzata per modificare il clima e provocare cataclismi quali terremoti e uragani.

Attenzione quindi a quello che ci raccontano i media ufficiali, perché qualunque cosa dicano è vagliata, soppesata e certificata prima che possa arrivare alle nostre orecchie..... e poi non è detto che arrivi al nostro cervello.

Per chi volesse approfondire l'argomento alla fine del post MUOS al Tg5! è possibile visionare un po' di articoli.


martedì 29 gennaio 2013

Gianni Lannes: accuso lo stato italiano

(fonte: http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2013/01/accuso-lo-stato-italiano.html)

Non c'è dubbio: doveva essere un incidente stradale! Questa volta niente esplosivo o incendi. Doveva passare come una banale casualità. Ignoti hanno manomesso i freni dell'auto! Le conseguenze non sono state drammatiche per un caso fortuito! Volevano solo impedirmi di parlare pubblicamente a Radio Roma Capitale, o c'è dell'altro?

Ho un desiderio, niente di vendicativo: avere per le mani in alto mare per 5 minuti gli sciacalli di ieri. Tanto per fargli comprendere fino in fondo il valore della vita.

So che devo guardarmi le spalle da alcuni apparati al vertice dello Stato italiano, più che dalla criminalità organizzata.

A tutt'oggi il magistrato applicato al caso dei miei attentati subiti in passato, non ha ancora cavato un ragno dal buco con l'ausilio dei carabinieri. Eppure ho sporto una dozzina di denunce documentate e circostanziate. Sono addirittura passati da casa a rubare un computer e qualcos'altro, nonostante la presenza all'ingresso dei carabinieri e non hanno lasciato segni di effrazione! Ma che bravi!

Ben due governi, Berlusconi e Monti hanno eluso le numerose interrogazioni ed interpellenze sul mio caso, non fornendo alcuna risposta!

Il 19 luglio 2011 con una semplice telefonata (evento unico in Italia) e senza alcuna motivazione il Ministero dell'Interno ha revocato la scorta della Polizia di Stato e la vigilanza dei carabinieri sotto la mia abitazione. E temo che la protezione accordata per quasi due anni - come mi avevo confidato un giudice - sia stata in realtà un modo per controllarmi più da vicino. Infatti, il primo capo scorta (da me scoperto e fatto allontanare) era soggetto molto vicino ai Servizi Segreti.

Ergo: non ho più alcuna fiducia nelle istituzioni e nelle autorità italiane.

Non sono un eroe, ma un uomo che non teme la morte! È facile uccidere un essere umano; ma le sue idee non si possono ammazzare, mai. Esse si muoveranno nel cuore e nella mente di altri. 
 
 

Attentato a Gianni Lannes

(fonte: http://scienzamarcia.blogspot.it/2013/01/attentato-gianni-lannes.html)

Mi giunge notizia di un recentissimo attentato a Gianni Lannes quando stava per essere ospitato in una trasmissione radiofonica.

Lannes è uno dei pochi giornalisti coraggiosi e seri che abbiamo in Italia e che denuncia da sempre le peggiori porcherie compiute contro il popolo italiano (dai traffici dei rifiuti radioattivi alle scie chimiche). Proprio per questo è stato sempre minacciato, gli è stato proibito di scrivere articoli per il giornale presso cui lavorava, ed ha subito altri attentati.

Pare che aesso stia bene (anche questa volta se l'è cavata).

Segnalo il link alla trasmissione radiofonica pubblicizzata sul suo blog http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2013/01/gianni-lannes-radio-roma-capitale.html

Poi il link al recentissimo articolo scritto da Lannes sulle minacce da lui ricevute
http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2013/01/minacce-intimidazioni-insulti.html

Sul sito stampalibera (nei commenti) si leggono le testimonianze di chi ha ascoltato la trasmissione di david gramiccioli: freni sabotati poche ore prima della trasmissione radiofonica http://www.stampalibera.com/?p=59233&cpage=1

diffondete e condividete a più non posso

... e visto che ci siamo diffondiamo anche questa ennesima prova, forse la migliore disponibile: aereo che vola bassissimo e disperde ... fuel dumping? a quella quota? vicino a un centro abitato? no di certo!

Leggi anche l'articolo sulla dieta crudista: http://scienzamarcia.blogspot.com/2013/01/ipertiroidismo-e-altre-malattie-guarite.html

lunedì 21 gennaio 2013

MUOS al Tg5!

Ci sono rimasto talmente bene che quasi ci sono rimasto male: all'edizione serale del Tg5 di questa sera 21 gennaio 2013 (che in questo momento deve ancora concludersi) hanno parlato del MUOS! A sottolineare la pericolosità dell'impianto bellico USA ci si è messo anche Fiorello che ha voluto prestare la propria voce per far conoscere, almeno in parte, ciò che sta accadendo nella sua Sicilia.

Dopo che la magistratura il 6 ottobre 2012 aveva sequestrato l'impianto bellico USA “per violazioni delle leggi sull’ambiente”, i nostri padroni a stelle e striscie avevano trovato dei barbatrucchi per non rispettare la sentenza. Ora però i fatti stanno venendo a galla, e chissà che la nostra classe politica non riesca realmente a fermare questo mostro USA, visto che su questo argomento tutti i partiti si dichiarano d'accordo per la smantellazione dell'arma friggi cervelli..... a questo punto si potrebbe anche iniziare a parlare di scie chimiche sui Tg nazionali, e non certo per sminuirle o difenderle!

Per saperne di più:

Abbiamo detto NO agli USA?!

MUOS: prove di totalitarismo

Monti: il MUOS resta a Niscemi, PRC protesta

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/

MUOS, il nuovo sistema satellitare da guerra della difesa americana che minaccia la Sicilia

MUOS, l'elettrosmog causa tumori

MUOS, il medico del Wwf: "Uno scempio ambientale che provoca tumori e leucemie"

MUOS, la relazione sui possibili rischi

MUOS, protocollo d'intesa con la Regione Sicilia (documento di accordo tra il Ministero della difesa e la regione Sicilia: http://www.tgcom.mediaset.it/documento/36.$plit/C_2_documento_180_file.pdf)

Nrtf N8, la relazione dell'Arpa (documento ARPA: http://www.tgcom.mediaset.it/documento/46.$plit/C_2_documento_181_file.pdf)

http://scienzamarcia.blogspot.it/2010/10/le-scie-chimiche-degli-aerei-un.html

http://scienzamarcia.blogspot.it/2011/05/le-prove-delle-scie-chimiche-una.html

 

giovedì 17 gennaio 2013

HAARP: un crimine mondiale USA

(fonte: http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2013/01/haarp-un-crimine-mondiale-usa.html)


Estratto di una Relazione del Parlamento Europeo (14 gennaio 1999)

HAARP - Un sistema di armamenti con effetti devastanti sul clima
Il 5 febbraio 1998 la sottocommissione "Sicurezza e disarmo" del Parlamento europeo tenne un'audizione in cui si parlò anche di HAARP. Benché invitati, i rappresentanti della NATO e degli USA preferirono non partecipare. La commissione deplora che gli USA non abbiano inviato nessuno all'audizione e non abbiano approfittato dell'occasione per commentare il materiale presentato (22).

HAARP, il programma di ricerca sulle radiazioni ad alta frequenza (High Frequency Active Auroral Research Project) è condotto congiuntamente dall'aeronautica militare e dalla marina militare americane e dall'Istituto di geofisica dell'Università dell'Alaska di Fairbanks. Progetti analoghi vengono condotti addirittura in Norvegia, probabilmente in Antartide, ma anche nell'ex Unione Sovietica (23). HAARP è un progetto di ricerca in cui, attraverso impianti basati a terra e una serie di antenne, ciascuna alimentata da un proprio trasmettitore, si riscaldano con potenti onde radio parti della ionosfera (24). L'energia così generata riscalda talune parti della ionosfera provocando buchi e lenti artificiali.

Lo HAARP può essere impiegato per molti scopi. Manipolando le proprietà elettriche dell'atmosfera si diventa in grado di porre sotto controllo forze immani. Facendovi ricorso quale arma militare, le conseguenze potrebbero essere devastanti per il nemico. Attraverso HAARP è possibile convogliare in una zona prestabilita energia milioni di volte più intensa di quella che sarebbe possibile inviare con qualsiasi altro trasmettitore tradizionale. L'energia può anche essere indirizzata verso un obiettivo mobile, per cui si potrebbe applicare anche contro i missili del nemico.

Il progetto consente anche di migliorare le comunicazioni con i sommergibili e di manipolare la situazione meteorologica globale. Ma è possibile anche il contrario, cioè disturbare le comunicazioni. Manipolando la ionosfera è possibile ostacolare le comunicazioni globali facendo però arrivare a destinazione le proprie. Un'altra applicazione del sistema è quella di scandagliare a raggi X la terra per vari chilometri di profondità (con un'apposita tomografia a effetto penetrante) per esplorare campi di petrolio e di gas, ma anche attrezzature militari sotterranee. Radar in grado di vedere oltre l'orizzonte e di definire gli oggetti a grande distanza sono un'altra delle applicazioni del sistema HAARP. Ciò consente di individuare gli oggetti in arrivo da dietro la curvatura del pianeta.

A partire dagli anni '50 gli Stati Uniti hanno effettuato esplosioni di materiale nucleare nelle fasce di Van Allen (25) per sondare gli effetti delle esplosioni atomiche ad un'altezza così elevata sulle trasmissioni radio e le operazioni radar in virtù dell'intenso impulso elettromagnetico scatenato dalle deflagrazioni. Esse crearono nuove fasce di radiazione magnetica comprendenti quasi tutta la terra. Gli elettroni correvano lungo linee di campo magnetiche creando un'aurora boreale artificiale sopra il Polo Nord. Con questi test militari si rischia seriamente di danneggiare per molto tempo la fascia di Van Allen. Il campo magnetico terrestre può essere distrutto in vaste aree impedendo le comunicazioni via radio. Secondo scienziati americani ci vorranno probabilmente molte centinaia di anni prima che la fascia di Van Allen si stabilizzi nella sua posizione normale. Il sistema HAARP può provocare mutamenti delle costanti meteorologiche. Esso può anche influenzare tutto l'ecosistema, soprattutto nella sensibile area antartica.

Un'ulteriore seria conseguenza del sistema HAARP sono i buchi ionosferici causati dalle potenti onde radio inviate. La ionosfera ci protegge dalle radiazioni provenienti dal cosmo. Si spera che i buchi giungano a riempirsi nuovamente, ma le esperienze compiute con i mutamenti dello strato di ozono puntano in direzione contraria. Ciò significa che esistono buchi non indifferenti nella fascia protettiva della ionosfera.
A causa delle sue notevoli ripercussioni sull'ambiente, HAARP è una questione che riguarda tutto il mondo e bisogna anche chiedersi se i vantaggi di sistemi del genere controbilancino effettivamente i rischi. Le conseguenze ecologiche ed etiche vanno analizzate approfonditamente prima di qualsiasi altra ricerca e sperimentazione. HAARP è un progetto quasi totalmente sconosciuto all'opinione pubblica, ed è importante aumentare la consapevolezza di quest'ultima in proposito.
HAARP è il proseguimento di cinquant'anni di ricerca spaziale intensiva di chiaro stampo militare, portata avanti anche nel quadro delle "guerre stellari" per il controllo delle fasce più alte dell'atmosfera e delle comunicazioni. Tale ricerca va considerata seriamente nociva per l'ambiente, con conseguenze incalcolabili per la vita umana. Nessuno è oggi in grado di dire con sicurezza quali possono essere le conseguenze di HAARP. La cultura della segretezza nell'ambito della ricerca militare dev'essere combattuta. E' necessario promuovere il diritto alla trasparenza e alla verifica democratica dei progetti di ricerca militari, come pure il controllo parlamentare.

Tutta una serie di atti normativi internazionali ("Convenzione sul divieto dell'utilizzo a scopi militari o ad altri scopi ostili delle tecniche di modificazione dell'ambiente", "The Antarctic Treaty", "Trattato recante principî per il comportamento degli Stati nell'esplorazione dello spazio esterno, compresi la luna e gli altri corpi celesti" e la Convenzione dell'ONU sulle leggi del mare) fanno risultare HAARP assai dubbio non soltanto dal punto di vista umano e politico, ma anche da quello giuridico. Il trattato sull'Antartide prevede che l'Antartide possa essere utilizzata unicamente a scopi pacifici (26). Ciò potrebbe anche significare che HAARP rappresenta una violazione del diritto internazionale. Tutte le conseguenze dei nuovi sistemi di armamenti devono essere valutate da organismi internazionali indipendenti. Vanno inoltre elaborati altri accordi internazionali tesi a proteggere l'ambiente da inutili devastazioni in caso di guerra.

Impatto ambientale delle attività militari
Non sono soltanto i sistemi di armamenti, ma anche in generale tutte le attività militari ad avere una qualche forma di impatto ambientale, anche le esercitazioni realizzate in tempo di pace. Tuttavia, nel discutere del degrado ambientale, il ruolo delle forze armate in generale non è mai stato toccato, essendo stato criticato soltanto l'impatto ambientale della società civile. Vi sono almeno due spiegazioni per questo (27). Le attività militari sono più complicate da discutere a causa della loro segretezza ed è difficile controbattere con motivazioni ambientali l'interesse supremo di una nazione che è la sua sicurezza e la sua difesa. Oggidì tuttavia, visto il carattere di grave minaccia alla sicurezza delle catastrofi ambientali e naturali, queste argomentazioni risultano più dubbie.

In tempo di pace le forze armate si addestrano ad esercitare compiti tipici dei periodi di guerra in condizioni quanto più realistiche possibile. Le esercitazioni vengono pertanto realizzate in condizioni analoghe a quelle di una guerra, ciò che comporta grandi sollecitazioni sull'ambiente, come dimostrano ad esempio il ritiro delle truppe sovietiche e l'abbandono delle basi militari nell'Europa centrale e dell'Est che hanno lasciato notevoli tracce sull'ambiente locale. Le esercitazioni militari comportano notevoli danni al paesaggio e alla fauna. Le esercitazioni di truppe espongono notevoli superfici di terreno a un degrado ambientale non indifferente. I campi di tiro dell'artiglieria e i siti di lancio dei missili tattici tendono a occupare vastissime superfici a scopi militari. Anche la produzione di materiale bellico e l'industria dei prodotti militari causano notevoli problemi ambientali.
Le forze armate sono responsabili dell'emissione di svariati gas che hanno un'influenza sul clima, innanzitutto biossido di carbonio, ma anche della combustione di combustibili fossili e dell'emissione di freon, responsabile dell'assottigliamento dello strato di ozono (28). L'utilizzo di combustibili per l'aeronautica rappresenta una notevole fonte di emissioni di sostanze acidificanti, come ossidi di azoto e ossido di zolfo.  

Le forze armate sono responsabili di gran parte dei consumi totali dei combustibili per l'aeronautica e sono responsabili di grandissima parte delle emissioni complessive degli aerei (29). Un impatto particolarmente nocivo sull'ambiente è quello degli aeroplani d'alta quota e dei missili, tanto sotto forma di inquinamento acustico che di emissioni gassose. Tutti i missili alimentati a combustibile solido emettono enormi quantità di acido cloridrico e ogni volo di una navicella spaziale rilascia circa 75 tonnellate di cloro altamente nocivo per l'ozono. Ma anche l'inquinamento acustico provocato dalle esercitazioni militari con l'impiego di munizioni di grosso calibro può provocare disturbi all'ambiente.
Con le esercitazioni di tiro la natura viene inquinata dall'emissione di metalli. Molto spesso viene impiegato un gran numero di munizioni di piccolo calibro contenenti piombo, per cui notevoli quantitativi di questo metallo vengono dispersi nella natura. Non si dispone purtroppo di informazioni complessive circa il consumo dei metalli.

Le conseguenze del disarmo sotto forma di problemi ambientali sono state messe in risalto soltanto di recente. Ogni anno vengono distrutti grossi quantitativi di sostanze esplosive, la maggior parte dei quali per via industriale. Certe munizioni non possono per vari motivi essere distrutte in questo modo ma devono essere fatte esplodere. Questo smantellamento è certamente necessario e positivo, ma il processo andrebbe portato avanti in modo compatibile con l'ambiente. Occorre mettere a punto una tecnologia valida e compatibile con l'ambiente per la distruzione degli armamenti.

Svariati paesi hanno già iniziato a sfruttare le possibilità di utilizzare le risorse militari per ripristinare l'ambiente distrutto dalle forze armate. Come qualsiasi settore della società, anche il settore militare deve assumersi una propria precisa responsabilità nei confronti dell'ambiente. Le questioni ambientali devono, come per gli altri settori della società, formare parte integrante delle attività delle forze armate ed essere contemplate nel processo decisionale e finanziario. Nel maggio del 1993 l'organismo ambientale delle Nazioni Unite UNEP (Programma ambientale delle Nazioni Unite) decise di esortare i governi nazionali a definire norme nazionali per il settore militare ("Application of Environmental Norms to Military Establishments"). Un paese come la Finlandia ha messo a punto un "Libro verde" per disciplinare l'impatto ambientale delle attività delle forze armate. Anche la Svezia ha operato in tal senso (30). Nel giugno del 1996 la Svezia ha altresì elaborato, insieme agli USA, delle direttive ambientali per le attività militari (31).

Le forze armate dovrebbero definire obiettivi ambientali e proposte di misure in modo da contribuire a un minore impatto sull'ambiente in conformità dell'Agenda 21 e della "Dichiarazione di Rio" (32). Esse dovrebbero altresì elaborare relazioni in cui si specificano i fattori che al loro interno hanno un'influenza sull'ambiente. Anteriormente all'avvio di nuovi progetti e negli appalti pubblici per l'acquisto di materiali per uso civile e militare, occorre realizzare valutazioni dell'impatto ambientale.

Ciascun governo dovrebbe repertoriare il proprio fabbisogno ambientale e definire le risorse militari disponibili per finalità ambientali, elaborare piani ambientali nazionali e riferire le proprie esperienze ad un apposito organismo in seno all'Unione europea e alle Nazioni Unite.
Tutto il personale militare e anche i soldati di leva dovrebbero ricevere una formazione di base in materia di scienze ambientali. Si ritiene che le forze armate americane abbiano compiuto notevoli progressi in materia ambientale, soprattutto per quanto riguarda i materiali, ma anche sul piano della formazione. L'Unione europea dovrebbe cooperare in più ampia misura e procedere a uno scambio di informazioni in materia con gli Stati Uniti".

http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+REPORT+A4-1999-0005+0+DOC+XML+V0//EN

mercoledì 16 gennaio 2013

MUOS: prove di totalitarismo

Per chi ancora non avesse capito in che mondo viviamo. Per chi crede che i nostri "comandanti" ci vogliono bene e pensano ai nostri interessi solo facendo un po' più i loro. Per chi guarda le trasmissioni politiche con la speranza di capirci qualcosa, perché lì SI che si parla dei problemi VERI: il PIL e il debito pubblico. Per chi DORME DORME DORME assorbendo solo notizie FALSE che arrivano da TV e giornali, diventando ogni giorno che passa sempre più un burattino.....
L'ennesima notizia che spero possa smuovere qualche neurone e qualche cuore, perché senza cuore qui non si va da nessuna parte.

- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -

di Gianni Lannes

Per la cronaca, mentre molte spersone seguivano in televisione la pagliacciata del piduista Berlusconi (tessera 1816), e del penoso duetto Santoro-Travaglio, mediante accordo dei due "giornalisti" preventivato con Silvio di non porre domande imbarazzanti, in Sicilia va in scena la repressione militaresca contro persone pacifiche e nonviolente che difendono il diritto alla vita e all'integrità territoriale.

Il Muos, già sequestrato dalla magistratura italiana, perché palesemente illegale, poi dissequestrato per ovvie pressioni del padrone USA, è un dispositivo pericolosissmo (ad emissione di energia elettromagnetica che causa il cancro e mutazioni gentiche, già note a livello scientifico nel 1978), utiilizzato per la guerra elettronica ed ambientale! Via le basi beliche  Usa e Nato dall'Italia. È ora di svegliarsi dal letargo!


di Corrado Belli

Notte del 10, 11 gennaio 2013: Niscemi INVASA da centinaia di forze di polizia.
Con inaudita violenza sono stati rimossi i blocchi dei manifestanti per il passaggio del convoglio con i mezzi per il montaggio delle antenne MUOS.
Alle 22,30 della sera del 10 gennaio é stato avvistato il convoglio con 4 camion e 2 gru della ditta COMINA scortati da numerosi reparti d’assalto di Polizia e Carabinieri lungo la Statale Catania-Gela. Il convoglio partito da Belpasso per evitare il transito attraverso la città ha proseguito lungo la SS115 per poi risalire da C.da Terrana a sud della base militare di Niscemi.
Alle ore 00.30 gli occupanti del presidio, situato a Nord della base per timore di non riuscire ad impedire il passaggio del convoglio si sono mobilitati e diretti in C.da Terrana.
Nelle stesse ore Niscemi veniva invasa da decine di truppe di Polizia e Carabinieri che hanno effettuato innumerevoli posti di blocco nei punti nevralgici di transito verso la base militare, non permettendo il passaggio delle persone, creando numerose difficoltà anche ai residenti che alle prime ore del giorno si recavano al lavoro.
Ciò nonostante, numerosi attivisti e cittadini (allertati da internet e SMS) si sono recati in C.da Ulmo ma le forze di polizia schierate presidiavano tutti gli accessi ed hanno impedito a tutti di proseguire in direzione del convoglio, né di accedere al presidio di C.da Ulmo. Solamente gli attivisti che già si trovavano al Presidio di C.da Ulmo sono riusciti a raggiungere il convoglio in C.da Terrana.
All’1.30 del mattino, in C.da Gallo (al bivio tra il borgo di S.Pietro e Caltagirone) si è tenuto un primo blocco da parte del Comitato NO MUOS di Niscemi unitamente ad alcuni membri di altri Comitati che sono riusciti a sopraggiungere nel frattempo da altre città. Le forze di polizia in tenuta anti-sommossa hanno reagito duramente e con violenza. Hanno effettuato alcune cariche, ma nonostante l’impeto dei poliziotti i manifestanti sono riusciti a resistere ai blocchi sotto le manganellate per alcune ore.
La dinamica del blocco è stata estremamente dura, i manifestanti ripetutamente si opponevano con il corpo al passaggio dei mezzi pesanti in maniera pacifica, ma le forze dell’ordine, incitate dai capi dell’operazione, non rinunciavano ad utilizzare le maniere forti per rimuovere fisicamente gli attivisti con numerose cariche. Il convoglio alle 3.30 dopo ore di resistenza è riuscito a passare e a proseguire lungo la Strada Provinciale che porta alla base militare. Dopo aver superato il primo blocco alcuni reparti hanno impedito ai manifestanti di spostarsi per almeno un paio d’ore, assicurandosi che non riuscissero a raggiungere altri manifestanti che nel frattempo arrivavano dalla città.
Altri attivisti che arrivavano dalla Città sono riusciti a superare i posti di blocco e a raggiungere la Strada Provinciale in posizione utile per effettuare un presidio per impedire il passaggio del convoglio.
Alle ore 4. 00 circa nei pressi di C.da Vituso (lungo la S.P. Niscemi-Caltagirone) viene effettuato un secondo blocco stradale in maniera pacifica e civile. Nonostante che l’opposizione fisica dei manifestanti fosse del tutto serena, le centinaia di forze dell’ordine che scortavano il convoglio, anche questa volta non hanno esitato ad utilizzare le maniere forti per rimuovere fisicamente i singoli manifestanti.
Dunque, dopo ore di resistenza civile, il convoglio è riuscito alla fine ad accedere alla base militare intorno alle 4.30 scortato e protetto da centinaia di agenti di Polizia e Carabinieri.
Alle ore 5.30 i manifestanti sono riusciti a ritornare al presidio di c.da Ulmo ed hanno indetto un’assemblea immediata ed urgente, dopo un breve dibattito si è deciso di allertare ed informare la città di Niscemi del grave fatto accaduto. Alle ore 6.00 presso il Largo Spasimo si è tenuto un breve comizio rivolto ai niscemesi che si recavano al lavoro nelle campagne.
Il presidio di C.da Ulmo denuncia il grave fatto accaduto questa notte, un invasione armata da parte dello Stato ha di fatto impedito l’esprimersi del territorio. Con la forza lo Stato ha voluto impedire che la popolazione che ospiterà questa installazione decida se accettare o meno il prezzo da pagare in termini di salute, pace e inquinamento. “È un atto di prepotenza inaudita, che tuttavia non ci indebolisce” – dicono gli attivisti del presidio – “Il passaggio di questo convoglio non è una sconfitta ma l’inizio di una nuova fase della resistenza all’installazione del MUOS. Verrà probabilmente indetta a breve una grande mobilitazione per portare la questione alla ribalta nazionale”.
È convocata per domani 12 gennaio alle ore 15.00 un’assemblea generale del coordinamento regionale NO MUOS dove verranno decise le prossime mosse delle azioni di contrasto all’installazione.



martedì 8 gennaio 2013

I danni da campi elettromagnetici

di Francesco Sturaro (contattalo su francesco.sturaro@hotmail.it)


I campi elettromagnetici, naturali ed artificiali, creano un disturbo che interferisce con il nostro organismo.

Sempre più persone accusano fastidi, sintomi, disagi che non riescono a collegare a nessuna patologia. Molte persone lamentano un malessere diffuso, presentano emicranie, dolori, hanno sbalzi d'umore, depressione, problemi gastroenterici, tachicardie, etc. e non sanno perché. I primi a brancolare nel buio sono i medici, che molto spesso, per non dire sempre, sottovalutano il problema, etichettando il paziente come ipocondriaco, psicotico, o “semplicemente” stressato.

Le persone che presentano tale generica e enigmatica sintomatologia sono i cosiddetti elettro-sensibili. Essi avvertono in maniera immediata la presenza di campi elettromagnetici provocati da ripetitori, telefonini, PC, cordless, wi-fi, radar, cavi alta tensione, HAARP, etc.

In un certo senso, queste persone, sono le più fortunate, in quanto sono in grado, una volta a conoscenza del problema, a localizzare tale minaccia invisibile, e a proteggersi.

Anche chi non è elettro-sensibile, infatti, subisce in maniera silenziosa e subdola gli influssi negativi di tali onde.

Esiste in letteratura un folto numero di studi scientifici indipendenti (indipendenti, ovviamente, dalle lobbies della telefonia, delle telecomunicazione e dei farmaci) che mettono in correlazione l'esposizione ai campi elettromagnetici e il proliferare di patologie cronico degenerative, tra cui tumori, sclerosi multipla, autismo, morbo di Alzheimer, morbo di Parkinson, leucemia, e negli ultimi anni MCS, EHS, fibromialgia, stanchezza cronica, etc. La causa è da ricercare in un'alterazione del DNA dovuto a tali influssi negativi.

Il problema è ancora più grave sui bambini e le donne incinte, per il fatto che la corteccia cerebrale e il sistema immunitario del feto e del bambino sono ancora in fase di formazione.
Non sono solo fisici i danni da campi elettromagnetici.

Infatti tali onde negative agiscono, oltre che sul corpo, anche sulla mente, rendono spesso difficile la concentrazione, disturbano la memoria e, come già accennato, alterano la sfera emotiva. Molte statistiche dimostrano che il tasso di suicidi sia più elevato nelle abitazioni sorte in vicinanza di elettrodotti dell'alta tensione.

Il problema dei campi elettromagnetici artificiali non è l'unico rischio invisibile. Infatti esiste un altro fenomeno, cosiddetto “geopatico”. La Terra, infatti, emette in continuazione dei campi elettromagnetici naturali attraverso i nodi di Hartmann, i nodi di Curry, le faglie, le vene d'acqua. In presenza di tale geopatie, le problematiche sono del tutto simili a quelle dei campi elettromagnetici artificiali, visti in precedenza. I campi elettromagnetici naturali, provocano e amplificano gli stessi disagi al nostro organismo.

Il problema più grosso è, però, rappresentato dalla radioattività emessa dalle geopatie, un flusso costante ed ininterrotto di raggi gamma, gli stessi prodotti da un'esplosione nucleare. La radioattività naturale dal sottosuolo è, peraltro in continuo aumento. Dal 2002 al 2009 è stata stabile. Occorrevano infatti, solo 7 cm di piombo per bloccarla (si intenda qui il piombo semplicemente come unità di misura). Dal 2009 in poi è incrementata notevolmente. Oggi occorrono oltre 40 cm di piombo per bloccarla.

Il danno biologico al nostro corpo interviene laddove si stazioni per lungo tempo sopra una geopatia. Il punto critico maggiore è rappresentato dal letto, su cui trascorriamo inerti nel sonno (con il sistema immunitario, quindi, a funzioni ridotte) la maggior parte della nostra vita. Ecco perché diventa fondamentale proteggere il luogo in cui riposiamo con apposite schermature.

Alla luce di tutto ciò, è evidente che sia necessario cominciare a porre attenzione alla problematica dei campi elettromagnetici. Con un'adeguata schermatura è possibile aumentare sensibilmente la qualità della vita di molte persone. È possibile migliorare lo stato di salute psicofisica in presenza di fenomeni patologici acuti, ma anche di malattie cronico-degenerative.

Personalmente, ho riscontrato i maggiori risultati con il sistema dell'armonizzazione dell'ambiente o dell'apparecchio elettronico, piuttosto che con la schermatura. Quest'ultima ha maggior senso in ambito di protezione da campi elettromagnetici nel letto. Per bonificare invece interi edifici o singoli locali è possibile effettuare un'armonizzazione, creare cioè, con appositi strumenti, una sorta di “bolla” all'interno della quale il nostro organismo non avverte i fastidi da campi elettromagnetici e, soprattutto, non subisce alcun danno biologico. Anche negli ambienti di lavoro (soprattutto uffici) la problematica è molto sentita. Infatti, a causa della presenza di numerosi apparecchi elettronici sempre più sofisticati, i lavoratori “da scrivania” avvertono sempre più spesso dei disturbi.

Infine, vale la pena ricordare, è recentissima la sentenza di Cassazione che ha obbligato un'azienda commerciale italiana a risarcire un suo dipendente che per oltre un decennio ha utilizzato il cellulare e il cordless per lavoro, in quanto è stato dimostrato che il tumore al cervello che aveva sviluppato era causato dall'abuso di tali apparecchi.

lunedì 12 novembre 2012

L'ultima inchiesta di Gianni Lannes

 
di Gianni Lannes

Lettrici e lettori tutti che seguitate a chiedermi perché ho staccato la spina. Questo è l'ultimo pezzo che ho scritto per Il Corriere della Sera, il più importante quotidiano del Belpaese. Il tema è di cogente attualità: la giustizia che non ingrana. Non ho accettato l'imperante diktat (occuparsi di frivolezze e non toccare i gangli del potere) - già avanzato da un altro quotidiano La Stampa (di proprietà Fiat) - ed ho perso il lavoro. Pensate un pò: l'11 ottobre 2008, La Stampa pubblicò in primo piano (prima pagina) una mia inchiesta sull'amianto alla Barilla (stabilimento di San Nicola di Melfi in Basilicata, dove si producono le famose merendine). Reazione della multinazionale alimentare? Minacce a mezzo dell'avvocato Mariconda con studio a Milano. Esiste un documento scritto (un atto di transazione tra Barilla e Fiat, ne ho una copia in originale) in cui appunto la Barilla chiede ed ottiene la mia testa. E poi il presidente del Senato Schifani che fa visita alla redazione di Torino e mi invita alla festa del ventaglio a Roma per chiedermi lumi di questo mio interessamento ad "un'utile opera pubblica", già sponsor di una superstrada inutile e devastante in Sicilia nel bosco della Ficuzza (compresa un'area archeologica), già cittadino onorario di Corleone. Aveva ragione lo scrittore Leonardo Sciascia: troppi professionisti dell'antimafia sulla scena. Il seguito? Un corollario di attentati ed intimidazioni mortali alla mia famiglia. E potrei continuare con le navi dei veleni (ed il presidente della commissione bicamerale Pecorella a difesa dei rifiuti radioattivi importati in Italia proprio da Israele; vedi il caso di Ravenna di cui avevo scritto due anni fa) o il governo Berlusconi (direttamente la Sogin) che ha affidato (senza gara d'appalto) lo smantellamento parziale della centrale nucleare di Caorso alla 'ndrangheta e tutti anche all'opposizione (vero "molto onorevole" Antonio Di Pietro) fanno finta di nulla. Ed infine, la revoca della protezione di Stato, annunciata con una mera telefonata il 19 luglio 2011 ed il conseguente trasferimento ad incarichi di bassa manovalanza dei miei angeli custodi della Polizia di Stato (con cui ho diviso per due anni anche il sonno ed i timori delle famiglie). E vogliamo aggiungere qualcosa sulle mancate risposte sia del governo Berlusconi che di quello del golpista Monti alle numerose interrogazioni ed interpellanze parlamentari sul mio caso? Quante singolari coincidenze. Vi sembrano pochi tre attentati? Non sono abituato a piangermi addosso, bensì a combattere a viso aperto. Ma in questo caso i nemici mafiosi si nascondono nello Stato. Allora, nulla di personale, ma diamoci un taglio con il finto buonismo e l'ipocrisia dilagante. Anche il web in Italia è sovente una discarica ed un'attività di masturbazione teorica. Quando si passa alla realtà concreta, molti si squagliano per la paura. Allora di che parliamo? Quello che scrivo (prove alla mano) è quello che vivo. Attorno a noi, ogni giorno muoiono in un amen tante persone: donne, ma soprattutto bambini che si ammalano di cancro. E il Belpaese che fa? Continua a distrarsi con il solito teatrino: il piduista Berlusconi, poi Bersani comprato per appena 98 mila euro dal clan Riva (inquinatori a morte di Taranto e dintorni), quindi Renzi (detto anche "il nulla che avanza") ed infine Svendola Puglia (con Pugliamo l'Italia). Dulcis in fundo: il comico eterodiretto Grillo. Che schifo! E questi dovrebbero risollevare l'Italia? Ma fatemi il piacere tutti quanti.

SAPERE AUDE: osate, andate oltre gli schemi, unite le energie, non disperdetevi come vuole il sistema di potere.

Certe scelte si pagano sempre in prima persona. Con il giornalismo in Italia ho chiuso per mia scelta! Grazie per le parole di incoraggiamento ma le pacche sulle spalle non costano nulla e non risolvono i problemi, magari alleviano i sensi di colpa. La democrazia, attualmente è sconfitta nel Belpaese. Se non metteremo in campo una reazione seria - dura e cruda - a questa dittatura sarà davvero la fine. Non c'è più tempo da perdere.

Io non sono in vendita come tanti altri pennivendoli ammantati di tricolore! Non ho smarrito la mia dignità. Sapete quante volte hanno tentato di comprarmi con tanto denaro? Quelli che ci hanno provato sono andati a finire sotto processo. Sono stufo di regalare perle ai porci. Dalle mie parti si dice che quando un asino non vuole abbeverarsi e meglio lasciarlo stare per sempre. E' vero anche, come cantava De André che dal letame nascono i fiori.

Sono un uomo libero che lotta a testa alta!

http://www.corriere.it/cronache/12_marzo_12/giustizia-internet-lannes_65f3d0da-6c56-11e1-bd93-2c78bee53b56.shtml
 
 

lunedì 8 ottobre 2012

Abbiamo detto NO agli USA?!

Ebbene si, è capitato: abbiamo detto no agli USA. Nell'articolo che riporto più sotto Gianni Lannes ci racconta quanto è successo ultimamente riguardo il dispositivo MUOS (Mobile User Objective System), il fratello di H.A.A.R.P. che dovrebbe essere installato in Italia. Dico dovrebbe perché purtroppo la sentenza che l'ha reso fuori legge non ci assicura che effettivamente non verrà utilizzato.

Quindi ora i problemi sono due:
  1. questa sentenza non ci assicura nulla perché gli USA sono molto potenti e convincenti;
  2. se veramente dovesse non essere installato il MUOS gli USA potrebbero punirci in qualche modo..... dopotutto un terremoto in più o in meno in Italia cosa vuoi che sia?!
Vi lascio alla lettura dell'articolo di Lannes.


(fonte: http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2012/10/niscemi-sequestrato-il-mous-usa.html)

di Gianni Lannes

(foto NATO)


Una buona notizia dalla Sicilia. Ieri, 6 ottobre 2012 dopo anni di proteste pacifiche da parte del comitato popolare “NO MUOS”, è stato finalmente sequestrato dalla magistratura “per violazioni delle leggi sull’ambiente”, il pericoloso impianto nordamericano di guerra ambientale.

La stazione “Mobile user objective sistem” (Muos) è in realtà un sistema di antenne ad altissima frequenza, "pericoloso per la salute umana e per l’ambiente", attestano addirittura le rilevazioni della Difesa a stelle e strisce, tant'è che il dispositivo di guerra destinato a Sigonella è stato trasferito appunto nell'agro di Niscemi. Muos è il terminale in terra italiana del famigerato H.A.A.R.P., in grado di provocare terremoti e sconvolgimenti climatici a piacimento.
Il territorio in cui è situato - «Sughereta di Niscemi» - è una riserva naturale a inedificabilità assoluta, addirittura un sito di interesse comunitario, un'area naturalistica sensibile.

Dopo sacrosante proteste, ieri, il Giudice per le indagini preliminari ha avviato il procedimento di sequestro, poco prima dell’ennesima manifestazione, alla quale hanno partecipato in più di 5000 tra cittadine e cittadini siciliani e non, con il supporto dei ragazzi del comitato “No Dal Molin” di Vicenza.

I manifestanti si ritengono soddisfatti a metà, poiché chiedono a Stato e Regione la revoca di tutte le autorizzazioni finora rilasciate. E aggiungo: il ripristino immediato dello stato dei luoghi, come stabilisce la legge italiana.

L’esecuzione del sequestro preventivo è stata affidata a carabinieri ed agenti della polizia municipale presso la Procura di Caltagirone, con l’ausilio dei carabinieri della compagnia di Sigonella e degli avieri del 41/o Stormo. Comunque, non c’è troppo da gioire. L'ambasciatore Usa ha già chiamato il premier abusivo italiota per aggiustare la cosa. Insomma, ora ci mette una mano il golpista Monti Mario e l’azione giudiziaria sarà come sempre vanificata.

Ad onor di cronaca, lo Zio Sam - in affari con Cosa Nostra dallo sbarco in Sicilia nel 1943 - ha raso al suolo un bosco di alberi rari ed in ottimo stato vegetativo. In base agli accordi segreti tra USA ed Italia, non ci saranno comunque conseguenze né civili né penali. Anche la Giustizia nel Belpaese ha le mani legate dalle clausole segrete dell’armistizio firmato a Cassibile e dal BIA. E i pur volenterosi magistrati italiani andranno a sbattere contro il solito muro di gomma, invalicabile. Chiedete al mafioso Giulio Andreotti ed al guerrafondaio Massimo D’Alema. Chi assoggetta l’Italia (gli Stati Uniti d’America) controlla il Mediterraneo.

Allora occorre una lezione esemplare: ne castighi uno (il gendarme zio Sam) e ne educhi cento. I militari USA bisogna cacciarli con le buone o con le cattive e smantellare tutte le basi Nato (peraltro inquinate ed inquinanti) in Italia, in ossequio all'articolo 11 della Costituzione repubblicana ed antifascista. Non esistono altre soluzioni: se il popolo italiano desidera liberarsi dalle catene di questa servitù imperialista. Per conquistare libertà, autonomia e indipendenza non ci sono scorciatoie. Se il presidente della Repubblica italiana esegue docilmente le istruzioni impartite dal segretario generale della Nato di cosa vogliamo blaterare sul web e nella realtà? Non basta assicurarsi mezza vittoria in una battaglia, ma bisogna vincere la guerra in atto sotto mentite spoglie. Dal nostro Paese, l'Italia, non deve partire più alcuna guerra. Yankee go home: non tanto per attaccare un nemico ma per liberare la nostra patria.




giovedì 4 ottobre 2012

Il primo prelievo in quota per l'Italia conferma che i nostri cieli sono avvelenati

PRELIEVO IN QUOTA (Volo Ryanair Pisa-Creta - Agosto 2012)

Un nostro valente e determinato collaboratore, che qui ringraziamo e con il quale ci congratuliamo per il coraggio e la determinazione, ha prelevato un campione di polvere da bordo di un velivolo Ryanair (volo Pisa-Creta). Dalle analisi, eseguite da un laboratorio di nostra fiducia che, per motivi di sicurezza ed incolumità personale, vuole mantenere l'anonimato, risultano positivi tre elementi specifici. Gli elementi presenti nel campione analizzato sono:

BARIO, ALLUMINIO, CADMIO.

Si tenga presente che l'aria immessa nella cabina di pilotaggio nonché nella zona passeggeri, viene prelevata dalla conchiglia dei motori e cioè essa viene catturata dall'esterno. I risultati delle analisi dimostrano, in modo inequivocabile, che l'atmosfera a quota di crociera è contaminata perlomeno dai tre metalli pesanti ritrovati nel campione di polvere, raccolto da una insenatura delle pareti interne del Jet Ryanair. Questi tre elementi non dovrebbero essere assolutamente presenti nella cabina pressurizzata di un volo commerciale!

Nel documento che vi mostriamo, sono state occultate le generalità del committente e quelle del laboratorio di analisi, per i motivi sopra chiariti. Il foglio con i risultati che di seguito vi mostriamo è nelle mani del nostro contatto che ha fatto da tramite con i tecnici del laboratorio.

Qui il documento in formato PDF.


SULLE ANALISI...

Per monitorare i gas e quello che è contenuto nell'aria, servirebbe uno strumento apposito: lo spettrometro di fumi, che cattura questi gas e ne esegue un'analisi, però, essendo all'interno di un aereo, questo non è possibile, allora... come si può risolvere questo problema? Certo... consideriamo che non è la procedura migliore, ma noi, con i nostri limiti economici, ci dobbiamo destreggiare.

Il pulviscolo tende a cadere e quindi a depositarsi sulle superfici solide. Raccogliamo allora questo pulviscolo con un materiale idoneo... un tampone... dell'ovatta. Il pulviscolo, però, non si può analizzare direttamente, poiché deve essere sospeso in un liquido che, in questo caso, è acqua distillata sterile. A questo punto diventa un'acqua reflua. Il risultato di questa soluzione viene quindi analizzato, rilevando quanto si trova in sospensione. Qui è perciò evidente che nel documento siano indicati i mg/litro e non mg/kg. Non potrebbe essere altrimenti!

In sospensione sono stati quindi trovati alluminio, bario e cadmio. La questione è che in quota non ci devono essere questi metalli. Certo è che non si trova dell'altro... ad esempio il silicio, proprio perché siamo a bordo di un aereo, a novemila metri! E' un'analisi qualitativa e non quantitativa.

Il risultato che abbiamo ottenuto è di notevole importanza, in quanto dimostra che, ad oggi, sono diffusi in quota (anche dagli aerei di linea (si veda, ad esempio, l'additivo Stadis 450) per lo meno gli elementi che abbiamo trovato nella polvere depositata sul volo Ryanair. Se avessimo voluto falsificare il documento, ci avremmo inserito altri elementi e composti! Ad esempio, il diossido di titanio, il ferro etc.

Dobbiamo anche tenere conto che l'aver reperito solo questi tre elementi - alluminio, bario e cadmio - non significa che nella nostra atmosfera non se ne rintraccino altri. Semplicemente sono gli unici che sono passati attraverso i filtri EPA del sistema di condizionamento dell'aereo e ciò significa che essi sono di dimensioni nanoscopiche! Dell'ordine di pm1 e pm2! Questo è molto grave!



venerdì 13 luglio 2012

Gianni Lannes: una vita spericolata e pericolosa

(fonte: http://www.articolotre.com/2012/07/gianni-lannes-una-vita-spericolata-e-pericolosa/98206)

Appuntamenti telefonici a vuoto “Il telefono della persona chiamata potrebbe essere spento o irraggiungibile”.


- R.C. 12 luglio 2012- A dire il vero una telefonata in redazione è arrivata, una voce dallo spiccato accento pugliese “A Lannes ci abbiamo bruciato la macchina, a voi vi bruciamo il giornale. Fatevi i c…i vostri”, un mitomane, mah.
Comunque la preoccupazione cresce e questo silenzio da parte di Gian non aiuta.

Ma chi è Gianni Lannes?

Certamente uno dei massimi giornalisti d’inchiesta italiani, apprezzato dalle grandi testate nazionali, almeno fino a che non ha toccato i fili dell’alta tensione. Ha collaborato con La Stampa, Rai, Espresso, Panorama, Repubblica, addirittura con Famiglia Cristiana, l’importante che gli permettessero di esercitare il diritto alla controinformazione, scrivere quello che gli altri non dicono.

Traffico d’armi, rifiuti tossici, crimine organizzato, politica e colletti bianchi, il pane quotidiano di Gian, tutto rigorosamente circostanziato e condito con nomi e cognomi.

Lannes fonda un suo giornale online, ItaliaTerraNostra, per poter continuare  le sue scrupolose inchieste senza timore di essere limitato o censurato, però nel 2009 accade un fatto sconcertante. Gianni risulta essere sotto contratto con La Stampa di Torino, una posizione anomala, ‘congelato’, cioè percepisce un minimo di stipendio con l’obbligo di non scrivere, va beh, meglio di niente. Però una sua precedente inchiesta sulla mafia dà fastidio.

Lannes si era occupato nel 2008 di una vicenda relativa alla costruzione di una superstrada inutile in Sicilia, con conseguente devastazione di un’area archeologica e indicava quale sponsor dell’operazione l’attuale presidente del Senato, Renato Schifani. Bene, il politico invita ad una festa a Roma il giornalista. Gianni accetta e nel corso dell’incontro nasce una discussione sulle motivazioni dell’inchiesta. Schifani signorilmente invita Lannes a non occuparsene più ed a “Andare in vacanza”.

Ma non basta, un mese e mezzo dopo, Renato Schifani si presenta alla Stampa e la collaborazione tra il quotidiano e Lannes viene troncata, senza motivazione. Anche ItaliaTerraNostra non subisce sorte migliore. Lannes decide di occuparsi della Barilla e dell’amianto dei suoi stabilimenti di Melfi, con il risultato che il 18 novembre 2010, il sito viene oscurato, non dall’autorità giudiziaria, ma dal server che lo ospitava: Aruba.

Riportiamo le parole di Gianni “La Barilla dei noti fratelli delega il professor avvocato Vincenzo Mariconda con studio a Milano per il lavoro sporco. Invece di rimuovere l’amianto fuorilegge (legge 257/1992) che imbottisce lo stabilimento di merendine e biscotti a San Nicola di Melfi in Lucania, tentano illegalmente di far cancellare il sito del giornale online ITALIA TERRA NOSTRA [...] Invece di denunciare alla magistratura per l’eventuale reato di diffamazione a mezzo stampa, tutto da dimostrare o citarci in giudizio in sede civile per un risarcimento danni, chiedono ad Aruba di oscurarci”.

Il precipitare della situazione nelle ultime settimane è cosa nota. Articolotre invita tutti i blogger, tutti i giornalisti liberi, la società civile intera a divulgare la storia di Gianni Lannes, a parlare di lui. Non possiamo lasciarlo solo. Le minacce che ha ricevuto devono rivelarsi un boomerang per i vigliacchi che lo temono.

L’intera stampa libera deve essere un’unica, coesa, cassa di risonanza, la stampa libera deve essere Gianni Lannes.



giovedì 12 luglio 2012

Gianni Lannes. Un dramma accompagnato da un vergognoso silenzio

(fonte: http://www.articolotre.com/2012/07/gianni-lannes-un-dramma-accompagnato-da-un-vergognoso-silenzio/97137)


- R.C.- 7 luglio 2012- Stamane Gianni Lannes, firma di punta di Articolotre, ma soprattutto amico e collega, finalmente dopo un lungo silenzio mi contatta, poche e inquietanti parole "Scusa ho dovuto mettere al sicuro la mia famiglia, mi farò vivo presto".

Rimango di stucco, ma sino ad un certo punto. Poco tempo fa Articolotre aveva dato la notizia, forse unico tra i media nazionali, dell'attacco che il blog di Gianni, 'Su la testa', aveva subito e delle minacce di morte che nuovamente erano state rivolte a lui e alla sua famiglia da anonimi vigliacchi.

Definito da una stampa becera 'complottista', viene da chiedersi se le denunce di Gianni Lannes relative a scie chimiche a terremoti artificiali fossero delle bufale, che senso avrebbe oscurare il suo sito e minacciarlo di morte. Ma chi lo conosce, quindi anche i suoi non pochi nemici, sa che Lannes è uno degli ultimi veri giornalisti d'inchiesta nel panorama italiano, serio e documentato, soprattutto uno con la schena dritta.

Chi tocca le ecomafie muore e Gianni non solo le ha toccate, ma ci ha scavato fino ad arrivare al marcio.

Ultimamente ha cambiato due auto, per sfizio? No, per necessità, gliele hanno bruciate. Il 26 gennaio 2012, Lannes ha trovato nell’auto della moglie un biglietto anonimo con l’invito minaccioso a “non creare problemi con le inchieste contro le ecomafie” per evitare ritorsioni contro la sua famiglia. La notte tra il 29 e 30 gennaio a questo avvertimento si è aggiunto un altro segnale preoccupante: il videocitofono dell’abitazione è stato manomesso da ignoti che hanno reso impossibile vedere dall’interno della casa chi è alla porta.

Ma i problemi per Gianni Lannes risalgono a molto tempo prima.  Dal 22 dicembre 2009 al 22 agosto 2011 ha vissuto sotto protezione delle forze dell’ordine: “il 2 luglio 2009, è saltata in aria l’auto della moglie; il 21 luglio 2009 ignoti hanno sabotato i freni della sua auto; il 5 novembre ignoti hanno bruciato la sua auto.

Le intimidazioni e le minacce si sono estese anche ai suoi collaboratori, dal 25 giugno 2009 a tutt’oggi. In particolare, a maggio 2010, ignoti hanno sottratto un computer e minacciato telefonicamente alle 6 del mattino la moglie di Lannes; il giorno 8 ottobre 2010 alle ore 8,30, qualcuno ha suonato insistentemente al video citofono della sua abitazione dal quale era ben visibile il viso di una persona sui trent’anni con barba incolta ed accento non spiccatamente del luogo, il quale, in un insolito orario, gli ha chiesto di scendere a ritirare la posta. Accanto a questo soggetto si intravedeva la schiena di un altro individuo”.

Sembrerebbe sufficiente perchè il Viminale adotti le opportune misure di protezione per una situazione di evidente rischio. Invece? Scorta revocata  e via libera ai criminali.

Ma noi saremo al fianco di Gianni, lo sosterremo nelle battaglie contro il letame che si annida nel potere, facendo nostre le parole di Livio Pepino "Quanto più tocchi poteri forti, tanto più la reazione sarà proporzionata".

Ti aspettiamo, Gianni.


venerdì 8 giugno 2012

Lezione di Gary Yourofsky (Georgia Institute of Technology, Atlanta, estate 2010)

Propongo questo doppio video, lezione + sessione di domande e risposte, dell'attivista americano Gary Yourofsky. Diventato vegano dopo 25 anni di onnivorismo ha iniziato per suo conto ad informarsi sulle origini di quanto si trovava nel piatto.

Adesso gira gli Stati Uniti tenendo lezioni nelle università, spiegando molte cose celate dietro la produzione e il consumo di prodotti animali, e fornendo consigli per chi volesse iniziare un nuovo stile di vita basato su alimentazione vegana.

È un tipo tosto, un attivista nel vero significato del termine, arrestato più volte per aver cercato di liberare animali torturati e destinati al macello. A seguito di questi episodi gli è stato vietato l'ingresso in alcuni paesi tra cui il Canada e il Regno Unito.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...