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venerdì 28 luglio 2017

Era meglio Berlusconi

(Testo e musica di Giuseppe Povia, album: "Nuovo Controordine Mondiale")

Eh si, era così
mi sono ritrovato al bar
insieme a tanta gender
a fare le famose chiacchiere da bar
mi sono sentito diversamente intelligender

E chi diceva voto Grillo
e chi diceva vado a squillo
noi siamo i meglio in Italy
diceva uno del PD

E chi diceva voto Lega
trincando il suo liquore Strega
tra vini e birre parlavamo di politica

E chi diceva porca vacca, siamo proprio nella cacca
'sti governi pirotecnici ci hanno rovinati

E tra i partiti e le partite
complotti e superenalotti
Ronaldo, Messi, figa e il gruppo Bilderberg

E poi c'era quel vecchietto di 80 anni
un convinto comunista
con la falce ed un martello
Che Guevara sul cappello
stalinista, lenilista e marxista nel cervello
mi ha tirato anche una spinta
e con tutta la sua grinta, mi ha detto
Povia, oh! Povia, oh! Povia, oh!

Me so rotto li cojoni e dico che
era meglio Berlusconi
compagno cosa dici?
Era meglio Berlusconi
ma così ti fai nemici
era meglio Berlusco-no-no-no-no non dirlo
no-no-no-no dai, non dirlo mai
perché?
Le famose chiacchiere da bar

Interveniva il 5 Stelle
denunciando questi e quelle
abbiam bisogno di onestà
trallalleru trallalla

Diceva uno della Lega
son preoccupato un pochettino
sta nascendo anche il partito clandestino

E poi c'era quel vecchietto di 80 anni
un convinto comunista
con la falce ed un martello
Che Guevara sul cappello
stalinista, lenilista e marxista nel cervello
mi ha tirato anche una spinta
e con tutta la sua grinta, mi ha detto
Povia, oh! Povia, oh! Povia, oh!

Me so rotto li cojoni e dico che
era meglio Berlusconi
compagno cosa dici?
Era meglio Berlusconi
ma così ti fai nemici
era meglio Berlusco-no-no-no-no non dirlo
no-no-no-no dai, non dirlo mai
perché?
Le famose chiacchiere da bar



fonte: youtube.com/user/giuseppepovia

domenica 18 giugno 2017

Vaccini: quello che nessuno vuole o può dire


Articolo del 26 giugno 2010 di Aldo Ferrara Massari, docente di medicina all'Università di Siena.

Alcuni lettori chiedono se sia opportuna una politica delle vaccinazioni. Io rispondo: dipende quali ed in qual modo si fanno. Con l’acqua ed i vaccini, abbiamo eradicato nel Terzo Mondo gran parte delle malattie infettive che hanno seminato morti infantili. Vero! Ma se le condizioni locali obbligano alle vaccinazioni di massa, in Italia questo problema non c’è. Piuttosto bisogna verificare se alcune vaccinazioni d’obbligo, quelle per il morbillo e la rosolia, non siano più portatrici di rischio rispetto le loro stesse malattie che noi tutti, della generazioni post-bellica, abbiamo superato perfettamente. Io ho contratto il morbillo a 7 anni, la parotite a 9 eppure ho avuto tre figli, ho dribblato le malattie infantili senza vaccini e sono qui che scrivo. Purtroppo, dirà qualcuno!
Il vero problema è che: a) le indicazioni al vaccino non le dà il Medico Curante ma il TG con i bombardamenti mediatici di massa. L’altro problema (b) è che il medico curante trascura, quando chiamato, se chiamato e soprattutto se ci va, di chiedere al paziente, alla mamma del piccolo vaccinando o a chi deve eseguire il vaccino, se ha avuto pregresse patologie virali nei 25 giorni antecedenti, se ha avuto febbre di qualsivoglia natura (dall’influenza al granuloma dentario) o se ha preso farmaci immunosoppressori come il cortisone.
Il terzo problema (c) è l’autocura: si va dal farmacista e si chiede il vaccino e quello te lo dà senza prescrizione. Io chiesi all’ex Ministro Sirchia di diramare una Circolare Ministeriale (diramata devo dire) per obbligare il farmacista al rispetto delle ricetta. Il quarto problema (d) è che le pressioni dell’Industria sono così invadenti e virulente ( è il caso) da imporre agli Organi Ministeriali campagne devastanti come quelle della Febbre Suina. Conclusione di questa: abbiamo speso 200 milioni in comunicazione pubblicitaria (web, Tv, Radio e cartacea) del tutto inutile e 400 milioni per 24.000.000 di dosi vaccinali di cui sono state utilizzate solo 700.000 unità. E le restanti 23.700.000? Tutta Roba da Terzo Mondo dove sarà indirizzata. Ottimo, aiutiamo l’Africa ma almeno ditecelo!

LE SINDROMI DA SQUILIBRIO IMMUNITARIO POST VACCINALE

La trattazione sullo squilibrio immunitario da Vaccino è specifica e tediosa e ve la risparmio, però si sappia che il vaccino è un farmaco è non indenne da effetti indesiderati. Le interferenze che ogni vaccinazione determina al livello immunitario obbliga ad una condotta sanitaria di analisi clinica anziché di inclusione ubiquitaria. Ciò vuol dire che per ogni vaccinazione è d’obbligo la valutazione clinica del soggetto, caso per caso e non la indiscriminata distribuzione longitudinale del prodotto vaccinico, qual’esso sia.
Il sistema immunitario ha due funzioni separate e in equilibrio tra di loro, T1 e T2. Con T1 è indicata l’immunità cellulare, primaria difesa contro funghi, virus e protozoi; con T2 è indicata l’immunità sierologica (IgE, IgM, IgG), che produce anticorpi specifici. T1 è il processo di eliminazione diretti degli agenti aggressori.T2 rappresenta l’immunità funzionale ed il riconoscimento immunologico. Alla base di ogni problema immunologico c’è uno squilibrio tra le funzioni T1 e T2.
Un vaccino diminuisce l’immunità mediata da linfociti (T1) del 50%, due vaccini insieme del 70%. Ormai sono una norma 3 vaccini nella stessa iniezione, il tutto ripetuto in tre dosi successive a distanza di qualche mese. I vaccini riducono il numero di globuli bianchi, la vitalità dei linfociti, la segmentazione dei neutrofili. Il livello di produzione delle IgE è sotto lo stretto controllo dei linfociti T2. Lo squilibrio verso T2 è un fattore predisponente alle allergie (raffreddori, asma, rash cutanei, etc..). Nella vita odierna il condizionamento ambientale massivo dà luogo all’incremento esponenziale delle forme allergiche tra cui rinite allergica, asma bronchiale allergico, dermatite atopica, che rappresentano il risultato di una risposta T2 nei confronti di antigeni ambientali innocui (allergeni).
  1. I vaccini contengono sostanze chimiche (formaldeide) e metalli tossici (mercurio e alluminio) che hanno un forte effetto di depressione immunitaria (T1, ridotto numero di macrofagi). Il mercurio è il più allergizzante dei metalli insieme al nichel (T2, iperattività IgE, IgM).
  2. I vaccini contengono tessuti e materiale DNA/RNA di altri animali, che hanno l’effetto di deprimere il sistema immunitario attraverso un meccanismo di rigetto dell’organismo di cellule estranee.
  3. I vaccini alterano il rapporto di linfociti T helper/ linfociti soppressori. Tale parametro è un indicatore chiave del grado di funzionalità del sistema immunitario.
  4. I vaccini alterano l’attività metabolica di polimorfonucleari (NPM),utili nella difesa dell’organismo contro batteri e virus e riducono la loro capacità fagocitante.
  5. I vaccini sopprimono la nostra immunità non solo sovraccaricando l’organismo con mercurio ed altro materiale estraneo, ma anche introducendo virus attenuati e patogeni. Mentre le tossine nei vaccini rallentano il sistema immunitario, i virus si instaurano e mutano predisponendosi ad un nuovo stato infettivo.
  6. I vaccini impoveriscono il nostro organismo di elementi essenziali per la vitalità immunitaria, quali vitamina C, A e zinco, attivatori e modulatori di globuli bianchi e macrofagi per funzionare in maniera ideale.
Alterare questi fattori avrà conseguenze anche sulla immunità. Di qui una possibile spiegazione all’incremento fino a 50 mila unità di soggetti colpiti da sclerosi multipla. Una forte polarizzazione verso T2 è caratteristica di patologie autoimmuni e sclerosi sistemiche e produzione di auto-anticorpi. Elevati livelli di anticorpi alle proteine di base della mielina cerebrale sono riscontrati in oltre il 95% dei bambini autistici (Singh et al., 2003).
T1 (linfociti T helper di tipo 1) produce una serie di modulatori immunitari molto importanti: interferone gamma, interleukina (IL)-2 e TNF, tumor necrosis factor. Uno studio pubblicato dal Journal of Infectious Diseases ha documentato una diminuzione di interferone causata dal vaccino del morbillo, declino che persiste per un anno dopo la vaccinazione. L’interferone è una sostanza prodotta da T1 che rende l’organismo resistente alle infezioni. Il risultato finale è che i vaccini portano ad una maggiore vulnerabilità alle infezioni. Ed in effetti fu osservato (American Journal of Public Health Investigators,1990) che, su un campione di 3437 casi di polio nello stato di New York, le vittime avevano probabilità doppia di comparsa del polio, dopo vaccino DTP (difterite tetano pertosse) nei due mesi precedenti, la rispetto ai bambini di controllo.
Più recentemente, in un’epidemia di polio nello stato di Oman, è stato dimostrato che le vaccinazioni DPT avevano causato la comparsa di polio paralitico. Quanto sopra indicato segnala che esistono numerosi elementi scientifici per dimostrare l’assunto in base al quale, contrariamente a quanto ipotizzato in passato, i vaccini non rafforzano o sostengono il sistema immunitario nel suo complesso. Anzi predispongono ad infezioni ed allergie, rispettivamente perché deprimono T1 e spostano l’equilibrio verso T2.

LE CONTAMINAZIONI

Polio: uno dei problemi relativi a questo vaccino deriva dalla sua contaminazione con un numero ancora sconosciuto di virus animali. Il vaccino contiene centinaia di migliaia di virus che possono produrre polio, meningite, encefalite, epilessia. Accreditate ricerche ha mostrato che l’iniezione di un virus da una specie di scimmia all’altra ha provocato lo sviluppo di tumori maligni. La cancerogenicità di alcuni di questi virus è stata dimostrata da Sweet (1960), Fraumemeni (1963), Gerber (19621), Rowe (1962). Innes scoprì nel 1968 che la mortalità per leucemia negli USA dal 1955 al 1959 era cresciuta del 10% circa tra i 5 e i 14 anni, proprio negli anni del Salk. Secondo l’O.M.S., tra il 1970 e il 1974 in otto paesi europei ci sono stati 360 casi di polio di cui 205 associati alla vaccinazione. Secondo il Medical Letter (1988), negli ultimi decenni negli USA si sono verificati fino a 5-10 casi dall’anno di polio paralitica come conseguenza del vaccino Sabin, praticamente quasi il 100% dei casi di polio paralizzante. Secondo Mendelshon, nel 1977, su 18 casi di polio negli USA, 13 erano derivati dalla vaccinazione. In Israele nell’88 ci sono stati 15 casi di polio (Slater,1988) di cui 9 vaccinati con almeno tre dosi di Sabin, due con due dosi, ed uno con una. Si ritiene che l’87% dei casi di polio dal 1970 negli USA derivano dall’uso del vaccino antipolio.

Morbillo: nel giugno 1984 la rivista medica “USA MMWR” ha riportato un’epidemia di morbillo tra studenti dell’Illinois e del New Mexico vaccinati da poco al 98%. Gustafson (1987) descrive un’epidemia in una scuola secondaria con un indice di vaccinazione al 99% con virus attenuato. Secondo la FDA nel 1988, l’80% dei casi di morbillo erano di persone precedentemente vaccinate al morbillo.

Parotite: secondo West (1966), la mancanza della malattia in età infantile corrisponde ad una maggior probabilità di cancro alle ovaie e in generale di tutti i cancri (Ronnie, 1985). Efficacia: dal 1986 sta aumentando l’incidenza di parotite, caratterizzata da una particolare presenza tra gli studenti delle scuole medie e superiori.

Rosolia: efficacia: Secondo Cherry (1980), l’utilizzo di centinaia di milioni di dosi negli USA non ha sortito alcun effetto nei confronti delle continue ondate periodiche della malattia, anzi è stata notata la reinfezione da parotite nei vaccinati. Kloch e Rachelefsky (1973) hanno descritto un’epidemia di oltre mille casi a Casper (USA) nel 1971 che si presentò nove mesi dopo la campagna vaccinale e coinvolse per lo più vaccinati, pari all’83% nelle elementari ed il 52% negli asili. Hartman afferma che la rosolia produce malattia visibile solo nel 2-5% di non vaccinati contro un 50-100% dei vaccinati, cosa che dovrebbe far riflettere in generale sull’efficacia dei vaccini.

Pertosse: nel 1975 il Giappone decise di posticipare questa vaccinazione (particolarmente pericolosa) dal secondo mese di vita al secondo anno di vita e nel 1981 fu abolita del tutto. A partire dal 1975 la mortalità nei primi mesi di vita scomparve in Giappone, ma aumentò l’incidenza di meningite al secondo anno di età. Levine (1966) e Savinski (1973) hanno documentato che alti dosaggi di tale vaccino preludono alla comparsa di encefalomielite nell’animale. Smith (1988) ha dimostrato l’esistenza della meningite da vaccino, con incrementi pari al 400% al terzo mese di età. In tutti i Paesi in cui sono partiti massicci programmi di vaccinazioni si sono verificati aumenti esponenziali di casi di paralisi cerebrali.

Antinfluenzale (Emophilus B): numerosi ricercatori segnalano il pericolo di complicazioni neurologiche (encefaliti e paralisi di Guillen-Barrè) soprattutto nei bambini, a seguito di vaccini antinfluenzali. A seguito di massiva vaccinazione, con oltre 40 milioni di soggetti, furono registrate migliaia di reazioni avverse con centinaia di paralisi di Guillen-Barrè e 10 decessi, nell’arco di quattro mesi. Conseguirono 4.000 cause civili che con un fatturato di 3 miliardi di dollari di risarcimento. Nel 1978-79 una nuova campagna convinse nuovamente gli americani a vaccinarsi e nel periodo 78- 79 apparvero altri casi di Guillen-Barrè, di cui il 67% era già stato vaccinato nel 1976. Secondo uno studio del CDC, i bambini vaccinati avevano un’incidenza 5 volte maggiore di contrarre il virus del vaccino stesso e quindi l’influenza.

Vaiolo: Kittel verifica che, dopo l’antivaiolosa, 3297 bambini hanno riportato danni all’udito e 71 sono rimasti sordi. Bambini che hanno ripetuto l’antivaiolosa diverse volte presentano delle aberrazioni cromosomiche nei loro globuli bianchi. Miller (1967) descrive nove pazienti che svilupparono la sclerosi multipla dopo la prima o la seconda vaccinazione antivaiolosa. Il Messico e l’India hanno subito le epidemie di vaiolo più violente e mortali, sebbene le loro popolazioni fossero state rispettivamente completamente e parzialmente vaccinate. In Italia già nel 1887-89 la morte per vaiolo tra i vaccinati era equivalente a quella tra la popolazione non vaccinata. In Gran Bretagna la vaccinazione anti-vaiolo divenne obbligatoria nel 1853 e vent’anni dopo, nel 1870-71, si manifestò la più spaventosa epidemia della storia (23.000 morti); nei decenni successivi la mortalità da vaiolo in Gran Bretagna diminuì in modo perfettamente parallelo alla diminuzione del tasso di vaccinazione.

UN PROGRAMMA DI PREVENZIONE AD HOC

Quanto sopra si limita a focalizzare alcune condizioni clinico-epidemiologiche che impongono cautela nella vaccinazione indiscriminata. Il principio della cautela, altrove impiegato, ad esempio nella contaminazione elettromagnetica, indica che comunque esso va seguito ed applicato. Basterebbe un solo caso di patologia da introduzione vaccinale per imporre un principio di cautela, ovvero un principio di esecuzione vaccinale controllata. Le motivazioni addotte sono sufficienti e bastevoli per imporre un Programma di Prevenzione non solo delle patologie sottoposte a vaccinazione (Polio, Morbillo, Difterite, Epatite, e soprattutto Influenza) ma di prevenzione delle complicanze attese. Si esclude che si possa continuare senza una programmazione in tal senso anche per i costi che le patologie da complicazione e iatrogene implicano. Pertanto si richiede una politica sanitaria di maggiore controllo della prevenzione vaccinale:·visita clinica presso le ASL prima della pratica vaccinale;·obbligatorietà della prescrizione medica vaccinale;·imposizione di sanzioni penali per coloro che praticano autovaccinazioni e per coloro che vendono prodotti vaccinale senza prescrizione medica.

giovedì 31 ottobre 2013

Intimidazioni

(fonte: http://perchiunquehacompreso.blogspot.it/2013/10/intimidazioni.html)


Ho ricevuto la mail seguente per conoscenza. Intimidazione? Minaccia velata?
Sappiano che dovranno fermarne migliaia e migliaia di italiani perché noi siamo solo la punta di un icerberg enorme che sta emergendo.

Grazie a chiunque divulgherà le informazioni.
Elia Menta


Da: Task Force Butler [tf_butler@email.it]
a: Gent. ma Polizia Postale - Sezione di Asti
e p.c.
Gent.ma Polizia Postale - Sezione di Imperia

la presente per informarvi che il Sig. Elia Menta, residente a Montegrosso D'Asti, email: perchiunquehacompreso@gmail.com, ha pubblicato su Youtube un video nel quale, con riferimento ad un sequestro compiuto dalla Polizia Postale di Imperia nei confronti del Sig. Rosario Marcianò, accusa pubblicamente la stessa Polizia Postale di aver compiuto il sequestro allo scopo di poter "infilare" nel materiale informatico sequestrato prove false.

Il video del Sig. Menta è visibile qui: http://www.youtube.com/watch?v=ehrV_Xafjz4

Comunico che, per ogni evenienza, ho provveduto a scaricare copia del video in questione che potrà esservi fornito dietro vostra semplice richiesta.

La presente per mettervi nelle condizioni di intraprendere qualsiasi iniziativa da voi ritenuta opportuna.

Distinti saluti.
 
 

Censurata la denuncia delle scie chimiche. Sequestrati i PC dei fratelli Marcianò

(fonte: http://scienzamarcia.blogspot.it/2013/10/censurata-la-denuncia-delle-scie.html)



(fonte video: youtube.com/user/ALBAMED)


Censurata la denuncia delle scie chimiche - sequestrati i PC e gli hard disk dei fratelli Marcianò gestori del sito tanker-enemy.

Fate girare questo video in maniera virale
http://www.youtube.com/watch?v=Cpsdmc7KIm4

che tutti sappiano

seguiranno aggiornamenti

Sulla vicenda repressiva nei confronti dei fratelli Marcianò vedi

http://straker-61.blogspot.it/2013/10/escalation.html



(fonte video: youtube.com/user/EsserciORA)


Fate capire alla gente che occorre darsi da fare il più in fretta possibile. 
Fate capire a chi "non crede alle scie chimiche" quello che sta realmente succedendo.

Pubblicate a valanga questo video su tutti i blog e i siti di vera informazione.

È tempo di agire

Domani sera si parlerà di scie chimiche su http://www.spreaker.com/page#!/user/4615618 LA LIBERA RADIO DEL WEB.


mercoledì 30 ottobre 2013

L’oceano Pacifico è morto. Il resoconto di una traversata fa il giro del mondo



L’oceano Pacifico è morto, è svuotato di ogni vita. Ci sono solo rifiuti e barche per la pesca industriale intente a saccheggiare accuratamente quel poco che è ancora rimasto.

Sta facendo il giro del mondo, sui media di lingua inglese, il racconto struggente, tragico e a suo modo poetico di un marinaio, Ivan Macfadyen (foto), che ha ripetuto la traversata del Pacifico effettuata dieci anni fa. Allora fra l’Australia e il Giappone bastava buttare la lenza per procurare pranzo e cena succulenti. Stavolta in tutto due sole prede. Dal Giappone alla California, poi, l’oceano è diventato un deserto assoluto formato da acqua e rottami.

Nessun animale. Non un solo richiamo di uccelli marini. Solo il rumore del vento, delle onde e deigrossi detriti che sbattono contro la chiglia.

Il racconto di Ivan Macfadyen, vecchio marinaio col cuore spezzato dopo 28 giorni di desolata navigazione nel Pacifico, è stato raccolto dall’australiano The Newcastle Herald ed è stato variamente ripreso da decine e decine di testate, tutte in inglese.
Macfadyen ha navigato con il suo equipaggio a bordo del Funnel Web sulla rotta Melbourne - Osaka – San Francisco. Dice di aver percorso in lungo e in largo gli oceani per moltissimi anni, dice di aver sempre visto uccelli marini che pescavano o che si posavano sulla nave per riposarsi e farsi trasportare. E poi delfini, squali, pesci, tartarughe… Stavolta nulla di tutto ciò: nulla di vivo per oltre 3.000 miglia nautiche.
Unica apparizione, poco a Nord della Nuova Guinea, quella di una flotta per la pesca industriale accanto ad una barriera corallina. Volevano solo il tonno, tiravano e ributtavano in mare – morta – ogni altra creatura marina.

E poi la parte più allucinante del viaggio, quella dal Giappone alla California, costantemente accompagnata dalla gran quantità di rottami trascinati in mare dallo tsunami del 2011, quello che ha innescato la crisi di Fukushima.

Rottami, rottami grandi e piccoli ovunque: impossibile perfino accendere il motore. Rottami non solo in superficie ma anche sui fondali, come si vedeva chiaramente nelle acque cristalline delle Hawaii. E poi plastica, rifiuti di plastica dappertutto. 

Nel racconto di Ivan Macfadyen un solo elemento è direttamente riconducibile ai tre reattori nucleari in meltdown sulla costa giapponese: dice di aver raccolto campioni destinati ad essere esaminati per la radioattività e di aver compilato durante il viaggio questionari periodici in seguito a richieste provenienti dal mondo accademico statunitense.
Però non si può non pensare a Fukushima quando Macfadyen afferma che nelle acque del Giappone il Funnel Web ha perso il suo colore giallo brillante e quando dice che uno dei pochissimi esseri viventi incontrati dal Giappone alla California era una balena che sembrava in fin di vita per un grosso tumore sul capo.
Sui social e nei commenti sul web si fa un gran parlare della relazione fra Fukishima e l’assenza di esseri viventi fra Giappone e California.

Io sottolineo tre elementi: primo, la sorgente di radioattività di Fukushima, sebbene molto intensa, paragonata alla vastità dell’oceano diventa come uno sputo in un fiume; secondo, nei dintorni di Fukushima e prima di diluirsi nella vastità dell’oceano la radioattività effettivamente si accumula nella catena alimentare e vi resterà per molti decenni; terzo, una desolazione vasta e assoluta come quella raccontata da Macfadyen si sposa benissimo con gli effetti della pesca industriale dissennata, senza bisogno alcuno di scomodare la radioattività i cui effetti sensibili – stando alle informazioni note – si limitano al tratto di mare davanti ad una parte delle coste giapponesi.

Il Pacifico è morto – si è rotto, per usare l’espressione di Macfadyen – e l’ha ucciso il genere umano, che sta al pianeta come una nuvola di cavallette sta ad un campo di grano. Macfadyen, racconta il The Newcastle Herald nel seguito della storia, non ha voluto rilasciare altre interviste dopo quella che ha fatto così tanto rumore. Desidera però che il mondo sia consapevole di quanto egli ha visto. Accontentiamolo.

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martedì 8 ottobre 2013

Vaccini contaminati

Relativamente alle ricerche sui vaccini effettuate dal Dott. Stefano Montanari e dalla moglie Dott.ssa Antonietta M. Gatti, di seguito riporto una video intervista che riassume la situazione.

Più sotto invece è possibile leggere l'articolo tratto da Movimento Revolution.

Inoltre in fondo a questo post è possibile accedere ad altri articoli correlati.


Video intervista al Dott. Stefano Montanari


fonte video: youtube.com/user/maxvilno

 
Articolo tratto da Movimento Revolution
(fonte: http://www.movimentorevolution.it/?p=1238)

La dottoressa Antonietta M. Gatti andrà a ritirarlo in Cina, a Chengdu, l’importante riconoscimento assegnatole della International Union of Societies for Biomaterials Science and Engineering. Se in Italia lei e il marito Stefano Montanari si sono visti creare un inspiegabile cordone sanitario intorno alle loro ricerche sulle nanopatologie, gli scienziati di mezzo mondo (sia dell’UE che da Canada, USA, Cina, Giappone, Corea, India, Australia) hanno deciso di premiare il suo contributo nel campo delle Scienze dei Biomateriali e di Ingegneria nominandola Fellow dello IUSBSE (fonte: http://www.affaritaliani.it/emilia-romagna/nanoparticelle-premio-internazionale-il-duo-gatti-montanari-ai-vertici040612.html).

I due scienziati sono stati ritenuti fra i 32 scienziati più importanti al mondo, questo articolo è molto delicato, l’intervista al Dott. Stefano Montanari rivelerà fatti sconvolgenti.

Se lo si sa fare, una delle tecniche per ottenere successo è spararle grosse. Ma talmente grosse da far pensare che nessuno direbbe enormità del genere se non esistesse un fondamento. E quel fondamento è talmente profondo – dove l’aggettivo profondo significa sia arcano sia culturalmente ineccepibile, ma talmente complesso da essere appannaggio solo di pochi – che lo si prende per scontato come atto di fede.

I vaccini costituiscono una fetta importante nel business delle aziende farmaceutiche, il che significa muovere quantità di denaro impensabili per l’Uomo Qualunque, e questo giustifica il ricorso alla tecnica di cui sopra. Così, vaccini santi per molti, diavoli per pochi. Informazione in proposito? Poca. Anzi, pochissima.

Ma, al di là di discussioni di parte, che cosa sappiamo dei vaccini?

Sappiamo che, come tutti i farmaci, i vaccini non arrivano a bersaglio nella totalità dei casi. Anzi, a volte il conteggio dei bersagli centrati è più legato ai criteri di giudizio adottati che non ad una fredda oggettività. E che una vaccinazione sia meno efficace nel proteggere dalla malattia di quanto non sia l’aver contratto naturalmente la malattia stessa divenendone poi davvero immuni è provato dalla necessità di sottoporsi ai cosiddetti richiami e da chi si ammala a dispetto della vaccinazione eseguita.

Sappiamo pure che l’immunità parziale verso alcune malattie come, ad esempio, il morbillo, che veniva trasmessa da madre a figlio non esiste più se la madre non ha contratto naturalmente a sua volta la patologia ma per la patologia è stata vaccinata.

Ancora – ed è scritto nei vecchi testi d’immunologia – sappiamo che un vaccino non può essere efficace se lo si somministra ad un neonato, questo semplicemente perché il suo sistema immunitario è ancora immaturo e, perciò, è incapace di fare ciò che gli si chiede. Se poi, in aggiunta, di vaccini gli se ne iniettano sei in un colpo solo come, pur illegalmente, si fa in Italia, qualche perplessità ulteriore non può che sorgere. La stessa perplessità vale anche per le vaccinazioni praticate ai militari: una caterva a raffiche e, per di più – ma come, peraltro, è prassi comune – senza che nessuno si accerti della capacità di quell’organismo particolare di tollerare quella particolare sorta di bombardamento. Il paziente è già immune ad una o ad alcune di quelle malattie? Al momento delle vaccinazioni è nelle condizioni di reagire senza danni? Ha problemi di allergia nei riguardi di uno o più componenti di quei farmaci? È informato, come prevede la legge, di ciò che sta subendo? Pare che nessuno si ponga nemmeno le domande, e di domande ce ne sarebbe pure una certa lista ulteriore.

Proseguendo, sappiamo che quasi non passa giorno senza che un vaccino nuovo sia messo in commercio. Ormai restano da coprire solo patologie come l’erre moscia e l’alitosi, perché le industrie si sono scatenate ad inventare immunizzazioni contro qualunque affezione, grave o lieve che sia, vera o frutto di fantasia. Lungi da me l’intenzione di criticare la pena che si prende Big Pharma per non farci ammalare più, ma la buona pratica farmacologica impone tempi di sperimentazione, popolazioni cavia e popolazioni di confronto che poco o nulla hanno a che fare con quanto è l’uso corrente. Per rendersi conto se un vaccino possiede davvero qualche efficacia occorre lavorare per molti anni, spesso decenni, su un numero molto elevato di persone, e questo oggi non si fa perché l’esigenza aziendale è quella di far rendere in fretta il prodotto. Purtroppo, però, i tempi biologici non tengono conto delle esigenze di business e, dunque, quasi nessuno tra i vaccini recenti può pretendere una qualunque credibilità. E ho scritto “quasi” per buonismo.

È opinione corrente e radicata che la pratica vaccinale abbia debellato o, quanto meno, ridotto di parecchio l’incidenza di molte malattie. In realtà, andando a consultare le statistiche nel tempo di morbosità e di mortalità, cioè il rapporto tra i soggetti ammalati o, rispettivamente, morti di una determinata malattia e quelli sani in una popolazione, si vede che la diminuzione della frequenza con cui ci si ammalava o si moriva era in calo ben prima che venisse introdotto il vaccino specifico e l’introduzione non dimostra alcuna particolare incidenza. In alcuni casi l’introduzione del vaccino coincide addirittura con un rallentamento nel calo della frequenza della morbosità e della mortalità. Di fatto l’andamento di quelle patologie pare dipendere dalle condizioni igieniche (in ogni senso) e non da altro.

Come è per tutti i medicinali, anche i vaccini devono assumere una forma farmaceutica. Devono, cioè, essere nelle condizioni di agire con efficacia ma anche di avere una vita di scaffale sufficientemente lunga. Insomma, devono scadere il più tardi possibile per ovvi motivi pratici ed economici. Così al principio attivo si aggiunge un po’ di tutto, dai cosiddetti adiuvanti, vale a dire sostanze che “vivacizzano” la risposta immunitaria, a sostanze che rendono relativamente stabile e duraturo il prodotto. Oltre a queste, il vaccino contiene non pochi residui della lavorazione, residui che possono essere spezzoni di DNA, frazioni di sangue, cellule, proteine e quant’altro.

Degli effetti di ciò che viene aggiunto o di quanto resta nel farmaco sappiamo ben poco. Anzi, a dire il vero, non sappiamo quasi nulla. S’incrociano le dita e si spera di non fare guai vistosi. A questo proposito vorrei ricordare a tutti e, soprattutto, mi permetto di farlo ai pochissimi medici che, eventualmente, mi leggono, che tutti i farmaci, nessuno escluso, hanno effetti collaterali noti. Per essere ancora più chiaro, tutti i farmaci sono, in grado differente, notoriamente tossici e, per questo, la loro somministrazione deve essere effettuata solo quando la necessità sia reale. Troppo spesso sia i medici sia i pazienti dimenticano che ogni essere vivente possiede una proprietà chiamata omeostasi grazie alla quale questo tende a riportarsi naturalmente in stato di benessere, con ciò dando tanti punti a moltissimi medicinali. Si tenga sempre presente il fatto, poi, che l’Uomo, il più complesso tra tutti gli esseri viventi, ha un grado di complessità talmente elevato da essere il meno pronosticabile tra tutti gli animali quanto a reazioni nei confronti di ciò che gli s’introduce nell’organismo. Da qui le allergie, le sensibilizzazioni, gli effetti paradossi e tutto ciò che esce apparentemente dai binari e che ogni medico non può non avere sperimentato nella sua carriera. Se, poi, s’introducono nella chimica complicatissima e in gran parte sconosciuta dell’organismo contemporaneamente più sostanze, ecco che gli effetti delle interazioni diventano un vero terno al lotto. Insomma, un po’ di prudenza e il sostituire con scienza e buon senso un più o meno cosciente “io speriamo che me la cavo” ai protocolli “universali” che trascurano le evidenti differenze tra soggetto e soggetto non guasterebbe.

Consultando la letteratura “scientifica” (e le virgolette sono tristemente d’obbligo) che corre intorno ai vaccini, si deve per forza notare come nella quasi totalità dei casi le “ricerche” (virgolette) siano pagate in modo più o meno aperto dai produttori. Di fatto un conflitto d’interessi che invalida alla radice tutto quanto quella letteratura sostiene o, per lo meno, ne pone in forte dubbio la sostenibilità. Per di più risulta curioso che non esistano rapporti credibili non solo sull’efficacia nel tempo (quel tempo che non viene concesso) ma anche sugli effetti collaterali che i vaccini, alla stregua di qualunque farmaco, non possono non avere. Alla base del problema sta il fatto che gli enti di ricerca indipendenti sono ormai al lumicino, e chi vuole sopravvivere si prostituisce generando pubblicazioni su dati falsi e abbondantemente censurati. Questo dato di fatto accomuna i vaccini a un’infinità di altri argomenti non solo d’interesse sanitario e il risultato è che oggi, quando la scienza dovrebbe aver raggiunto altezze mai toccate prima, siamo riprecipitati in una sorta di Medio Evo che si regge sulla credulità popolare. Malauguratamente, la soverchiante maggioranza degli operatori sanitari è immersa pienamente in questa situazione di acriticità e d’ignoranza, e di questo pagheremo sempre di più lo scotto.

A questo punto non posso non ricordare come nel laboratorio che dirigo (inserito dalla CE tra le cento proposte di punta dell’intera Comunità) siano stati analizzati 24 vaccini con la tecnica che abbiamo messo a punto negli anni e che è validata da due progetti di ricerca europei. Di quei 24 vaccini, tutti diversi tra loro, 24 sono risultati inquinati da micro e nanoparticelle solide, inorganiche, non biodegradabili e non biocompatibili: il 100%. Ebbene, questo dato che rappresenta potenzialmente un’arma formidabile per tutti i gruppi che, in qualche modo, si oppongono alla pratica vaccinale o tout court o per le modalità, quasi sempre addirittura fuori legge, con cui la pratica viene svolta, è del tutto trascurato.

Spero mi si perdoni se avanzo, allora, qualche dubbio a proposito della volontà effettiva di quei gruppi di far valere le proprie ragioni. Non è a chiacchiere, a bisticci, ad insulti, a ridicolizzazioni che si può chiarire una situazione oggettivamente traboccante di elementi che non possono non destare sospetto e preoccupazione. Se si vuole in qualche modo fermare o almeno regolamentare scientificamente il business dei vaccini razionalizzandolo, bisogna usare argomenti inoppugnabili. Altrimenti, da popolo bue come siamo, temo a ragione, trattati, si resterà sempre un boccone prelibato per chi dispone di un argomento convincente come il fiume di denaro che sgorga da Big Pharma e che, raggiungendo tutte le mete ”giuste”, alimenta una cultura medica, salvo eccezioni, priva di scientificità, una credulità popolare e un’accoglienza politica indispensabili perché i bilanci societari continuino a dare soddisfazione.

Sia chiaro: io chiedo solo di vederci chiaro e, a tutt’oggi, di chiarezza non ce n’è affatto. Basta vedere il comportamento dell’Istituto superiore di sanità, l’ente pubblico di cui siamo costretti a fidarci se non altro perché lo paghiamo, per rendersi conto della situazione in cui siamo.

Non ci sono molte parole per definire questo fatto, la domanda più ovvia è: per quale motivo nessuno denuncia il Dott. Stefano Montanari? Se queste informazioni non sono vere qualcuno dovrebbe prendere provvedimenti non credete?

La nostra unica salvezza è la diffusione di informazioni, dai il tuo piccolo contributo.

Staff
Movimentorevolution

 
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giovedì 12 settembre 2013

Fuori dalla norma



Prima di gettarvi in un'avventura, in particolare se di carattere politico, chiedetevi cosa è più importante per voi: piacere agli altri o fare qualcosa di davvero risvegliante? Perché spesso, chi compie qualcosa d'importante per la coscienza del pianeta, deve mettere in conto che alla maggioranza delle persone non risulterà simpatico. Siete in grado di sopportare il disagio derivante dall'essere percepiti come "fuori dalla norma"? Perché solo in questo modo si cresce rispetto alla norma.

12 settembre 2013



martedì 11 giugno 2013

Allarme vaccini di Stefano Montanari


Di Gaetano Vilnò

Voglio fare una premessa, il Dott. Stefano Montanari insieme alla moglie Dott.ssa Gatti sono persone di alto profilo professionale, sono scienziati, scienziati senza compromessi, scienziati che non hanno paura di rivelare verità scomode. Stefano Montanari lo ritengo un amico, una persona umanamente sensibile, schetto, spontaneo, umile, come me ha avuto il brutto incontro con il comico Grillo, come me non si è arreso.
Accusato da pseudo grillini di essere un’approfittatore, accusato delle più basse menzogne esistenti, sembra quasi di tornare al medioevo quando gli scenziati veri venivano messi al rogo.


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Chi sono Stefano Montanari e Antonietta Morena Gatti

Nanoparticelle, premio internazionale Il duo Gatti-Montanari ai vertici mondiali (http://www.affaritaliani.it/emilia-romagna/nanoparticelle-premio-internazionale-il-duo-gatti-montanari-ai-vertici040612.html)

Stefano Montanari parla di nanoparticelle


(fonte video: youtube.com/user/turboxxxcrime)


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Temo che ben pochi italiani conoscano il nostro lavoro. Nostro: di mia moglie e mio.
Tra mille difficoltà, non ultima quella della sottrazione del nostro strumento di lavoro da parte di Beppe Grillo (http://www.stefanomontanari.net/sito/images/pdf/grillo_microscopio.pdf), noi siamo gli scopritori delle nanopatologie, le malattie da micro e nanoparticelle. Infarto, ictus, una serie infinita di cancri, malformazioni fetali, aborti, malattie insospettabili dai non addetti ai lavori come un certo tipo di diabete, sono alcune delle nanopatologie e la loro origine è quasi invariabilmente l’inquinamento.

Non so per quale miracolo, ancora riusciamo a far sopravvivere la ricerca e, nell’ambito della ricerca, abbiamo analizzato 24 vaccini.

Inizialmente lo facemmo per nostra curiosità, poi, qualche anno dopo, perché arrivò da noi Francesca Sola, una ragazza proveniente dall’Università di Parma che ci chiedeva di poter fare la sua tesi di laurea analizzando alcuni vaccini con la nostra tecnica. Così partimmo, anche se non fu sempre facile reperire i campioni perché in alcuni casi questi non sono disponibili in farmacia ma solo presso strutture pubbliche e, dunque, si dovevano chiedere al produttore il quale non gradiva ficcanaso.

Senza troppa sorpresa visti i risultati precedenti, anche i campioni analizzati con Francesca rivelarono tutti un contenuto di polveri solide, inorganiche, non biodegradabili e non biocompatibili, il che significa inevitabilmente capaci d’innescare malattie.
Di questo io e mia moglie avevamo già parlato in precedenza con qualche rappresentante di case farmaceutiche i quali si dissero “molto interessati” a ciò che avevamo rilevato. Una volta – si era a Firenze nell’autunno del 2008 – ne parlai pure ad uno dei corsi di aggiornamento cui i medici devono assistere e, a fine lezione, venne da me, molto imbarazzato, un pezzo grosso della “ricerca” (mi dispiace dover chiudere la parola tra virgolette, ma non ho altre possibilità) di un produttore di vaccini che mi pose un sacco di domande, assicurandomi che avrebbe dato seguito alla cosa. E il seguito, come in ogni altro caso, fu il muro di gomma.

Nessuna meraviglia: non esiste alcuna disposizione legale a proposito di quelle eventuali presenze e, dunque, si può impunemente far finta di nulla. E di questo verrà fatta chiara menzione da parte di un responsabile della produzione di vaccini qualche anno più avanti, come vedrà chi arriverà in fondo a questo capitolo.

Un episodio degno forse di considerazione fu quello accaduto nell’autunno 2012. Come ogni anno in quel periodo la campagna per indurre più persone possibile a vaccinarsi nei confronti dell’influenza si stava scatenando. Improvvisamente accadde qualcosa, qualcosa che non ebbe poi una spiegazione che potesse reggersi scientificamente: di alcuni tipi di vaccini antinfluenzali venne bloccata la vendita. La notizia mi arrivò tramite un comunicato di agenzia e cinque minuti dopo ero nella farmacia più vicina al mio laboratorio per vedere di acquistarne un pezzo di ognuno prima che la notizia arrivasse al farmacista.
Di tutti i vaccini sospesi solo l’Agrippal era disponibile e il farmacista, ignaro del provvedimento, me lo consegnò. Erano le 15 e 24 del 24 ottobre come da scontrino. Non ero ancora uscito quando arrivò in farmacia la telefonata di annuncio: l’Agrippal non si può vendere. Io, però, la scatola l’avevo pagata, avevo tanto di ricevuta e me ne andai.
L’analisi non fu confortante: particelle di Ferro; di Ferro e Titanio; di Zolfo, Bario, Cloro, Silicio, Alluminio e Sodio; di Silicio, Sodio, Alluminio, Bario e Zolfo; di Silicio, Calcio, Titanio e Alluminio; di Calcio, Alluminio, Silicio e Piombo; di Ferro e Zinco; di Ferro, Cromo e Nichel, cioè di acciaio.

Le loro dimensioni andavano dalle centinaia di nanometri a qualche micron, fino ad agglomerati di decine di micron. Di fatto, un bel campionario di pezzetti di materia solida che in una soluzione iniettabile proprio non dovrebbero starci.
Come sempre avevamo fatto, e questo va specificato con estrema chiarezza, noi avevamo analizzato un solo campione e non più campioni provenienti da lotti diversi. Insomma, una sorta di fotografia istantanea e non un film.
Per completezza d’informazione, aggiungo che passò appena qualche giorno e i vaccini bloccati tornarono di libera vendita senza spiegazione alcuna. Solo le rassicurazioni generiche e non sostanziate da alcuna spiegazione da parte delle cosiddette “autorità”.

Il 21 novembre dello stesso anno vennero a trovarmi in laboratorio due agenti dei Carabinieri del NAS di Parma e io consegnai loro il risultato dell’indagine. Nessuna accusa a nessuno, per carità: l’analisi era stata fatta su una sola confezione e un incidente può capitare. Anche se in un vaccino…
Comunque sia, non ho notizie di reazioni da parte dei Carabinieri né da chi è preposto a vigilare sui farmaci.
Il che non è affatto stupefacente se si considera ciò che era accaduto l’anno prima.


L’anno prima era venuto da me Luigi Pelazza, uno dei giornalisti del programma televisivo Le Iene con cui avevo già girato diversi servizi, dicendomi di aver parlato con il dottor Gianpietro Spinosa di Losanna a proposito del Gardasil, il vaccino “contro il cancro del collo dell’utero” (anche qui le virgolette sono d’obbligo.) Ciò che Spinosa, ginecologo di lungo corso e di grande prestigio tanto in Svizzera quanto all’estero, gli aveva comunicato era che quel prodotto era poco o nulla attivo, e questo stando a quanto il produttore stesso riportava nella letteratura presentata all’FDA, l’ente statunitense che dà licenza di messa in distribuzione ai farmaci, un ente che ha giurisdizione solo negli Stati Uniti ma la cui autorità scientifica è riconosciuta ovunque, tanto che un placet FDA è praticamente un via libera quasi a livello planetario.
Pelazza mi consegnò un campione di Gardasil chiedendo che fosse analizzato, cosa che facemmo trovandolo, ahimè, inquinato dalle ormai solite polveri. Nel caso di quel campione, come sempre uno solo, le particelle che trovammo erano composte da Rame, Alluminio e Ferro; da Piombo e Bismuto; da Ferro e Fosforo e da Ferro solo. Le dimensioni, più o meno le solite, da non molti nanometri a qualche micron con particelle solitarie e altre agglomerate.

Con quei dati in mano Luigi Pelazza prese un appuntamento con la Sanofi Pasteur di Roma, la distributrice del Gardasil con il cui produttore è in condizione di joint venture, e l’unica azienda in Europa che si occupi solo della produzione di vaccini. Così, andammo a Roma. Oltre a mia moglie e, naturalmente, a Pelazza c’erano Spinosa e due operatori di audio e di ripresa video.
Fu un’intervista che durò non molto meno di quattro ore e ci trovammo di fronte un professore dell’Università di Bologna convocato dall’Azienda, qualche tecnico e il dottor Roberto Biasio che della Sanofi è il direttore medico scientifico. Ovviamente la Sanofi non aveva grandi armi per ribattere alla sua stessa letteratura e alle nostre analisi e, ad intervista conclusa, ce ne tornammo ognuno a casa propria.
Per motivi che preferisco non esporre per carità di patria, la Sanofi si oppose immediatamente a che il servizio fosse trasmesso e così fu, ma Luigi Pelazza riferì della cosa ai Carabinieri del NAS di Roma e questi mi convocarono. Andai. Era domenica 2 ottobre 2011 e passai tutto il pomeriggio alla loro sede dell’EUR.
Risposi a tutte le domande, spiegai il problema legato a quegl’inquinanti, consegnai i risultati delle analisi e… e non accadde nulla. Nulla se si eccettua una visita al nostro laboratorio di Modena del dottor Biasio con cui avemmo una conversazione molto interessante (Biasio ha una preparazione tecnica di tutto rispetto) e ci lasciammo con l’assicurazione che alle nostre analisi si sarebbe dato seguito. Credo che nessuno si sorprenda se dico che il seguito è stato pari a zero e tra qualche paragrafo arriverà la spiegazione.

Passò un po’ di tempo, fino a che non mi telefonò Valentina Corvino, giornalista del settimanale Il Salvagente. Mi chiese un’intervista a proposito dei vaccini in generale e del Gardasil in particolare.

Questo video vi farà fare molte riflessioni


(fonte video: youtube.com/user/salva733)

Le dissi, riassumendo molto, delle nostre ricerche e dei nostri risultati e ne uscì un articolo di diverse pagine (Il Salvagente n. 38 del 27 settembre 2012). La parte più interessante se si vuole avere idea della situazione in cui ci troviamo, però, non era quella dedicata a me ma la parte, molto più stringata, dedicata al dottor Biasio. Cito alla lettera: 
Biasio è stato uno degli interlocutori di Montanari e sulle analisi afferma: "Sono condotte con metodologia seria, ma non sono pertinenti agli standard di qualità richiesti dalle procedure di produzione e rilascio dei lotti di vaccini; le nanoparticelle si possono trovare anche in altre sostanze e alimenti e non possono considerarsi pericolose per la salute umana se rispettano i limiti previsti dalle norme."
Traducendo, Biasio dà atto che le nostre analisi sono ineccepibili ma aggiunge che, non esistendo regole, iniettare pezzi di metallo, per di più di composizione tanto varia quanto ignota, è del tutto lecito. Poi dice che le particelle sono innocue se si rispettano i limiti previsti. Di quali limiti parli non è dato sapere perché, appunto, non esistono limiti né, peraltro, vengono effettuate le analisi del caso, costituendo queste una spesa inutile per l’Azienda e, in fondo, comportando il rischio di darsi una zappata sui piedi. Se si scoprisse che la produzione è inquinata, occorrerebbe cercare l’origine del problema e, necessariamente, porvi rimedio. Ma, se nessuno è al corrente del problema, si può tranquillamente fingere che il problema non esista. E, se ci saranno conseguenze, si potrà sempre continuare ad affermare che sono dovute a chissà che o che non esistono affatto. Va poi ricordato che l’European Environment Agency, cioè l’ente europeo che si occupa di ambiente, nel suo rapporto 2/2007 a pag. 9 scrive “For PM, no safe level has been identified,” il che significa che nessuno ha mai trovato un limite tollerabile per le particelle, e questo per le particelle sospese in aria. È fin troppo ovvio che, iniettate in un organismo, le particelle hanno un effetto di gran lunga più aggressivo.

Ma il dottor Biasio non ha finito: 
Non metto in dubbio il fatto che particelle estranee possano essere individuate all’interno di un flacone di vaccino, ma si tratta di rarissimi casi isolati, identificabili tramite l’ispezione visiva, sempre prevista da parte del medico prima della somministrazione di qualsiasi farmaco. I processi produttivi per i vaccini, come per qualsiasi altro prodotto, non sono perfetti, ma sono molto evoluti e lavoriamo perché ci sia un costante miglioramento. Ciò, tuttavia, non significa che i vaccini non siano dei prodotti altamente puri e sicuri: nessun prodotto è più controllato.
Traduco ancora una volta. Secondo Biasio aver trovato 24 vaccini su 24 inquinati è un fatto rarissimo. Poi, stando all’intervista, il medico guarda la fiala del vaccino e vede se dentro, in sospensione, ci sono delle particelle. Mi chiedo come faccia un essere umano, pure forte di una laurea in medicina e della vista di un falco, a vedere ad occhio nudo cose che solo un microscopio elettronico può discernere. E mi chiedo pure quale sia il livello di controllo e di sicurezza degli altri farmaci se i vaccini, che, a sentire Biasio, sono al top della sicurezza, c’è dentro ciò che abbiamo trovato noi in tutte le circostanze.

Lo stesso numero della rivista porta pure un intervento della dottoressa Stefania Salmaso, direttrice del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e protezione della salute dell’Istituto superiore di sanità: 
Tutti i lotti immessi in commercio sono testati attraverso una serie di controlli di qualità stringenti e standardizzati da parte di diversi istituti europei, tra cui anche l’Istituto superiore di sanità. I controlli sono complessi e di qualità certificata, non fanno testo osservazioni di singoli studi effettuati in modo estemporaneo e non riproducibile.
La domanda ovvia è quali siano i controlli di “qualità stringenti”, visto quello che evidentemente sfugge, e pure è inevitabile chiedersi come si possano definire estemporanee e non riproducibili indagini la cui metodologia risulta da un progetto di ricerca europeo, indagini la cui attendibilità è stata ammessa addirittura da chi da quelle analisi era stato colpito nei propri interessi come fu per il dottor Roberto Biasio.
Ma non voglio infierire, limitandomi ad esprimere la mia preoccupazione riguardante il ruolo di un ente come l’Istituto superiore di sanità.

Un fatto è certo: al di là delle incertezze sull’efficacia dei vaccini e dell’effettiva necessità di prevenire malattie tutto sommato meno pericolose di quanto non lo siano gli effetti collaterali inevitabili in ogni farmaco e, dunque, anche nel caso in questione, si spalanca una voragine di cui pare pochissimi comprendano la reale portata, una portata certo ben compresa dai produttori che, però, se ne stanno rigorosamente zitti. 

Io temo che una parte tutt’altro che trascurabile dei problemi della cui responsabilità i vaccini sono sempre più sospetti sia da attribuire alla presenza d’inquinanti solidi, non biodegradabili e non biocompatibili di cui la legge s’infischia. 

Fino a che si continuerà a far finta di nulla, fino a che i medici, e i pediatri in particolare, saranno tenuti nell’ignoranza dalle case farmaceutiche di fatto detentrici della “cultura” specifica, non ci sarà via d’uscita. È del tutto indispensabile che si mettano in pista senza altri indugi ricerche non di facciata e non agli ordini di Big Pharma ma del tutto indipendenti. Indugiare significherebbe aumentare a dismisura tanto i guai sanitari quanto la nebulosità in cui ci si dibatte e, invece, noi abbiamo bisogno di chiarezza perché ognuno, poi, possa scegliere come comportarsi in base ad elementi certi. Vista la quantità enorme di denaro coinvolta nella questione e visto che il denaro può indurre in tentazione, per essere relativamente sicuri dell’affidabilità dei risultati occorre che non sia un solo gruppo di ricercatori ad occuparsi del problema ma siano più di uno, in modo che ognuno sappia di essere controllato e, dunque, sappia che nascondere o distorcere i risultati non sarà facile come è stato fino ad oggi. Certo, occorreranno quattrini e tempo, ma ne vale la pena.

venerdì 24 maggio 2013

Comunicazione tra cervelli

Se gli esseri umani tutti, o la maggior parte, fossero in grado di comunicare telepaticamente, e di accedere alle informazioni contenute nel cervello di altri, quali vantaggi vi sarebbero? E quali svantaggi? 

E se anche solo la mia presenza può condizionare il pensiero e il comportamento altrui, e viceversa, ha senso ancora parlare di personalità? Di individualità? O forse sarebbe più opportuno definirci una collettività? O una cosa sola? 

Ciò che noi consideriamo reati e buone azioni sono effettuati da individui o sono piuttosto il frutto di una mente comune?

A qualcuno potrebbe venire in mente la civiltà aliena dei Borg, di Star Trek.....


fonte video: youtube.com/user/AutomiRibelli

martedì 30 aprile 2013

Caso di autismo insorto il giorno stesso della vaccinazione: il tribunale di Rimini ha riconosciuto il danno del vaccino e il diritto all'indennizzo della famiglia





Il 15 marzo 2012 è stata depositata la sentenza con cui il tribunale di Rimini sancisce il diritto di due genitori ad un elevato risarcimento dalle istituzioni sanitarie perché il proprio figlio è diventato improvvisamente autistico subito dopo la vaccinazione trivalente contro Morbillo Parotite e Rosolia (in inglese MMR). La sentenza è visionabile interamente in formato pdf al seguente indirizzo:
http://www.comilva.org/sites/default/files/Sentenza_TdL_Rimini_marzo2012.pdf.


Nella sentenza viene fatto notare come il giorno stesso della vaccinazione sono insorti sintomi preoccupanti (diarree e nervosismo) dopo di che si è manifestato il grave disagio psico-fisico diagnosticato in seguito come autismo con invalidità totale e permanente.
Data la situazione è veramente difficile negare la realazione causale tra vaccinazione e insorgenza dell'autismo.


La notizia fa breccia pure al di fuori dei confini nazionali, e viene riportata anche dall'edizione del mailonline (la traduzione integrale dell'articolo la potete leggere al link: http://www.comilva.org/danno_da_vaccino/mmr_vittoria_di_madre).

La stampa italiana invece nel riportare la notizia sembra dare più spazio al risentimento delle autorità sanitarie (le quali temono che la gente abbia paura di vaccinare i propri figli dopo questa sentenza): http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/16/tribunale-rimini-vaccino-morbillo-causa-lautismo-insorge-comunita-medica/204717/.
 
 
Il fatto è che quando il dottor Wakefield trovò notevoli correlazioni tra l'autismo e quel tipo di vaccino trivalente, pubblicando anche uno studio particolareggiato, le istituzioni tutte (sanitaria e giudiziaria in particolare) gli mossero guerra cercando di farlo passare per un truffatore. Come sono riuscite a fare questo? Semplicemente utilizzando tutto il potere che hanno le istituzioni nel manipolare i mass media e nel pilotare la giustizia, non esitando all'occorrenza di ricorrere a maniere forti come minacce ai genitori dei bambini autistici coinvolti nello studio di Wakefield. qui di seguito la video-intervista in cui alcuni genitori testimoniano l'incredibile vicenda.


(fonte video: youtube.com/user/ilporticodipinto)

Nel frattempo dal quotidiano britannico telegraph arriva la notizia che un collaboratore di Wakefield ha vinto la causa contro le istituzioni sanitarie che lo avevavo radiato dall'albo dei medici. L'articolo spiega che nella sua lunga battaglia per essere riabilitato ha avuto dalla sua i parenti dei bambini autistici che erano stati oggetti del famoso studio prima pubblicato, e poi parzialmente ritrattato dalla porestigiosa (ma evidentemente non altrettanto coraggiosa) rivista Lancet.

http://www.telegraph.co.uk/health/children_shealth/9128147/MMR-doctor-wins-battle-against-being-struck-off.html

Anche Wakefield è stato radiato dall'albo dei medici: a quanto pare quando si scoprono le tristi verità sui vaccini si è oggetto di una incredibile forma di repressione.

145.000 bambini morti a causa dei vaccini negli ultimi 20 anni

(fonte: http://terrarealtime.blogspot.it/2013/04/145000-bambini-morti-causa-dei-vaccini.html)


Il programma di vaccinazione infantile raccomandato è cambiato radicalmente nel corso degli anni, arrivando ormai a toccare la media di 30 vaccini, tra cui molteplici combinazioni, prima dell'età di sei anni.
E in molti casi, i medici e gli infermieri somministrano una mezza dozzina o più di vaccini tutti in una volta nel corso di una sola visita per risparmiare tempo. Ma secondo i dati di Vaccine Adverse Events del governo Reporting System (VAERS), 145.000 o più bambini sono morti nel corso degli ultimi 20 anni a causa di questo approccio di vaccino multiplo, e alcuni genitori sono consapevoli di questo fatto sconvolgente.

In uno studio recentemente pubblicato sulla Human & Experimental Toxicology Journal, i ricercatori hanno valutato il numero complessivo di ricoveri e decessi associati a vaccini somministrati tra il 1990 e il 2010, e confrontato questi dati al numero di vaccini somministrati in una sola volta per i singoli bambini. Ospedalizzazioni e decessi dovuti a una dose di vaccino sono stati confrontati con i decessi avvenuti con somministrazioni da due a otto dosi di vaccino insieme. I ricercatori hanno anche valutato l'ospedalizzazione complessivo e tassi di mortalità associati con le dosi di vaccino combinato: 5-8 dosi di vaccino combinato, e 1-8 dosi di vaccino combinato.

Dopo l'analisi, il team ha scoperto che più vaccini un bambino riceve in una sola volta, più è probabile che lui o lei possa subire una reazione grave o addirittura possa sopraggiungere la morte.
Secondo Heidi Stevenson di Gaia Salute, per ciascun vaccino supplementare che un bambino riceve, la sua probabilità di morte aumenta del 50 per cento - e con ogni dose di vaccino supplementare, le probabilità di dover essere ricoverato in ospedale per gravi complicanze si duplicano. I genitori dei bambini che hanno controindicazioni dopo un solo vaccino tende a cessare ulteriori vaccinazioni, suggeriscono i dati.
 
Il numero totale dei ricoveri e decessi segnalati per un solo vaccino era superiore al numero riportato dopo due, tre, quattro o anche vaccini. Anche se il motivo preciso di questo è sconosciuto, si ritiene che i neonati per lo più rientrano in quella categoria di vaccino, e quelli che sono vittime di un singolo vaccino tende a non avere più i vaccini. Una volta che un bambino raggiunge cinque vaccinazioni, tuttavia, il tasso di ospedalizzazione e di morte sale drammaticamente.
"I nostri risultati mostrano una correlazione positiva tra il numero di dosi di vaccino somministrate e la percentuale di ricoveri ospedalieri e di decessi segnalazioni al VAERS" hanno scritto gli autori nella loro conclusione. "Inoltre, i bambini più piccoli hanno una probabilità significativamente più grande rispetto ai bambini più grandi di essere ricoverati in ospedale o di morire dopo aver ricevuto vaccini. Dal momento che i vaccini vengono somministrati a milioni di bambini ogni anno, si sa per certo che le autorità sanitarie possiedono dati scientifici provenienti da studi di tossicità sinergica su tutte le combinazioni di vaccini che i bambini sono suscettibili di ricevere."

Traduzione di Silvia Pepe, Smile Therapy
Fonte: “Natural News” “Multiple vaccine doses have resulted in up to 145,000 child deaths in past 20 years”.

http://inmodonaturale.blogspot.co.uk/2013/04/145000-bambini-morti-causa-dei-vaccini.html
https://www.facebook.com/pages/EcoResistenza/203737476337348


sabato 27 aprile 2013

Nigel Farage: rubano soldi dai conti correnti della gente pur di tenere in piedi l'Euro!

(fonte: http://terrarealtime.blogspot.it/2013/04/nigel-farage-rubano-soldi-dai-conti.html)


17 APRILE 2013 STRASBURGO INTERVENTO NIGEL FARAGE

“Anni fa la signora Thatcher ha capito che cosa si nascondesse dietro il progetto europeo.

Ha capito che l'intento era quello di togliere la democrazia agli Stati nazionali per mettere quel potere in mano a persone che non possono essere chiamate a rispondere di ciò che fanno.

Sapendo, come lei sapeva, che l'Euro non avrebbe funzionato. Ha capito che questo era un progetto molto pericoloso.

Noi nel Regno Unito la pensiamo allo stesso modo.

Io ho cercato, nel corso degli anni, di anticipare in questo Parlamento quali sarebbero state le varie mosse man mano che il disastro dell'Euro prendeva forma.

Ma nemmeno io, nel più pessimistico dei miei discorsi, avrei mai immaginato signor Rehn, che lei e gli altri della troika sareste scesi al livello di comuni criminali rubando soldi dai conti correnti della gente pur di tenere in piedi questo totale fallimento che è l'Euro.

Avete persino provato a prendere i soldi dei piccoli investitori.

In diretta violazione della promessa che avevate fatto nel 2008.

Adesso il precedente è stato stabilito.

E se guardiamo a paesi come la Spagna dove la bancarotta delle imprese aumenta del 45 per cento ogni anno possiamo vedere qual'è il vostro piano per affrontare i prossimi salvataggi quando si presenteranno.

Devo dire che questo manda un messaggio molto forte e chiaro agli investitori:"togliete i soldi dall'eurozona prima che vengano a cercarvi."

Quello che avete fatto a Cipro è stato di suonare la campana a morte dell'Euro.
Nessuno della comunità internazionale si fiderà più a lasciare là i propri soldi.
Il colmo dell'ironia è stato vedere il primo ministro russo, Dimitri Medvedevparagonare le vosttre azioni dicendo: "Posso soltanto paragonarle alle decisioni prese dalle autorità sovietiche."

E adesso c'è una nuova proposta tedesca che dice che ciò che dovremmo fare è confiscare una parte del valore delle proprietà della gente negli stati del sud Mediterraneo dell'eurozona.

Questa unione europea è il nuovo comunismo.

È potere illimitato.

Sta creando una marea di miseria umana e prima verrà spazzato via meglio sarà.

E questo posto? Questo parlamento?

Questo parlamento ha la possibilità di chiedere conto alla commissione.

Ho chiesto un dibattito su una mozione di censura e mi domando quanti di voi avranno il coraggio di accoglierla e di supportarla.

Io lo dubito decisamente.

E mi viene in mente che c'è una nuova signora Thatcher in Europa.

Il suo nome è Frits Bolkestein.

Lui ha detto di questo parlamento - ricordate che è un ex-commissario - che non è più rappresentativo.

Per il cittadino olandese o europeo, il Parlamento europeo sta vivendo in una fantasia federalistica che non è più sostenibile.

E come ha ragione!”



fonte video: youtube.com/user/luogocomune2


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